Locarno Film Festival

Universi paralleli a fianco della Piazza

Horror, fantascienza, erotismo: la realtà virtuale trova spazio anche al Locarno Film Festival e regala emozioni estreme

Da ‘I Saw the Future’, di François Vautier
8 agosto 2022
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Non passa certo inosservata la vecchia cabina di proiezione dei film di Piazza Grande situata in Largo Zorzi, a due passi dalla Piazza Grande. È qui che il pubblico del Locarno Film Festival ha la possibilità di essere catapultato in mondi paralleli che spaziano dall’horror, alla fantascienza, passando anche per il cinema erotico d’autore. Il cinema VR trova spazio soprattutto in festival dedicati o in sezioni particolari dei maggiori festival tradizionali. Uno di questi è il Geneva International Film Festival che co-organizza il miniprogramma VR, composto da sei opere, presente quest’anno a Locarno.

Sempre più accessibile

Ad accompagnarci all’interno della cabina prima della proiezione, limitata a otto spettatori, c’è Simone Guida, impegnato come maschera al festival e grande appassionato di tecnologia VR. Approfittando delle sue competenze, cerchiamo di saperne di più su questo tipo di cinema e sul suo pubblico: «Si tratta di una forma espressiva ancora di nicchia, ma il suo pubblico sta aumentando. La tecnologia è diventata negli anni sempre più accessibile. Oggi con 200-300 franchi è già possibile acquistare prodotti dignitosi che permettono di vivere esperienze VR emozionanti anche in ambito domestico». Siamo in attesa dell’inizio della sessione serale, vietata ai minori di 18 anni, e apprendiamo che andremo a vedere un’opera dal forte contenuto erotico. Simone Guida ci spiega: «L’erotismo VR ha un buon successo e ha permesso in questi anni di sviluppare ulteriormente questa tecnologia».

L’opera in questione è ‘The Mist’ che ci porta nell’universo di una sauna destinata a soli uomini. Siamo letteralmente immersi in un ambiente buio e offuscato dai vapori della sauna, esplorabile a 360° grazie a delle sedie girevoli, abitato da uomini intenti a fare sesso di gruppo. Si tratta di un’esperienza forte, estrema, tuttavia il suo autore Chou Tung-yen riesce a far vivere allo spettatore atmosfere sospese tra sogno e realtà, prive delle volgarità e degli stereotipi della pornografia più triviale. La seconda opera, di Mali Arune, s’intitola ‘Mutatis’ e ci porta invece all’interno di una scena del crimine molto suggestiva, situata in un giardino botanico. Durante tutto il film abbiamo la sensazione di un pericolo incombente, ma la sorpresa finale ci fa capire di non essere nei territori dell’horror. Con ‘Saturnism’ invece, ultimo film della sezione serale, ci troviamo a pieno titolo nel genere horror. L’opera di Mihai Grecu ci catapulta a poca distanza dall’abominio del Saturno goyesco che divora i propri figli per contrastare la profezia che lo vede detronizzato proprio da uno di loro. Con ‘Saturnism’ siamo immersi in uno dei dipinti più sconvolgenti della storia dell’arte occidentale, dipinto da Goya sulle pareti della sua casa poco fuori Madrid e oggi conservato al Museo del Prado della capitale spagnola.

Scenari dal futuro

Durante il giorno è possibile vedere tre titoli tratti dalla filmografia di François Vautier, autore francese presente già in numerosi festival internazionali con le sue opere visionarie. ‘I Saw the Future’, ‘Odyssey 1.4.9’ e ‘Recoding Entropia’ ci fanno entrare in tre universi che hanno a che fare con la tecnologia, la fantascienza e la materia. Nel primo assistiamo alla visualizzazione del discorso profetico di Arthur C. Clarke, autore del romanzo ‘2001: A Space Odyssey’, sul futuro tecnologico che già stiamo vivendo. Il testo di Arthur C. Clarke, le cui immagini sono riprese nell’opera, prende vita grazie alla tecnologia VR e diventa ancora più suggestivo, grondante di ottimismo nei confronti del futuro e del progresso umano. Il secondo titolo è un omaggio a chi ha adattato il romanzo di Clarke per il cinema, Stanley Kubrick ovviamente. In questo lavoro le immagini più celebri di ‘2001: A Space Odyssey’ si trasformano in un mosaico digitale assai suggestivo. Il terzo titolo ha le sembianze di un viaggio, libero e visionario allo stesso tempo, all’interno dei tumulti della materia. Non è difficile prevedere che la tecnologia VR diventerà presto un medium estremamente popolare e non più confinato a nicchie di appassionati.

Questo il programma, tra diurno e notturno:

Day program (22 minuti)

‘I Saw the Future’

François Vautier
France | 2017 | 6 min
Experimental, Animation, VR | ov en/fr

‘Odyssey 1.4.9’

François Vautier
France | 2019 | 8 min
Docu-fiction, VR | No dialogue

‘Recoding Entropia’

François Vautier
France | 2021 | 8 min
Fiction, VR | No dialogue

Night program (34 minuti, per adulti)

‘In the Mist’

Chou Tung-yen
Taiwan | 2020 | 15 min
Experimental, VR, Erotic | No dialogue

‘Mutatis’

Mali Arun
France | 2020 | 12 min
Thriller, VR | No dialogue

‘Saturnism’

Mihai Grecu
France | 2020 | 4 min
Fiction, VR | No dialogue

Domani, martedì 9 agosto alle 17.30, nel BaseCamp Pop-Up all’Istituto Sant’Eugenio di Locarno, incontro con il regista Francçois Vautier e Kevin B. Lee, Locarno Film Festival Professor for the Future of Cinema and Audiovisual Arts all’Università della Svizzera italiana (Usi)

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