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03.10.21 - 14:31
Aggiornamento: 16:51
Ats, a cura de laRegione

Confederazione e Cantoni: troppa fiducia nelle casse malati

Secondo il Controllo federale delle finanze ‘vengono effettuati numerosi controlli, ma non sulla necessità medica’

L’amministrazione federale delle finanze bacchetta casse malati, Confederazione e Cantoni: nessuno controlla veramente che i servizi coperti dai premi siano efficaci o appropriati, come previsto dalla legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). È quanto denuncia oggi il domenicale “SonntagsZeitung”, basandosi su un rapporto del Controllo federale delle finanze (Cdf).

Lo scorso martedì il consigliere federale Alain Berset ha annunciato che il premio medio mensile dell’assicurazione malattia scenderà dello 0,2% nel 2022. Si tratta del primo calo dal 2008, seppur si tratti di una diminuzione quasi insignificante e dovuta quasi esclusivamente allo scioglimento di una parte delle riserve da parte delle casse malattia.

Tuttavia, c’è molto spazio di manovra quando si tratta di costi, ha avvertito il Controllo federale delle finanze. Il domenicale svizzero-tedesco cita un rapporto del Cdf, pubblicato lo scorso 7 settembre, secondo il quale numerosi servizi medici rimborsati dalle compagnie di assicurazione sanitaria potrebbero non essere né efficaci, né appropriati, né tanto meno economici. Nessuno, insomma, sta sorvegliando correttamente la situazione.

La Confederazione, ad esempio, «si affida erroneamente agli assicuratori sanitari per fare il lavoro. E fa poco uso del suo diritto di limitare la copertura di trattamenti, medicine e interventi non necessari da parte dell’assicurazione di base», scrive la “SonntagsZeitung”.

Anche i Cantoni fanno poco in termini di controlli – in particolare negli ospedali – e presumono erroneamente che il controllo dell’efficacia, della convenienza e dell’efficienza sia effettuato dagli assicuratori, denuncia il domenicale.

Inoltre, stando al rapporto del Cdf, pure «gli assicuratori controllano molto raramente se i criteri di efficacia, convenienza ed efficienza sono stati osservati». In effetti, aggiunge il domenicale, vengono effettuati numerosi controlli presso le casse malattia, ma non sulla necessità medica. La maggior parte di essi sono di natura amministrativa, ad esempio legati ad abusi o all’emissione di fatture.

«L’affermazione che gli assicuratori sanitari generalmente non controllano questi criteri (efficacia, convenienza ed efficienza) è semplicemente falsa e polemica», dice un portavoce dell’associazione Curafutura, che riunisce i quattro grandi assicuratori CSS, Helsana, Sanitas e KPT, citato dal domenicale.

L’associazione di assicurazione sanitaria Santésuisse, che rappresenta altri assicuratori, la vede invece diversamente. Sempre alla “SonntagsZeitung” la direttrice Verena Nold accoglie con favore il rapporto dell’audit e afferma: «Gli assicuratori sanitari vorrebbero fare di più, ma hanno le mani legate. Possono solo controllare la corretta fatturazione e l’efficienza dei servizi, ma non la loro efficacia e appropriatezza». Pure i medici svolgerebbero un ruolo nell’aumento dei costi della salute, secondo Nold, la quale sospetta che si faccia troppa chirurgia e che si possano evitare «molti trattamenti inutili».

Il potenziale di risparmio nell’assicurazione sanitaria di base è enorme. Secondo un rapporto del Consiglio federale, il 20% dei trattamenti non sono necessari, ricorda il domenicale. Il Controllo federale delle finanze lo conferma: in Svizzera si eseguono molte più operazioni che in paesi con sistemi sanitari comparabili.

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