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Lista rossoverde, un passo avanti ma l’incognita Mirante resta

Dopo la Conferenza cantonale di ieri non è ancora chiaro come si muoveranno l’economista e i suoi sostenitori. Questione tutt’altro che secondaria

Mirante alla Conferenza cantonale di Bellinzona
(Ti-Press)
8 settembre 2022
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Confermata dalla Conferenza cantonale di ieri sera l’alleanza elettorale con i Verdi per il prossimo aprile, con un sì nettissimo alla ripartizione paritaria dei posti nella lista unica per il Consiglio di Stato, resta da chiarire in prospettiva un’altra questione nel partito presieduto da Riget e Sirica. Che non è secondaria per gli equilibri interni al Ps e che potrebbe non esserlo nei rapporti con gli ecologisti in vista dell’appuntamento con le ‘cantonali’. Al Congresso, Amalia Mirante sfiderà Marina Carobbio, la quale nei giorni scorsi ha ufficializzato la propria disponibilità a correre per il governo e la cui presenza nel quintetto progressista è ormai scontata? La posizione ondivaga di Evaristo Roncelli, Matteo Muschietti e Lauro Degiorgi non permette neppure di azzardare una risposta.

Dopo aver contestato, nero su bianco, la composizione della lista unitaria concordata fra le dirigenze dei due partiti – due candidati socialisti, due dei Verdi e un rappresentante della società civile (il nome al momento più gettonato è quello di Boas Erez) – e sollecitato per questo la convocazione di una Conferenza cantonale, i tre esponenti del Ps non hanno davvero brillato per chiarezza nell’incontro con i media da loro indetto martedì. Cioè alla vigilia della Conferenza. Intuendo forse il sentimento nella base confermato ieri, Roncelli e compagni hanno dichiarato di rinunciare a rivendicare la maggioranza socialista dei posti (tre) in squadra e quindi di non voler compromettere l’alleanza con i Verdi. Dietrofront. Chiedevano però che le candidature Ps fossero entrambe forti. Opzione scartata 24 ore dopo dalla base. Proporranno comunque Mirante? Domanda inevitabile, dato che è nota la vicinanza ideologica di Roncelli, Muschietti e Degiorgi all’economista. Nella recentissima conferenza stampa il quesito, nonostante le insistenze dei giornalisti, è rimasto senza risposta. Con un imbarazzato Roncelli, vicepresidente del Ps, che tergiversava. Non resta che attendere il Congresso di novembre.

Tuttavia, perso il primo round ieri, per la minoranza interna la strada verso il Congresso rappresenta un secondo tempo da affrontare comunque in maniera più convincente e sincera. Carobbio è stata accostata ai ‘massimalisti’, ritenuta vicina alla decrescita auspicata da Verdi e Giso. Opinioni. Ma se Mirante è un’alternativa sia detto chiaramente e una volta per tutte. Avendo, al contempo, la delicatezza di non considerarsi unici portavoce dei posti di lavoro e della politica economica in un partito che non più di tre settimane fa ha presentato un pacchetto di misure federali e cantonali per combattere l’inflazione e favorire le fasce più fragili. Pacchetto contestabile sì, ma ignorabile no.

Una volta definiti i nomi, l’area rossoverde dovrà parlare di programmi. In un contesto che chiama a un vero ‘patto di paese’. Ps e Verdi dovranno mettere a punto un programma credibile, che penetri nell’elettorato e che mostri allo stesso tempo sia una connotazione d’area, sia un’apertura al mondo politico esterno a quest’area. Un mondo politico non di sinistra che è e sarà maggioranza nel Paese, in governo e in parlamento. Spogliare di ideologia e vestire di pragmatismo alcuni punti fermi su occupazione, carovita e costi sanitari potrà aiutare in un momento in cui i veri interessi della popolazione i partiti li faranno guardando a chi oggi teme per il lavoro, per la sua azienda, per i premi di cassa malati.

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