laRegione
rytz-in-corsa-per-il-governo-doppia-responsabilita-per-i-verdi
Keystone
Commento
22.11.19 - 06:300
Aggiornamento : 10:53

Rytz in corsa per il Governo, doppia responsabilità per i Verdi

La discussione sulla formula magica non va forzata. E il partito ecologista affronta una sfida cruciale per il suo futuro.

Se guardiamo a numeri e percentuali, non v’è dubbio: i Verdi – da soli o assieme ai Verdi liberali, e pur al netto in quest’ultimo caso delle divergenze talvolta profonde tra i due partiti su tutto quel che non è politica climatica – hanno ragione nel rivendicare un consigliere federale a “zero emissioni nette”. Il problema non è tanto se la richiesta è legittima o no; e da ieri non è nemmeno più chi dovrebbe essere il primo consigliere federale ecologista: in giro non si vedono candidate più idonee della presidente dei Verdi Regula Rytz, che ieri ha rotto gli indugi e il prossimo 11 dicembre (da sola o in tandem, lo deciderà oggi il gruppo parlamentare) tenterà di strappare al Plr il seggio di Ignazio Cassis (cfr. p. 2).

Il punto, invece, è il quando. Il partito che ha compiuto un balzo avanti senza precedenti nella storia di questo Paese, già adesso deve «assumere la responsabilità» di governare? Deve adempiere subito il «mandato» popolare (la stessa parola che usò Christoph Blocher nel 2003...)? Oppure è meglio attendere: che un consigliere federale si ritiri, che ‘maturi’ in Parlamento (provando di essere capace di promuovere soluzioni consensuali), o che alle prossime elezioni confermi di non essere più il partito dello yo-yo?

L’onda verde è stata impetuosa; le aspettative nei confronti dei vertici del partito subito elevate. E così la circospezione, se non la riluttanza iniziale, ha via via lasciato spazio a dichiarazioni sempre più velleitarie. Non importa se nel frattempo i ballottaggi per il Consiglio degli Stati hanno smorzato un po’ gli entusiasmi: la dinamica era innescata, a un certo punto indietro non si poteva più tornare.

Forse non si può chiedere a un partito di essere responsabile anche nei confronti delle istituzioni, oltre che delle sue elettrici e dei suoi elettori. Sarebbe ingiusto, pertanto, criticare i Verdi perché adesso vogliono cambiare una formula magica di governo che di magico non ha più nulla da tempo. La discussione su una più adeguata composizione del Consiglio federale è più che mai opportuna, e va avviata al più presto tra i partiti. Non va però forzata, surfando – a poche settimane dal prossimo rinnovo del Governo – sull’onda emotiva di un pur eccezionale risultato elettorale e limitandosi a fare due calcoli. Qui si va a toccare un tabù: quello della ‘destituzione’ di un consigliere federale in carica. E per queste cose (basti ricordare cos’hanno provocato le estromissioni di Ruth Metzler nel 2003 e di Blocher nel 2007) è meglio darsi tutto il tempo che ci vuole.

Non è solo una questione istituzionale. In gioco vi è anche il futuro dello stesso partito ecologista. Come il Ps nella prima metà del secolo scorso, i Verdi – da forza contestataria quale sono sempre stati – ora vogliono entrare in Governo, giocare il gioco della concordanza al più alto livello dello Stato. Se vi riusciranno, saranno costretti a scendere a compromessi: sull’età di pensionamento, sulla politica europea, sugli aerei da combattimento, e via dicendo. Una sfida, per un partito che ha nel dna lo spirito d’opposizione, e che in questa legislatura ha più volte giocato (con scarso successo) le carte dell’iniziativa popolare e del referendum. I Verdi, per giunta, si consegnerebbero al Ppd. Solo col suo sostegno, infatti, possono far eleggere uno dei loro in Consiglio federale. Un’ipoteca di non poco conto.

Difficile che il partito di Gerhard Pfister si presti al gioco. Se lo farà, guadagnerà potere anche in Governo. Si assumerà però al contempo una grossa responsabilità: quella di aver cambiato in quattro e quattr’otto le regole del gioco, facendo esplodere la formula magica. Fu il suo segretario generale Martin Rosenberg a concepirla negli anni 50. Ma gli ci vollero anni prima di vederla messa in pratica.

TOP NEWS Opinioni
Commento
23 ore
Bentornata, scuola: quanto ci sei mancata
La scuola è prima di tutto un punto di riferimento nella vita dei giovani: una funzione primaria che purtroppo è venuta meno per diversi mesi
Commento
1 gior
Mpc e Tpf, tornino protagonisti inchieste e processi
Dalla magistratura penale federale i cittadini si aspettano risultati investigativi e sentenze, soprattutto sui dossier importanti. Non (presunti) casi di mobbing interni
L'analisi
1 gior
Il giorno della rabbia nella tragedia libanese
Molti slogan ‘laici’ nelle proteste di sabato. Ma un Libano unito dalla e nella laicità sembra ancora un sogno irrealizzabile
Commento
3 gior
Ghiaccio bollente e tanti punti interrogativi
Mentre Ambrì e Lugano tornano a pattinare, il Losanna rinvia l'appuntamento col ghiaccio in attesa di novità
Commento
4 gior
L'uso della mascherina tra libertà e responsabilità individuale
La decisione di ieri del Consiglio di Stato è un atto di fiducia nei nostri confronti. A noi, adesso, mostrare coscienza e fare della nostra libertà l'uso migliore
L'analisi
5 gior
Il Libano era in ginocchio, ora è steso
La devastante esplosione di Beirut colpisce un paese prossimo al fallimento
Commento
6 gior
Treni a lunga percorrenza, una questione di cifre (e di cassa)
Le Ffs chiudono la partita con il Mendrisiotto, che non si arrende. Mentre Tilo e InterCity finiscono per entrare in concorrenza
Commento
1 sett
Locarno2020 e il futuro di una certa idea di cinema
Si apre domani un’edizione insolita, di emergenza, del festival del film. Aspettando tempi migliori: per Locarno e per il cinema
Commento
1 sett
Ha vinto lo Young Boys, ma pure il Lugano
I bernesi hanno griffato l'infinita Super League 2019/2020 con il loro terzo titolo filato, ma anche la quinta salvezza consecutiva dei bianconeri non è da sottovalutare
Commento
1 sett
Grazie cara Svizzera gioiellino di convivenza
Solidarietà: ecco la parola che mi viene in mente pensando al Natale della Patria 2020
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile