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Il gigante cinese non dà il buon esempio
28.10.21 - 21:20
Aggiornamento: 21:48

La Cina presenta il piano aggiornato sul taglio delle emissioni

Obiettivo neutralità del carbonio prima del 2060. Gli analisti: solo piccoli e insufficienti miglioramenti sul piano esistente.

Pechino – La Cina ha presentato oggi all’Onu, appena pochi giorni prima del vertice Cop26 di Glasgow, il piano aggiornato di riduzione delle emissioni che promette di raggiungere il picco dell’inquinamento da carbonio prima del 2030. Pechino ha confermato il suo obiettivo di raggiungere la neutralità del carbonio prima del 2060, riducendo l’intensità delle emissioni - la quantità di emissioni per unità di produzione economica - di oltre il 65%.

Secondo gli analisti, si tratta di piccoli miglioramenti sul piano esistente, tutt’altro che sufficienti di fronte a un Paese responsabile di oltre un quarto di tutto l’inquinamento da carbonio.

Come parte dell’accordo di Parigi del 2015, tutti i Paesi concordarono di ridurre le emissioni al fine di limitare l’aumento della temperatura “ben al di sotto” dei due gradi Celsius e di lottare per un tetto più sicuro di 1,5 gradi. I firmatari stabilirono di presentare nuovi e più ambiziosi piani di riduzione ogni 5 anni, noti come contributi determinati a livello nazionale (Ndc).

In ritardo

Nel 2020, il presidente Xi Jinping indicò che la Cina avrebbe toccato il picco delle emissioni intorno al 2030 e la neutralità del carbonio intorno al 2060. Pechino, tuttavia, ha mancato diverse scadenze per gli Ndc a causa della pandemia del Covid-19, a fronte delle attese che potesse dare slancio al vertice di Glasgow che inizierà domenica.

Secondo il documento, pubblicato sul sito web dell’Onu sui cambiamenti climatici, la Cina aumenterà la sua quota di combustibili non fossili nel consumo di energia primaria al 25%, rispetto al 20% precedentemente promesso, in base ai dati anticipati ieri. Previsto l’aumento delle foreste di sei miliardi di metri cubi rispetto ai livelli del 2005 e della “capacità totale installata di energia eolica e solare a oltre 1,2 miliardi di chilowatt entro il 2030”. Non è però chiaro come Pechino intenda ridurre le emissioni, visto che non è tracciata la traiettoria delle emissioni nell’attuale decennio.

‘Occasione mancata’

Li Shuo, analista di Greenpeace Asia, ha affermato che il nuovo NDC cinese “ha perso un’occasione per dimostrare ambizione” in quanto la decisione di Pechino “getta un’ombra sullo sforzo globale per il clima", ha scritto su Twitter. "Il pianeta non può permettersi che questa sia l’ultima parola. Pechino deve elaborare piani di attuazione più forti per garantire un picco di emissioni prima del 2025”.

L’Onu, in settimana, ha affermato che le emissioni di gas serra devono essere dimezzate entro il 2030 per mantenere il target di 1,5 gradi realizzabile: nel suo rapporto ‘Emissions Gap’ ha anche invitato i Paesi a iniziare immediatamente il percorso di riduzione delle emissioni per allineare i piani di azzeramento netto.

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