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09.12.21 - 17:21
Aggiornamento: 20:21

Pubblicità del tabacco, Berset spiega perché votare ‘no’

Per il ministro della Sanità l’iniziativa in votazione il 13 febbraio è troppo restrittiva e interferisce in modo sproporzionato con la libertà economica

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Keystone
Berset

Berna – L’iniziativa popolare “Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco”, su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi il prossimo 13 febbraio, è troppo restrittiva e interferisce in modo sproporzionato con la libertà economica. Per questo motivo Consiglio federale e Parlamento le contrappongono un controprogetto indiretto che rafforza ugualmente la protezione dei minorenni.

Il ministro dell’Interno Alain Berset ha presentato oggi a Berna gli argomenti favorevoli alla controproposta: la nuova legge sui prodotti del tabacco, sostenuta da Governo e Camere federali, introduce un divieto di pubblicità per i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche sui manifesti e nei cinema, limitando così la pubblicità su tutto il territorio nazionale. Il divieto concerne anche la consegna gratuita di sigarette e la sponsorizzazione di manifestazioni a carattere internazionale da parte delle multinazionali del tabacco.

Le esigenze dell’economia

Con il controprogetto – “i cui dibattiti in Parlamento ci hanno occupato parecchi anni”, ha rilevato Berset – non sono invece previste restrizioni per la pubblicità nei chioschi, nella stampa o su internet, purché non si rivolga ai minorenni, né per la sponsorizzazione di manifestazioni nazionali. In questo modo si tiene conto anche delle esigenze dell’economia. Inoltre il controprogetto potrà entrare in vigore indipendentemente dall’esito della votazione sull’iniziativa popolare, ha sottolineato il consigliere federale.

Gli argomenti degli iniziativisti

I promotori dell’iniziativa – sottoscritta da 109’969 persone – ritengono invece che soltanto accettando il testo si potrà proteggere i minori in modo efficace. A loro avviso, il controprogetto continuerebbe ad autorizzare la pubblicità sui social media o nei giornali gratuiti, dove è più facile raggiungere i più giovani.

Anche il Consiglio federale originariamente aveva auspicato una legge più restrittiva, visto che la Svizzera rimarrà uno dei Paesi più permissivi in questo ambito, ma il Parlamento non ne ha voluto sapere, ha ammesso Berset. A suo avviso, tuttavia, anche il controprogetto contribuisce a rafforzare la protezione dei minorenni.

Per i promotori dell’iniziativa è invece dimostrato che il consumo di tabacco rappresenta il primo fattore di rischio nello sviluppo di numerose patologie croniche, come il cancro, che causano grandi sofferenze e gravano pesantemente sull’economia e sui premi delle casse malati.

Numero di fumatori rimane stabile

In Svizzera una persona su quattro fuma, per un totale di circa due milioni di fumatori. Negli ultimi dieci anni questa cifra è rimasta più o meno invariata. Tra i giovani si registrano livelli analoghi: quasi 100’000 giovani tra i 15 e i 19 anni fumano. Circa la metà dei fumatori ha iniziato a fumare quotidianamente prima dei 18 anni, ha sottolineato Berset. Da studi è emerso che i giovani esposti a messaggi pubblicitari sul tabacco rischiano maggiormente di diventare fumatori.

Il fumo può causare una serie di malattie tra cui tumori o infarti. Ogni anno in Svizzera circa 9’500 persone muoiono prematuramente per le conseguenze del tabagismo. Secondo diversi studi i costi per la salute pubblica e l’economia si aggirano tra i 4 e i 5 miliardi di franchi, di cui 3 miliardi di costi diretti (per le cure) e circa 1-2 miliardi di costi indiretti a carico dell’economia (per esempio assenze dal lavoro a causa di malattie legate al tabagismo).

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