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28.09.21 - 17:20
Aggiornamento: 20:00

Cavalcare cambiamento e innovazione tecnologica

È quanto emerso alla giornata cantonale dell’economia dedicata alla ripresa post crisi scatenata dalla pandemia

di Generoso Chiaradonna
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Ti-Press
Christian Vitta durante il suo intervento
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«La crisi causata dalla pandemia non ha risparmiato né l’economia nazionale, né quella cantonale che però hanno dimostrato resilienza e capacità di reagire. Ora che il momento acuto è passato, si dovrà volgere lo sguardo al futuro con l’obiettivo di cogliere anche le opportunità che questa fase difficile ha portato con sé». Sono le parole usate dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta in apertura della tradizionale giornata dell’economia. Importante momento di analisi e riflessione dedicato agli operatori economici per cercare di delineare le tendenze e i cambiamenti in atto anche in Ticino. Quest’anno si è tenuta a Bellinzona presso l’Auditorium della Scuola cantonale di commercio. E per affrontare queste tendenze già nel 2017 il Dfe si era fatto promotore di un Tavolo di lavoro dell’economia il quale «aveva individuato 5 aree tematiche e una serie di misure per favorire una crescita economica equilibrata e un’occupazione di qualità. Molte di quelle misure sono state nel frattempo attualizzate anche se la pandemia ha accelerato alcune tendenze in atto. L’adesione, la scorsa primavera, del Ticino allo Switzerland innovation park è uno dei modi per cercare di cavalcare il cambiamento e l’innovazione tecnologica come pure la lettera d’intenti firmata tra la fondazione Agire e il Mind Milano innovation district. «Un modo per fare in modo che il Ticino e Bellinzona, dove nell’area delle attuali Officine Ffs avrà sede il futuro parco tecnologico, facciano da ponte tra le due aree metropolitane e della ricerca accademica di Zurigo e Milano», ha continuato Vitta ricordando che i centri di competenza individuati vanno da quello sui droni (già operativo dalla scorsa primavera, ndr) a quelli della Scienza della vita e del Lifestyle Tech. «Altri centri sono in fase di valutazione», ha precisato. I centri di competenza, organizzati con la forma giuridica dell’associazione, fungeranno da collettori e cinghie di trasmissione del know-how tecnologico tra mondo accademico e quello imprenditoriale. Un modo per coniugare la ricerca scientifica di base e quella applicata.
La mattinata è poi proseguita con gli interventi dei professori Massimo Filippini (Usi) ed Emanuele Carpanzano (Supsi). Il primo ha ricordato come le politiche energetiche debbano andare a braccetto con le innovazioni tecnologiche. «L’emergenza climatica e ambientale causano ogni anno circa 7 milioni di morti, di cui duemila in Svizzera. Per questa ragione è importante che le aziende investano nei settori delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e del recupero delle risorse minerarie (economia circolare, ndr)», ha affermato Filippini. Ma questo non è sufficiente. «Occorre creare le condizioni (leggasi politiche pubbliche, ndr) affinché queste tecnologie siano adottate da imprese e consumatori», ha aggiunto il professore.

Emanuele Carpanzano si è invece concentrato sulle opportunità d’impresa che derivano dall’innovazione tecnologica. E gli ultimi 18 mesi della pandemia sono stati un impulso senza precedenti in questo senso accelerando l’adozione delle tecnologie digitali. Per quanto riguarda i consumatori questo tasso è stato accelerato di 3-4 anni, mentre per le aziende si stima un salto nel tempo di 7-10 anni. Nel frattempo l’80% delle interazioni tra aziende e cliente è di natura digitale.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rsi Christelle Pagnamenta alla quale hanno partecipato Alessandra Alberti, direttrice di Chocolat Stella; Luca Bolzani, presidente Fondazione Agire; Riccardo Braglia, amministratore delegato del Gruppo Helsinn e Marcello Foa, già presidente del Cda della Rai. Tutti hanno portato la loro testimonianza sul tema dell’innovazione declinata nei rispettivi ambiti di attività.

Il ‘Grande Reset’ agli Swisscom business days

Di lavoro a distanza e delle conseguenze sui modi di produrre beni e servizi dettati dalla pandemia si è parlato anche agli Swisscom business days tenutisi a Lugano. Una quindicina, tra esperti e imprese, si sono alternati sul palco del Palazzo dei congressi alla ricerca di idee e soluzioni. «Il grande reset di cui parliamo non ha nulla a che vedere con le teorie complottiste in voga, ma è una metafora informatica per indicare la necessità di ripartire secondo nuovi paradigmi che facciano tesoro di quanto appreso, forzatamente, durante la pandemia», ci spiega Stefano Santinelli, delegato del Ceo di Swisscom per la Svizzera italiana. E questi insegnamenti riguardano per prima cosa la conduzione del personale. «Il lavoro a distanza è una delle eredità che rimarranno anche a pandemia terminata. Gli imprenditori saranno chiamati a cogliere le sfide organizzative, gestionali e di cultura aziendale del prossimo futuro con al primo posto la sicurezza informatica, senza però dimenticare la conduzione del personale che non sarà più sempre in presenza», commenta Santinelli.

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