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20.07.22 - 21:28

La Svizzera si apre all’accoglienza di civili ucraini feriti

Dopo il primo rifiuto, in nome della neutralità, la situazione cambia. I primi ad arrivare potrebbero essere 155 bambini

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Tradizione umanitaria da rinnovare

L’Ucraina ha chiesto alla Svizzera di accogliere i civili feriti e Berna si è dichiarata aperta ad affrontare la nuova situazione. Fino ad oggi, la Confederazione aveva rifiutato di curare pazienti civili e militari, in nome della neutralità.

La nuova richiesta, che la Svizzera ha ricevuto ieri sera, arriva dall’Ambasciata ucraina in Svizzera. "Sarebbero solo donne e bambini o anche anziani", ha affermato l’ambasciatore Artem Rybchenko, intervistato dalla Rts.

Intervistato dall’emittente romanda, Johannes Matyassy, ​​vicesegretario di Stato presso il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) ha affermato che la situazione ora è completamente diversa rispetto alla richiesta Nato che riguardava anche i militari. Secondo l’alto funzionario, l’Ucraina ha garantito che invierà solo civili.

La Svizzera ha sempre affermato che non ci sarebbero problemi con il diritto alla neutralità nel caso in cui vengano inviati solo civili feriti. La richiesta, comunque, deve ancora essere esaminata da diverse autorità federali.

Tradizione umanitaria

Diverse voci si erano levate affinché la Svizzera cambiasse posizione. L’ultimo, Thierry Burkart, presidente del Plr, ha invocato la tradizione umanitaria della Svizzera. Per Burkart, la legge di neutralità non giustifica un rifiuto totale.

Rispondendo favorevolmente a una richiesta dell’alleanza militare, i cantoni si sono dichiarati pronti a curare i feriti ucraini nei loro ospedali. Ma il Dfae aveva posto il veto per neutralità, preferendo fornire aiuti in loco.

In quanto Stato neutrale e depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera deve garantire che le persone curate in Svizzera non tornino al fronte dopo la guarigione, ha indicato il Dfae.

Lettera al Consiglio federale

Anche l’Associazione svizzera degli infermieri (Asi) ha stigmatizzato la decisione del Dfae, mercoledì, con una lettera aperta indirizzata al Consiglio federale. Per il sodalizio è indiscutibile che l’accoglienza e il trattamento dei feriti o dei malati provenienti dall’Ucraina siano una priorità e un imperativo umanitario.

Più di una dozzina di paesi dell’Unione europea (Ue) hanno finora partecipato all’evacuazione dei feriti di guerra dall’Ucraina, inclusa l’Austria, anch’essa un paese neutrale.

Attesi 155 bambini

I primi ad arrivare dovrebbero essere bambini: la richiesta giunta a Berna, infatti, riguarderebbe 155 piccoli, in cattive condizioni di salute, provenienti dal Paese devastato dalla guerra. La palla passa ora all’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), a cui spetta la decisione.

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