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24.05.22 - 11:29
Aggiornamento: 15:49

La Confederazione potrebbe ‘spiare’ le nostre chat?

Diversi i dubbi e le preoccupazioni sulla revisione delle ordinanze di attuazione della legge sulla sorveglianza delle telecomunicazioni

La futura sorveglianza delle telecomunicazioni è fonte di preoccupazione. Alcuni ambienti criticano il rafforzamento che deriverebbe dalla revisione parziale delle ordinanze di attuazione della Legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e delle telecomunicazioni (LSCPT).

L’associazione Società Digitale contesta il fatto che la prevista revisione parziale consentirà di determinare la posizione esatta della persona monitorata, anziché quella approssimativa, come avveniva finora. Nel suo documento di posizione giudica questo cambiamento un chiaro ampliamento del livello di sorveglianza.

Società Digitale, che si definisce "un’organizzazione per la protezione dei cittadini e dei consumatori nell’era digitale", fa riferimento alle spiegazioni del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), che ha elaborato il progetto. Secondo il DFGP, l’obiettivo della revisione è solo quello di adattare la legge agli sviluppi tecnologici, in particolare alla quinta generazione di telefonia mobile (5G).

In occasione del lancio della procedura di consultazione, il DFGP aveva dichiarato che le modifiche alle quattro ordinanze relative alla Legge federale sulla prevenzione del terrorismo miravano a mantenere l’attuale livello di vigilanza. Tuttavia anche il PS, i Verdi e i Verdi Liberali ritengono che la revisione porterebbe a un ampliamento della vigilanza e la respingono.

Al termine della procedura di consultazione, conclusasi lunedì, i partiti borghesi non avevano ancora pubblicato un documento di posizione.

Sorveglianza delle chat

Il Partito Pirata Svizzero è il più critico: considera il progetto di revisione come "l’introduzione del monitoraggio delle chat dalla porta di servizio". Il monitoraggio delle chat significherebbe che i messaggi inviati tramite servizi di comunicazione crittografati end-to-end come WhatsApp, Threema o Signal potrebbero essere più facilmente monitorati e persino sistematicamente esaminati. Oltre ad essere problematico per motivi di tutela della privacy, questo sistema permetterebbe "ai servizi segreti stranieri e ai criminali di introdursi nei sistemi".

Interpellato da Keystone-ATS, il Servizio SCPT, responsabile dell’attuazione della normativa, respinge queste critiche: "La crittografia end-to-end non è interessata dalla normativa", scrive. E aggiunge: "La tecnica di crittografia non deve essere indebolita e i provider non devono essere costretti a rendere accessibili i messaggi crittografati end-to-end".

Preoccupazioni per Threema e Co.

Il Partito Pirata non è l’unico a diffidare di questo articolo rivisto. I Verdi liberali chiedono che la modifica venga eliminata o che venga incluso il chiarimento del Servizio SCPT nel rapporto esplicativo, al fine di creare certezza giuridica.

Oltre alla privacy, i Verdi, il PS e i Verdi liberali sono preoccupati per i nuovi obblighi che la revisione parziale imporrebbe ai fornitori di servizi di comunicazione svizzeri. Le aziende interessate dovranno fornire i dati richiesti in tempi più brevi. E l’obbligo di identificare gli utenti distruggerebbe il modello di business di Threema, ad esempio.

La revisione delle ordinanze della LSCPT non è l’unica questione tecnicamente complessa attualmente in discussione. Il 19 maggio, il Consiglio federale ha avviato una consultazione sulla revisione della legge sull’intelligence. Questo progetto prevede, tra l’altro, di "ampliare l’arsenale di misure" del Servizio delle attività informative della Confederazione per combattere l’estremismo violento.

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