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15.02.22 - 17:51

Impianti idroelettrici, i Grigioni giocano la carta strategica

Il Gran Consiglio vuole che Comuni e Cantone aumentino dal 20 all’80% la loro partecipazione alle società di gestione

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
La diga dell’Albigna, nel comune di Bregaglia

Coira – I Grigioni vogliono assumere un maggiore controllo degli impianti idroelettrici sul loro territorio una volta scadute le concessioni: riunito oggi in sessione il parlamento cantonale ha inserito questo principio nella nuova strategia energetica 2022-2050 proposta dal governo.

L’obiettivo è aumentare la partecipazione dei Comuni retici e del Cantone alle società di gestione dall’attuale 20 all’80%. La proposta del gruppo UDC di rinunciare a menzionare una quota precisa è stata respinta con 78 voti contro 38.

Come Vallese, Uri e Ticino

I Grigioni vogliono muoversi alla stregua di Vallese, Uri e Ticino, che mirano ad avere maggiore controllo su strutture che in origine erano state finanziate dai grandi gruppi energetici e dalle Città del Nord delle Alpi. Si tratta di intervenire quando le concessioni giungono a scadenza, in ossequio anche a un orientamento generale di potenziamento delle fonti rinnovabili, con lo scopo di far fronte ai cambiamenti climatici.

La strategia potrà essere implementata sulla base dei testi normativi esistenti: non sono quindi necessarie né modifiche legislative, né costituzionali. Di conseguenza il popolo non potrà dire la sua.

Concessioni in scadenza fra il 2035 e il 2050

Nei Grigioni viene prodotto circa un quinto dell’energia idroelettrica della Svizzera, ma la parte del leone va alle società elettriche di altri cantoni, che realizzano profitti e pagano le tasse altrove, aveva fatto sapere il governo retico presentando la nuova strategia.

L’opportunità di cambiare le cose è data dalla scadenza, tra il 2035 e il 2050, delle concessioni di un gran numero di centrali elettriche che forniscono il 70% dell’elettricità prodotta nei Grigioni.

Riversione conveniente

In virtù della legge sulle forze idriche, dopo la scadenza della concessione una centrale idroelettrica passa alla comunità concessionaria (la cosiddetta “riversione”). In questo modo, il Cantone e i Comuni hanno la possibilità di rilevare le centrali ad un prezzo estremamente favorevole.

Il prezzo della riversione corrisponde infatti al 20-30% del valore delle centrali: questo perché si dovranno pagare sole le parti “all’asciutto”, come i generatori e le linee elettriche, mentre gli impianti “in acqua” – dighe, gallerie e turbine – sono disponibili gratuitamente.

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