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19.08.22 - 18:46
Aggiornamento: 19:17

‘Fughe’ di cloro in piscina, chiudono tre vasche su quattro

Soluzione di compromesso di Chiasso davanti alla richiesta di Vacallo di archiviare la stagione balneare. Obiettivo comune, tutelare la falda idrica

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Resta accessibile solo l’‘olimpionica’

Tanto Chiasso che Vacallo hanno ormai un chiodo fisso: scovare l’origine della ‘fuga’ di cloro attivo (detto altrimenti in ‘purezza’) dagli impianti della piscina comunale cittadina. Perdite che hanno, di fatto, rovinato l’estate stile balneare. La sostanza incriminata, in effetti, si è infiltrata nel terreno e si è fatta strada sino alla falda idrica. Una anomalia che ha costretto a chiudere il vecchio pozzo, lì in zona, e a tenere sotto stretta osservazione quello nuovo da cui si alimenta il paese collinare. La potabilità dell’acqua, in ogni caso, non è mai stata messa in discussione (analisi alla mano). Nel nome della tutela dei cittadini, però, non si è tentennato quando si è trattato di prendere misure anche draconiane. Prima, a luglio, si è infatti svuotata la vasca quadrata e da domani mattina, sabato, si chiuderanno anche la ‘rotonda’ e la struttura per i più piccoli (la prima, peraltro, a essere sottoposta a un test). In buona sostanza bisognerà fare a meno di tre strutture su quattro. In questo ultimo scorcio di stagione – che si concluderà il 18 settembre prossimo – i bagnanti dovranno, quindi, accontentarsi della ‘olimpionica’.

Chiusura parziale e controlli

La decisione presa dall’autorità di Chiasso ha tutta l’aria di essere un compromesso davanti alla richiesta formale del Municipio di Vacallo di chiudere i cancelli della piscina a partire dal 28 agosto. Quello stesso esecutivo che si aspetta che la situazione venga presa di petto, individuando una soluzione definitiva. E la cittadina non intende tirarsi indietro. «È un dato di fatto – riconosce Davide Lurati, capodicastero Sport e tempo libero – che non riusciamo a capire bene da dove arriva il cloro. Ma è indubbio che la salute di tutti è al primo posto. Non a caso Age – l’Azienda acqua, gas ed elettricità, ndr – ha sempre tenuto sotto controllo i valori soglia dell’acqua potabile e da parte nostra siamo intervenuti setacciando vasca dopo vasca. Vogliamo andare a fondo della questione».

Ciò che si è constatato in queste settimane è che vuotare la ‘quadrata’ non è stato sufficiente: i parametri del vecchio pozzo sono tornati a peggiorare, riportando a galla i timori di Vacallo. «Vista la situazione – ci conferma Lurati –, abbiamo ritenuto di rinunciare anche alle altre due vasche nella prima parte della piscina e di monitorare l’evoluzione delle cose. La settimana prossima, poi, verificheremo se il provvedimento ha avuto degli effetti e ci aggiorneremo con Age e l’esecutivo di Vacallo su come procedere fino al 18 settembre». Nel frattempo, anche nel corso del fine settimana saranno effettuati dei prelievi e delle verifiche costanti e immediate per capire se il rimedio funziona.

‘Serve una soluzione definitiva’

A questo punto c’è chi incrocia le dita, confidando sul fatto che l’‘olimpionica’, in funzione anche durante l’inverno, sin qui non ha mai causato problemi. Di sicuro Vacallo sollecita dei «provvedimenti risolutivi», come sottolinea il sindaco Marco Rizza. «Siamo arrivati a chiedere la chiusura completa dell’impianto – ci spiega – proprio per dare modo di affrontare la problematica e valutare gli interventi necessari. Adesso vedremo se quest’ultima contromisura porterà a un miglioramento dei valori, che nel vecchio pozzo sono peggiorati. Fortunatamente i parametri del pozzo nuovo sono stabili e sotto la soglia e l’acqua è perfettamente potabile. Certo – ammette ancora Rizza –, la paura è che se non si riesce a far diminuire l’inquinamento, questo con il tempo possa estendersi».

Mille metri cubi d’acqua al giorno al depuratore

C’è però un altro aspetto di questa disavventura estiva che amareggia il sindaco di Vacallo: per schermare la falda comunale si sta letteralmente sacrificando l’acqua del vecchio pozzo. «In un certo senso siamo al paradosso – ci fa notare Rizza –. Proprio in un stagione siccitosa che ci chiama alla parsimonia assistiamo a uno sperpero idrico, seppur motivato dalla presenza di cloro. La speranza è che serva a ripulire il terreno dalle infiltrazioni». Spreco, in che senso? «Come ci hanno spiegato i tecnici si è messa in atto una operazione importante. In sintesi ogni giorno dal vecchio pozzo vengono pompati – si parla di emungimento – quasi mille metri cubi di acqua che poi finiscono, forzatamente, al depuratore. E di questi tempi... Mai come quest’anno abbiamo compreso che l’acqua è un bene comune, da apprezzare».

Age, si confida di far rientrare il problema

Nei fatti c’era poca scelta, ci fa capire da parte sua Corrado Noseda, il direttore di Age, da noi interpellato. «Confidiamo – annota – che con la chiusura di tre vasche il problema possa rientrare e la funzione protettiva del pozzo storico possa divenire superflua. Certo spiace essere arrivati a questo punto. Alla fine, però, è stata la scelta giusta: il cittadino ha diritto di rinfrescarsi, ma il diritto di bere acqua pulita è prevalente».

Inutile dire che Vacallo ha gli occhi puntati sulla piscina di Chiasso. «Se sarà confermato che le perdite sono da far risalire alla piscina comunale di Chiasso – ribadisce il sindaco Rizza –, ci rifaremo sulla presa a carico di eventuali costi sostenuti per l’acqua e gli aspetti tecnici». L’autorità cittadina, insomma, è informata.

In vista ‘lavori e spese ingenti’

Il Municipio locale, del resto, è il primo determinato ad archiviare il dossier. «Di certo – annuncia Lurati – durante l’inverno ci si darà da fare per evitare che quanto capitato questa estate – e in precedenza già nel 2019, ndr – si ripeta in futuro. Ciò significherà, però, mettere in cantiere opere e investimenti piuttosto ingenti. Ecco per quale motivo occorre essere sicuri al cento per cento dell’origine delle perdite. E da lì partire per intervenire in modo mirato».

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