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12.07.22 - 16:38
Aggiornamento: 17:01

Grigioni, nonostante la pandemia, aiuto sociale stabile

Invariato il tasso delle persone che vi hanno fatto richiesta nel 2020: 1,3%. Meno però le persone che si sono rese indipendenti

Ats, a cura di Red.Web
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Tasso ben al di sotto della media nazionale

Nonostante la pandemia di Covid-19, nei Grigioni il tasso di persone che hanno fatto ricorso all’aiuto sociale è rimasto stabile all’1,3% nel 2020, nettamente sotto la media nazionale del 3,2%. Per la difficile situazione del mercato del lavoro un minor numero di persone è però stato in grado di fare a meno degli aiuti.

Nel primo anno della pandemia, 2’588 grigionesi hanno ricevuto contributi dell’aiuto sociale. Si tratta di 59 persone in più rispetto al 2019, scrive oggi l’Ufficio del servizio sociale.

I provvedimenti adottati dalla Confederazione per arginare la diffusione del coronavirus (chiusura delle scuole, dei ristoranti e dei negozi che non offrivano beni di uso quotidiano ecc.) hanno avuto delle conseguenze pesanti sulla società e sul mercato del lavoro, sottolinea il comunicato del Cantone. Nell’ambito dell’aiuto sociale, il numero di nuovi dossier aperti ogni mese è aumentato però solo leggermente, passando da una media di 37 nel 2019 a 41.

Quali motivi per questa evoluzione l’ufficio cantonale ricorda che prima di beneficiare degli aiuti, per il sostentamento è necessario impiegare i propri averi. D’altro lato gli effetti negativi della pandemia sull’aiuto sociale sarebbero stati ben più pesanti senza i provvedimenti di sostegno di Confederazione e Cantone (come l’indennità per lavoro ridotto, l’indennità per perdita di guadagno e il prolungamento dell’indennità di disoccupazione).

Il coronavirus ha invece lasciato il segno nel numero di persone in grado di rendersi indipendenti dall’aiuto sociale. Nel 2019 era stato possibile chiudere circa 221 dossier perché gli interessati avevano iniziato un’attività lavorativa o perché la loro situazione di reddito era migliorata. Nel 2020 è stato possibile solo in 135 casi.

I gruppi sociali col maggior rischio di dover ricorrere agli aiuti sono rimasti praticamente invariati. In primo luogo i bambini e gli adolescenti, con tasso doppio della media cantonale. In secondo luogo le famiglie monoparentali.

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