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02.06.22 - 16:30

Impianti fotovoltaici su infrastrutture stradali e ferroviarie

Il Nazionale ha accolto oggi due mozioni al riguardo. Potenzialmente si potrebbe produrre corrente elettrica pari al fabbisogno annuo di 22mila famiglie

Ats, a cura de laRegione
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Ti-Press

Occorre accelerare chiaramente lo sviluppo della produzione fotovoltaica sulle infrastrutture stradali e ferroviarie esistenti, quali le pareti contro l’inquinamento fonico, le facciate e i tetti. È quanto chiedono due mozioni in tal senso, accolte oggi dal Nazionale.

La prima, adottata con 138 voti contro 48 e 1 astenuto, domanda che le Ferrovie federali svizzere (Ffs) e l’Ufficio federale delle strade (Ustra) sfruttino il potenziale utilizzabile per installare impianti fotovoltaici su ripari fonici, facciate, tetti, nonché su coperture di infrastrutture esistenti.

La seconda, approvata con 153 voti contro 26 e 3 astenuti, chiede che l’Ustra possa mettere gratuitamente a disposizione di terzi superfici per la costruzione di impianti fotovoltaici su ripari fonici, coperture e semicoperture autostradali, rotatorie di svincolo e scarpate lungo le strade nazionali.

Corrente pari al fabbisogno annuo di 22mila famiglie

Stando a uno studio in risposta a un postulato del consigliere nazionale Bruno Storni (Ps/Ti), installando pannelli fotovoltaici lungo autostrade e linee ferroviarie si potrebbe potenzialmente fornire corrente elettrica pari al consumo annuo di 22mila famiglie (ossia 101 GWh di energia solare all’anno).

Secondo il documento, 55 GWh potrebbero essere ricavati installando appositi impianti sulle barriere antirumore delle autostrade, 46 GWh su quelle lungo le linee ferroviarie. L’eventuale realizzazione di tali impianti fotovoltaici dipende in larga misura dai costi di investimento e dalla possibilità di utilizzare la corrente così erogata per consumo proprio.

Queste mozioni, ha dichiarato la consigliera federale Simonetta Sommaruga, non sono la soluzione a tutti i problemi ma il potenziale delle pareti antirumore costituisce un piccolo contributo, non disprezzabile, rispetto al potenziale degli impianti fotovoltaici nazionale (ossia inclusi tetti e facciate degli edifici).

La ministra dell’energia e dell’ambiente è stata incalzata da domande, provenienti soprattutto dai ranghi dell’Udc. Secondo Erich Hess (Udc/Be), con l’accettazione di queste mozioni, le Ffs e l’Ustra saranno costretti a procrastinare spese urgenti e importanti per poster installare tali impianti fotovoltaici. Inoltre, se le superfici fossero messe a disposizione gratuitamente, ciò comporterebbe una distorsione del mercato.

Ma Sommaruga ha replicato che già oggi l’Ustra può mettere gratuitamente superfici a disposizione di terzi per la costruzione di impianti fotovoltaici. Inoltre, le spese per le strade e le ferrovie sono già previste nel budget, ha aggiunto. E il plenum l’ha seguita approvando a larga maggioranza i due atti parlamentari.

Favorire l’installazione di termopompe

Il Nazionale ha poi approvato una terza mozione che mira a favorire l’installazione di termopompe aria-acqua. Il progresso tecnologico fa sì che queste pompe di calore siano oggi meno rumorose, l’ordinanza contro l’inquinamento fonico (Oif) va quindi adattata, ha spiegato Roger Nordmann (Ps/Vd) a nome della commissione, citando l’esempio di Basilea Città che ha rinunciato a chiedere un permesso di costruzione per gli impianti di piccole dimensioni.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga era in questo caso contraria: l’atto parlamentare non può essere attuato unicamente con una modifica d’ordinanza, serve una revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb). La ministra dell’ambiente e dell’energia vorrebbe soluzioni che possano essere implementate più rapidamente.

Le tre mozioni passano ora al Consiglio degli Stati.

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