Ticino

Pianificazione ospedaliera, tra prossimità e quote di mercato

Presentata la prima tappa con gli indirizzi strategici: orizzonte 2032. Alla ricerca di ‘un equilibrio tra capillarità e concentrazione dei servizi’

(Ti-Press)
23 marzo 2023
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Perseguire un’adeguata ripartizione dei servizi sull’asse prossimità-concentrazione, confermando il mantenimento di un reparto di medicina interna nelle sedi ospedaliere di Faido e Acquarossa, ma pure introducendo gli strumenti delle quote minime di mercato. Puntare sul medio-lungo termine a un ospedale di riferimento per la medicina somatico-acuta e altamente specializzata. Nonché potenziare di 30 letti i Reparti acuti di minore intensità (Rami). Sono queste alcune delle principali indicazioni strategiche e di fabbisogno contenute nella Pianificazione ospedaliera cantonale per il periodo 2024-2032, che sostituirà quella attuale approvata nel 2015. Il relativo messaggio governativo presentato in conferenza stampa si inserisce nella prima delle due tappe della Pianificazione previste da una nuova impostazione decisa dal Gran Consiglio nell’ottobre 2021 con una modifica legislativa. Tappa che comprende l’elaborazione degli indirizzi strategici – per i tre settori somatico-acuto, psichiatria e riabilitazione – e la loro approvazione da parte del parlamento, a seguito della quale è prevista l’attribuzione da parte del Consiglio di Stato dei mandati di prestazione agli istituti ospedalieri.

Forte aumento degli ultraottantenni e del fabbisogno riabilitativo

Gli indirizzi strategici sono basati su uno studio commissionato dal governo alla Supsi e su una previsione del fabbisogno ospedaliero commissionato alla Direzione della sanità del Canton Zurigo. Una previsione che «mostra una sostanziale stabilità per quanto riguarda i bisogni relativi al settore somatico acuto (+4,8%) e della psichiatria (-5,8%), mentre una richiesta di potenziamento importante nella riabilitazione (+19,5%)», ha spiegato la capoarea di gestione sanitaria del Dipartimento sanità e socialità (Dss) Ivana Petraglio. Lo studio sul fabbisogno si fonda in particolar modo sulla previsione di evoluzione demografica: «Le ipotesi per il 2032 non mostrano una grande variazione a livello di volume di abitanti in Ticino, mentre c’è un invecchiamento molto pronunciato – ha evidenziato Petraglio –. La popolazione ultraottantenne aumenterà del 46%».

Quote minime di attività: contro la frammentazione e per sfoltire

A illustrare i principali contenuti del messaggio suddividendoli in tre capitoli è stato il direttore del Dss Raffaele De Rosa. Per quanto riguarda gli indirizzi strategici, come detto si vuole «perseguire con determinazione un’adeguata allocazione dei servizi, delle competenze e delle risorse sull’asse prossimità-concentrazione» per cui viene confermato il mantenimento della medicina di base nei due ospedali di valle di Acquarossa e Faido, dove nel primo si intendono potenziare i Rami e nel secondo la riabilitazione. Al contempo verrà utilizzato anche il parametro delle quote minime di attività «secondo le raccomandazioni della Conferenza dei direttori della sanità». Una soglia minima sui mandati specialistici ipotizzabile tra il 5 e il 10% «che rappresenta uno dei pochi strumenti di leva riconosciuto a livello federale che si muove nell’ambiguità tra concorrenza e pianificazione per evitare un’eccessiva frammentazione», ha precisato Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica. Il suo scopo è infatti, tra gli altri, di impedire ad esempio «che arrivino nuovi offerenti che non hanno competenze sufficienti – ha osservato De Rosa –. Così si scongiurano i doppioni, si favorisce l’economicità, ma anche una maggiore qualità». D’altro canto se in ospedali già esistenti il volume di alcune prestazioni andasse sotto la soglia fissata, lo specifico mandato relativo potrebbe essere loro tolto: un’ipotesi confermata da Bianchi.

Quanto alla proposta di puntare su un ospedale di riferimento per la medicina somatico-acuta e altamente specializzata al fine – anche – di avere sempre meno pazienti che vanno a curarsi oltre Gottardo, non è ancora dato sapere quale sarebbe, ha specificato De Rosa, aggiungendo poi che si vuole anche continuare a favorire «l’appropriatezza organizzativa e dei processi con la presa in carico del paziente al momento e al posto giusto. Così come promuovere la definizione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per le patologie ad alta prevalenza o rilevanza, come ad esempio il diabete, la dialisi, le malattie cardiovascolari». E pure «migliorare le informazioni a disposizione della popolazione».

Trenta nuovi letti nei Reparti acuti di minore intensità

Per quanto concerne il secondo capitolo della presentazione di De Rosa relativo ai contenuti del messaggio – i Reparti acuti a minor intensità con un finanziamento cantonale – «inizialmente c’era dello scetticismo riguardo a questa offerta sanitaria, ma la presa a carico sul campo e l’esperienza hanno dimostrato che la soluzione dei Rami è adeguata e risponde ai bisogni della popolazione. Pertanto è stata confermata anche nella Pianificazione anziani in cui si è proposto un primo potenziamento di 15 letti Rami in aggiunta agli attuali 135. Sulla base della valutazione del fabbisogno aggiornata all’orizzonte 2032, abbiamo appurato dalla stima che il fabbisogno risulta ancora accresciuto per questo proponiamo un ulteriore potenziamento di 30 letti in questi reparti». Il loro fabbisogno, ha rilevato il direttore del Dss, «è particolarmente rilevante nel Luganese, ma non si è ancora deciso dove inserirli».

In terzo lungo sono state elencate le Prestazioni di interesse generale. Quelle che concernono tutti gli istituti sono la formazione post diploma dei medici assistenti e lo sgravio formativo negli enti sociosanitari. Mentre per quelle relative al solo Ente ospedaliero cantonale (Eoc) si confermano: i consultori di salute sessuale; il Piano di messa in allarme dei servizi ospedalieri; il coordinatrice organizzazione espianti; la cartella informatizzata del paziente; i centri di primo soccorso «con particolare riferimento ad Acquarossa e Faido», l’Istituto pediatrico della Svizzera italiana; il contributo per attività di sostegno nel reparto pediatrico; il contributo per il centro di competenza malattie rare; il contributo studio medico Cevio.

In merito alle tempistiche e ai prossimi passi, in seguito all’approvazione del messaggio da parte del Gran Consiglio «prevediamo tre mesi per la sollecitazione dell’offerta con l’invio di moduli e i loro rientro, e tre mesi per la valutazione delle offerte – che comprendono il controllo qualitativo della documentazione, incontri con le strutture, verifiche in situ, decisione dell’attribuzione dei mandati – e per la comunicazione della lista dei mandati con un messaggio al Gran Consiglio, che ne prende atto», ha reso noto De Rosa.

‘La spesa cantonale per le ospedalizzazioni è sotto controllo’

A livello finanziario, il direttore del Dss ha tenuto a evidenziare la differenza che esiste «tra le aspettative spesso molto alte che vengono poste sulla Pianificazione ospedaliera in merito alla sua incisività sui costi del sistema sanitario in generale e quindi sui premi di cassa malati, e la realtà che è ben diversa». I costi delle cure ospedaliere stazionarie incidono infatti «solo nella misura di meno del 20% sull’intera spesa LAMal considerata per il calcolo dei premi». E poi «l’aumento annuale medio per il settore ospedaliero nel periodo 2012-21 è stato solo dell’1,8%, a fronte della forte tendenza dell’invecchiamento della popolazione e dell’incremento della spesa sanitaria LAMal che è stata del 3,8%», ha messo in luce De Rosa, valutando che la spesa cantonale per le ospedalizzazioni della popolazione residente in Ticino «è sotto controllo e aumenta di molto meno rispetto ai costi a carico della LAMal». La Pianificazione ospedaliera «è uno strumento che va al di là dei numeri e degli importi finanziari – ha anche rilevato il direttore del Dss – in quanto garantisce alle strutture sanitarie condizioni quadro chiare e definite, permettendo loro di continuare a sviluppare un’offerta di cure di qualità e valorizzare le competenze».

Le critiche dell’Mps

Non si sono fatte attendere le critiche del Movimento per il socialismo affidate a un comunicato stampa secondo cui “viene chiaramente abbandonata la logica dell’ospedale cantonale multisito per passare a un solo ospedale di riferimento – si legge –. Al momento limitato ai mandati Mas (medicina altamente specializzata), ma che in futuro potrà essere estesa a buona parte dei mandati, lasciando sul territorio (negli ospedali regionali) semplici presidi nelle varie specialità”. Quanto ai Rami, questi secondo l’Mps “verranno definitivamente esclusi dalla medicina acuta per essere agganciati alle case per anziani, sia da un punto di vista delle prestazioni, del modo di fatturazione e anche da un punto di vista geografico. In quest’ottica meglio si capiscono le manovre messe in atto dal Dss attorno al ritiro dell’iniziativa a difesa degli ospedali di valle. Di fatto si ritorna al progetto del 2013 di Paolo Beltraminelli: Faido clinica di riabilitazione, Acquarossa casa per anziani”. E si legge anche: “In alcuni ospedali, a cominciare da quello di Mendrisio, la prospettiva diventa estremamente incerta per poter mantenere un reparto come quello di ostetricia, attraverso l’utilizzazione dell’esigenza di un numero minimo di parti all’anno quale grimaldello».

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