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28.07.19 - 11:05
Aggiornamento: 12:39

Primo d'agosto, la siccità mette a rischio i fuochi

Dopo la canicola, le piogge del weekend hanno in parte ridotto il rischio d'incendi, ma - secondo MeteoSvizzera - per la prossima settimana regna l'incertezza

di Ats
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Ti-Press

Uno spettacolo atteso da molti, che anche quest'anno potrebbe però non andare in scena a causa della siccità e del conseguente rischio d'incendi. Resta infatti da vedere se la meteo sarà dalla parte degli appassionati dei fuochi d'artificio del Primo d'agosto. Dopo la canicola, le piogge del fine settimana possono aver ridotto in parte il rischio d'incendi, ma - secondo MeteoSvizzera - per la prossima settimana regna l'incertezza. Al momento non è dato a sapere se e in quali regioni il cielo permetterà ai dispositivi pirotecnici di illuminare la notte. 

L'adozione di eventuali divieti e misure è di competenza dei Cantoni, che collaborano con l'Ufficio federale dell'ambiente (Ufam) per stabilire allerte e prevedere rischi d'incendi boschivi. Venerdì scorso il pericolo risultava marcato in gran parte della Svizzera, ad eccezione del nord-est, e i divieti di accendere fuochi all'aperto erano numerosi. 

In caso di rischio d'incendio, le autorità cantonali e comunali possono limitare l'uso di fuochi d'artificio. 

L'anno scorso in Ticino

Se la Sezione forestale del Dipartimento del territorio dovesse emanare il divieto di accedere fuochi all'aperto, i Comuni ticinesi intenzionati a festeggiare il Primo d'agosto dovranno organizzarsi. Come era avvenuto lo scorso anno, quando gli spettacoli con fuochi d’artificio si svolsero in deroga al divieto, decretato a Sud delle Alpi dal 9 luglio al 10 agosto. 

Smacco in vista per i venditori? 

Per i professionisti degli articoli pirotecnici la Festa nazionale è molto importante: attualmente la maggior parte - oltre il 60% - del fatturato annuo viene generato in occasione del Primo agosto, spiega Urs Corradini, presidente dell'ufficio svizzero di coordinamento fuochi d'artificio (Skf). "Qualsiasi divieto provoca dunque un danno economico che non può più essere compensato", aggiunge Corradini, precisando che i festeggiamenti della notte di San Silvestro rappresentano solo circa un terzo delle vendite annuali. Il presidente dell'SKF sostiene tuttavia che per l'associazione e i suoi membri "la sicurezza è molto importante e che la siccità deve essere presa sul serio".

Secondo l'Ufam, ogni anno in Svizzera vengono vendute circa 1800 tonnellate di fuochi d'artificio, stando a una media per il periodo 2010-2018. Corradini ritiene che la domanda di articoli pirotecnici è stabile da anni: le poche diminuzioni sono legate ai divieti di accendere fuochi, come verificatosi nel 2018 e nel 2003.

Oltre a Coop, anche Aldi e Lidl avevano rinunciato l'anno scorso alla vendita di fuochi d'artificio in Ticino, Grigioni e Vallese. Lo scopo, data la siccità e il pericolo di incendi boschivi, era quello di evitarne l'uso durante le festività del Primo d'agosto. 

 

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