Svizzera

Coronavirus, vietati gli assembramenti di oltre 5 persone

Tra le misure decise dal Consiglio federale anche un pacchetto di altri 32 miliardi di franchi a favore di aziende e lavoratori indipendenti

Alain Berset (Keystone)
20 marzo 2020
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Una multa di 100 franchi per chiunque si trovi in strada, in una piazza, su un sentiero o in un parco con altre cinque persone. Il Consiglio federale ha preso questa decisione perché le attuali regole sul distanziamento sociale non vengono ancora rispettate in modo sufficiente. Assembramenti di oltre cinque persone sono anche vietati sui cantieri e nell’industria. Se ciò non sarà rispettato, l’azienda dovrà chiudere.

Il ‘ministro’ della salute Alain Berset, oggi in conferenza stampa a Berna, ha ribadito ancora una volta che per rallentare la diffusione del coronavirus serve l’aiuto di tutti: bisogna «rispettare le misure decise» dal governo per proteggere le persone più vulnerabili e garantire l’accesso alle cure mediche a chi ne ha bisogno. Intanto, il bilancio a livello nazionale, parla di 4’840 contagi (952 in più rispetto a giovedì) e di 43 decessi.

Come si evince dai numeri, l’epidemia si sta propagando molto velocemente ed è quindi necessario mettere in atto «misure drastiche», ha spiegato Berset. Il Consigliere federale è consapevole che vietare gruppi composti da oltre cinque persone è una «forte» limitazione della libertà individuale. Ma in questo momento bisogna agire come comunità, facendo appello alla solidarietà che contraddistingue la nostra società. Sarà «il comportamento delle persone che farà la differenza e non le decisioni politiche», ha sottolineato il ‘ministro’ dell’Interno. Insomma, chi può «resti a casa» è l’appello rivolto a tutti, ma in particolare alle persone sopra i 65 anni e a quelle a rischio.

La nuova ordinanza prevede poi che per gli assembramenti fino a cinque persone bisognerà mantenere una distanza di almeno due metri. A far rispettare queste nuove regole di comportamento nello spazio pubblico sarà la polizia, che potrà infliggere una multa disciplinare di 100 franchi a ogni persona che viola tali disposizioni. In tutti gli altri casi (come a casa propria o in macchina) vale la regola del «buon senso», ha affermato Berset, facendo ancora una volta appello alla responsabilità individuale.

Al ‘ministro’ della salute è poi stato chiesto perché Berna non adotti le stesse misure in vigore in Francia o in Italia, dove bisogna rimanere confinati in casa. Secondo il consigliere federale non siamo tanto lontani da questi provvedimenti (ad esempio anche in Francia si può ancora uscire per lavorare), ma bisogna anche far sì che la popolazione accetti le decisioni prese. E questo lo si può ottenere soltanto se le misure non generano confusione: «Abbiamo bisogno delle persone che lavorano, garantendo i servizi alla popolazione». Si tratta in particolare del personale sanitario, ma anche i negozi di alimentari, i trasporti pubblici, le banche, la posta, i media e così via, devono essere attivi, perché necessari alla società.

Per questo motivo, l’edilizia e l’industria possono continuare a lavorare, ma solo se rispettano le misure d’igiene e quelle della distanza sociale. In caso contrario le aziende in questione dovranno chiudere. Berset ha poi precisato che le decisioni di chiudere alcuni cantieri in diversi cantoni sono sicuramente state prese per motivi sanitari. E ciò va quindi proprio nella direzione indicata oggi dal governo.

Nell'ordinanza COVID-19 il Consiglio federale ha anche vietato gli interventi non urgenti negli ospedali e autorizzato i fornitori di servizi postali a consegnare alla popolazione sette giorni su sette i generi alimentari e gli oggetti d'uso quotidiano ordinati su internet.

Protezione civile a disposizione

Per fornire appoggio alle autorità civile, oltre che all'esercito interverrà anche la protezione civile. Il governo ha messo a disposizione dei Cantoni un contingente di al massimo 850'000 giorni di servizio.

D'intesa con il servizio d'appoggio dell'esercito, il contingente è limitato fino alla fine di luglio. Le decisioni concernenti gli incarichi concreti, la convocazione dei militi a livello operativo e lo svolgimento degli interventi rimangono di competenza dei Cantoni.

L'idea è di supportare in particolare la sanità pubblica e gli istituti di cura nell'assistere gli anziani e le persone bisognose di cure durante i trattamenti ambulatoriali, nella distribuzione dei pasti o nel fornire servizi di trasporto. La protezione civile assumerà inoltre compiti di soccorso e assistenza e fornirà appoggio nell'ambito della logistica.

32 miliardi per l'economia

«Più di 40 miliardi di franchi». Oggi il Consiglio federale ha deciso di stanziare altri 32 miliardi (oltre i dieci già annunciati settimana scorsa) per sostenere l’economia che deve far fronte alla crisi innescata dall’epidemia di coronavirus. L’obiettivo è preservare l’occupazione, garantire gli stipendi e sostenere i lavoratori indipendenti, ha affermato il ‘ministro’ dell’economia Guy Parmelin. E questo con un'azione tempestiva, senza lungaggini burocratiche. 

Dei 42 miliardi in totale, 20 miliardi serviranno per far fronte alla crisi di liquidità che tocca numerose aziende. Concretamente, le imprese che avranno bisogno di soldi per coprire i costi, potranno recarsi presso la loro banca e richiedere un importo pari al 10% del loro fatturato o 20 milioni di franchi al massimo. Somme fino a 500mila franchi saranno garantiti al 100% dalla Confederazione, mentre oltre questa cifra la banca garantirà il 15% dell’importo e il resto Berna. Questi 20 miliardi dovranno però dapprima essere sottoposti alla Delegazione delle finanze del parlamento come credito d’impegno urgente. La relativa ordinanza sarà quindi verosimilmente adottata mercoledì prossimo. «Tutti coloro che hanno problemi finanziari, giovedì prossimo riceveranno i soldi», ha assicurato il consigliere federale Ueli Maurer.

Sempre nell’ambito della liquidità, il governo ha deciso di concedere una proroga temporanea e senza interessi per il pagamento dei contributi delle assicurazioni sociali. Saranno dilazionati anche i termini di pagamento, senza interessi di mora, per l’Iva, i dazi doganali, particolari tasse al consumo e per le tasse d’incentivazione. Lo stesso vale per l'imposta federale diretta. È inoltre stato sospeso il diritto a procedere ad atti esecutivi contro un debitore.

Per quanto riguarda le indennità per il lavoro ridotto, esse saranno concesse anche ai lavoratori a tempo determinato e a quelli temporanei, così come agli apprendisti. Inoltre è stato abolito il termine d’attesa (che era già stato ridotto a un giorno).

I lavoratori indipendenti riceveranno poi un’indennità giornaliera, se devono stare a casa a curare i figli in seguito alla chiusura delle scuole (ciò vale anche per i genitori in generale che non possono lavorare), se devono rispettare una quarantena ordinata da un medico o se hanno dovuto chiudere un esercizio accessibile al pubblico (come parrucchieri o estetisti). Ciò vale anche per gli artisti indipendenti che hanno dovuto interrompere l’attività.

Infine, il settore della cultura riceverà 280 milioni di franchi sotto forma di aiuti immediati e indennità e le organizzazioni sportive 100 milioni. Inoltre, in ambito turistico, la Confederazione rinuncia ad esempio a incassare il rimborso per il resto del prestito supplementare concesso alla Società svizzera di credito alberghiero.

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