Estero

L’Ue avvia il meccanismo di stop ai fondi per l’Ungheria

La decisione a fronte delle violazioni dello Stato di diritto da parte di Budapest. Necessaria l’approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri

(Keystone)
27 aprile 2022
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La Commissione europea ha avviato il meccanismo di condizionalità per sospendere i fondi Ue diretti all’Ungheria a fronte delle ripetute violazioni dello Stato di diritto del Paese. Lo ha annunciato il vicepresidente Ue Margaritis Schinas.

Il collegio dei commissari europei riunito questa mattina a Bruxelles ha autorizzato il commissario per il Bilancio, Johannes Hahn, a inviare una notifica scritta formale a Budapest.

È la prima volta che l’Ue avvia il meccanismo di condizionalità, entrato in vigore nel gennaio del scorso anno, che permette all’Ue di sospendere i pagamenti diretti a uno Stato quando le violazioni dello Stato di diritto hanno o rischiano di avere un impatto negativo sul bilancio europeo.

La procedura prevede che la Commissione europea, cui spetta l’attivazione del meccanismo, invii delle lettere di notifica agli Stati membri interessati, proponendo il taglio dei fondi europei che dovrà poi essere approvato dai governi europei a maggioranza qualificata, ossia il 55% degli Stati membri che rappresentano il 65% della popolazione Ue.

La decisione era stata annunciata in occasione della plenaria del Parlamento europeo all’inizio di aprile dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Nella sua analisi Bruxelles ha riscontrato irregolarità negli appalti pubblici, nei sistemi di controllo e audit, nella lotta alla corruzione, per citarne alcuni.

A rischiare l’avvio della procedura è anche la Polonia, che al pari dell’Ungheria aveva ricevuto una prima lettera amministrativa lo scorso novembre in cui la Commissione europea contestava delle violazioni dello Stato di diritto, in particolare riguardanti il sistema giudiziario. Tuttavia, precisano dall’esecutivo europeo, per Varsavia è più complesso valutare l’impatto di tali violazioni sul bilancio dell’Ue.

L’attuazione del regolamento sul meccanismo di condizionalità potrebbe, tuttavia, richiedere tempo. Tra l’invio della notifica ufficiale e la decisione finale dei Paesi membri potrebbero passare dai 5 ai 9 mesi. La misura inoltre può essere oggetto di ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue, facendo così slittare ulteriormente il taglio dei fondi.

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