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Difesa a spada tratta
12.04.21 - 21:45

‘Sì’ dei delegati Plr alla legge anti-terrorismo

Ne abbiamo disperatamente bisogno, secondo la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Petra Gössi replica a Chiesa: attacchi populisti e irrispettosi.

Berna – I delegati del Plr, in assemblea straordinaria online, hanno deciso questa sera - con 197 voti a favore, 52 contrari e 5 astensioni - di sostenere la Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (Mpt) sulla quale il popolo dovrà votare il 13 giugno.

La consigliera federale Plr Karin Keller-Sutter nel suo intervento davanti ai delegati ha difeso il progetto di legge, sottolineando che l'obiettivo della legge Mpt è quello di colmare una lacuna nella lotta al terrorismo.

Anello mancante

"Abbiamo disperatamente bisogno di questo anello mancante nella catena della sicurezza. Abbiamo bisogno della legge Mpt per prevenire gli attacchi. I terroristi minacciano i nostri valori occidentali e gli ideali liberali, perché non li condividono. Sta a noi orientare chiaramente la nostra bussola liberale e difendere i nostri valori fondamentali".

"Dagli attentati di Parigi nel 2015 gli attacchi terroristici, principalmente islamisti, si sono moltiplicati in Europa". E la Svizzera non è un'isola, ha dichiarato la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp).

"Il rischio zero non esiste, ne sono cosciente. Ma ridurre questi rischi deve essere la nostra priorità", ha detto Keller-Sutter. Un'azione tempestiva è essenziale per garantire la nostra sicurezza e quindi la nostra libertà.

Questa legge prevede l'inasprimento delle misure preventive di polizia. Il nuovo arsenale si rivolge a individui che rappresentano una minaccia ma non possono essere oggetto di un procedimento penale. In particolare, sarà possibile obbligare qualcuno a presentarsi in una stazione di polizia in determinati orari, proibirgli di lasciare la Svizzera, assegnargli un luogo di soggiorno e vietargli di accedere a un dato territorio.

‘Attacchi populisti e irrispettosi’

Dopo che nel fine settimana il presidente dell'Udc Marco Chiesa ha minacciato di non sostenere la rielezione dei consiglieri federali del Plr se non avessero votato per rapide riaperture, la presidente del Plr Petra Gössi ha criticato questi “attacchi populisti e irrispettosi”. “Se l'Udc vuole perseguire una politica di pura opposizione, dovrebbe essere coerente e lasciare il Consiglio federale", ha detto la consigliera nazionale svittese durante l’assemblea straordinaria online dei delegati del suo partito.

Chiesa ha definito i consiglieri federali del Plr "disorientati" in un discorso video durante il fine settimana e ha detto che è colpa loro se non ci sono state misure di alleggerimento più rapide. "Questo dimostra l'ignoranza di Chiesa e del suo partito su come funziona il Consiglio federale, anche se hanno due rappresentanti", ha affermato Gössi. Un Consiglio federale non è una centrale di partito, ha aggiunto.

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