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30.11.22 - 09:56
Aggiornamento: 16:55

Tetto massimo ai premi di cassa malati, non se ne parla

Il Consiglio degli Stati ha respinto l’entrata in materia sulla proposta socialista di limitare i premi al 10% del reddito disponibile

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press

Un po’ a sorpresa, il Consiglio degli Stati ha respinto oggi per 22 voti a 20 l’entrata nel merito sul controprogetto all’iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia.

Il plenum, nonostante l’appassionata difesa del consigliere federale Alain Berset e di diversi "senatori" del PS e del Centro, ha accolto una proposta di non entrata in materia di Benedikt Würth (Centro/SG) che considera il controprogetto eccessivamente centralista e dirigista.

Il dossier ritorna al Consiglio nazionale che nel giugno scorso aveva invece accolto il controprogetto governativo, emendato in diversi punti dal plenum, per 119 voti a 66, respingendo invece l’iniziativa per 121 voti a 67 poiché giudicata dalla maggioranza dei gruppi parlamentari troppo costosa.

In ogni caso, anche il controprogetto prevede che, in futuro, sia la Confederazione – la cui quota parte rimane però al 7,5% dei costi lordi come ora – che Cantoni debbano mettere a disposizione più soldi per la riduzione individuale dei premi di cassa malattia, un onere che sempre più persone fanno fatica a pagare.

La controproposta prevede un maggiore impegno finanziario di Confederazione e Cantoni pari a 2,2 miliardi di franchi, di cui circa mezzo miliardo a carico dei Cantoni, ma in misura minore rispetto all’iniziativa; quest’ultima, solo per la Confederazione, prevedeva un costo stimato in 4,7 miliardi e di 1,1 miliardi per i Cantoni a partire dal 2024.

Un problema reale

Per Marina Carobbio (PS/TI) l’iniziativa risponde a un problema reale che affligge molte famiglie, specie con redditi modesti, ossia il crescente aggravio dei premi malattia che in taluni casi si "mangiano" fino al 20% del reddito disponibile a fronte di salari stagnanti, per non parlare dei costi energetici e dell’inflazione, tutti aspetti che non fanno che aggravare la situazione. Ci sono persone che non vanno dal medico per motivi economici, ha sottolineato la "senatrice" ticinese.

Il controprogetto, stando alla consigliera agli Stati, risponde alla richiesta impellente di una fetta considerevole della popolazione e rappresenta un elemento rilevante per combattere la povertà. Per questo è importante fissare per i Cantoni un contributo minimo da destinare alla riduzione individuale dei premi, anche in ragione del fatto che negli ultimi anni diversi Cantoni – 9 – hanno ridotto il proprio impegno su questo fronte.

Prendendo la parola, il consigliere federale Alain Berset, come al Nazionale nel giugno scorso, ha affermato che l’iniziativa solleva un problema reale e che il controprogetto risponde a tale bisogno anche se in maniera più moderata dal profilo dei costi. Berset ha rammentato che la Confederazione sopperisce ai costi per la riduzione dei premi nell’assicurazione obbligatoria per il 7,5% dei costi lordi: solo l’anno prossimo la Confederazione contribuirà con 3 miliardi di franchi.

A livello di Cantoni, ha aggiunto il ministro della Sanità, ve ne sono alcuni più generosi di altri che versano una quota superiore a quella della Confederazione e altri invece che nicchiano, oppure l’hanno ridotta, tanto che in alcuni casi Berna copre ben il 90% dei costi nel settore. Si tratta insomma di restringere questa "asimmetria". Berset ha ricordato che solo per fronteggiare il Covid, la Confederazione ha accumulato un debito di 30 miliardi, mentre ci sono Cantoni che hanno chiuso i conti con un surplus. "Con ciò non voglio dire che i Cantoni non si siano impegnati per contrastare la pandemia – ha sottolineato il consigliere federale friburghese – ma è un fatto che l’onere preponderante per alleviare le conseguenze del virus è ricaduto sulle spalle della Confederazione.

Un progetto dirigista e centralista

Ma per Benedikt Würth, e una buona fetta di "senatori" del campo borghese, il controprogetto è eccessivamente centralista e dirigista: ogni Cantone deve fissare una percentuale massima che i premi devono rappresentare rispetto al reddito disponibile degli assicurati residenti nel Cantone, col Consiglio federale che definisce il modo di calcolare il premio e il reddito. A ciò si aggiungono prescrizioni circa la quota – dal 5% minimo al 7,5% massimo – che i Cantoni devono corrispondere per la riduzione individuale dei premi da modulare a seconda dell’aggravio lordo sul reddito.

Il settore delle cure sanitarie, ha aggiunto il "senatore sangallese, è un compito che compete ai Cantoni i quali devono disporre in materia del necessario spazio di manovra. Würth ha ammesso che diversi Cantoni hanno ridotto il loro impegno, specie tra il 2010 e il 2016, a causa dei programmi di risparmio dovuti alla crisi finanziaria, ma da allora la loro quota è risalita. Jakob Stark (UDC/TG) ha dal canto suo riconosciuto l’esistenza del problema, ma a suo avviso il controprogetto non rappresenta la risposta giusta all’incremento dei costi sanitari.

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