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21.09.22 - 09:26

Scolarizzazione giovani ucraini, il Decs scrive ai Municipi

Il Dipartimento: ‘Su circa 850 bambini e ragazzi presenti oggi in Ticino con permesso S e tenuti a frequentare le aule, restano da regolarizzarne 135’

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Fuggiti dalla guerra (Ti-Press)

La mail è di questi giorni ed è stata inviata ai Comuni per il tramite della Sel, la Sezione degli enti locali. Mittente il Dipartimento educazione cultura e sport (Decs). "Negli scorsi mesi centinaia di bambini e minori provenienti dall’Ucraina", martoriata da una guerra di cui al momento non si intravede la fine, "sono stati accolti nelle scuole" del nostro cantone: "La maggior parte di questi/e allievi/e frequentano ora regolarmente la scuola, molti sono inseriti nelle scuole comunali anche grazie alla fattiva collaborazione dei Comuni e degli istituti scolastici comunali". Tuttavia "ci risultano ancora alcuni casi sporadici di bambini e giovani con permesso S residenti in Ticino che al momento non frequentano alcuna scuola o che, pur essendovi formalmente iscritti, non la frequentano con costanza". Così scrivono ai Municipi il direttore della Divisione della scuola Emanuele Berger e il capo, in seno al Dipartimento istituzioni, della Sel Marzio Della Santa. Che aggiungono: "Vista la situazione particolare, dopo un periodo di tolleranza coincidente con la fine dello scorso anno scolastico, a partire dal 29 agosto", da quando cioè sono riprese le lezioni, "si pone il tema del rispetto degli obblighi legali da parte di questi minori". Obblighi che "sussistono finché la loro residenza sarà nel nostro cantone". Per risolvere la situazione, prosegue la lettera agli esecutivi comunali, il Decs "sta procedendo a richiamare per iscritto genitori o rappresentanti legali dei bambini/giovani sottoposti all’obbligo scolastico che ci risultano residenti in Ticino ma non ancora scolarizzati, e ha fornito alle direzioni scolastiche delle scuole dell’obbligo un modello di lettera da inviare ai genitori o rappresentanti legali dei bambini/giovani sottoposti all’obbligo scolastico che risultano già iscritti a scuola, ma non la frequentano con regolarità".

I numeri in ballo

Sono «circa 850», fanno sapere dalla Direzione del Decs, interpellata dalla ‘Regione’, «i bambini e i giovani nati tra il 2005 e il 2018 che ci risultano attualmente presenti in Ticino con statuto di protezione S e per i quali, come per tutti gli altri bambini e ragazzi residenti nel cantone, vige da un lato la frequenza obbligatoria della scuola e dall’altro, al termine delle medie e fino al compimento dei 18 anni, l’obbligo formativo». Di questi 850, indicano dal Dipartimento, «oltre 700 sono già regolarmente scolarizzati, mentre 135 vanno ancora regolarizzati per quanto riguarda sia l’obbligo scolastico sia l’obbligo formativo». Centotrentacinque «è il dato di settimana scorsa, l’ultimo disponibile in ordine di tempo». Alla fine dello scorso anno scolastico «non erano ancora scolarizzati poco più di 200 giovani su circa 800 con permesso S, dunque lo scarto si sta riducendo».

Interventi e sanzioni

Tornando alla mail trasmessa l’altro ieri ai Municipi, il Decs ricorda che "la principale via raccomandata alle Direzioni scolastiche rimane quella del dialogo con le famiglie, tenuto conto della ferma volontà di mantenere un buon rapporto di fiducia tra famiglia, scuola e istituzioni, a beneficio degli allievi coinvolti". E in tal senso il Dipartimento ha scritto alle Direzioni qualche giorno prima della missiva ai Comuni. Tornando a quest’ultima, il Decs afferma che se dopo l’invio delle lettere ai genitori o ai rappresentanti legali dei bambini e dei ragazzi "alcune situazioni non dovessero sbloccarsi e il mancato rispetto degli obblighi legali dovesse persistere, diverrà purtroppo inevitabile compiere i passi formali successivi previsti dalla legge". E qui il Dipartimento cita la Legge della scuola, la quale prevede che "in caso di inadempienza agli obblighi scolastici o formativi, i Municipi sono tenuti a intervenire" e che "in caso di inerzia o di inefficacia dei provvedimenti essi possono infliggere multe fino a 1’000 franchi". E ancora: "Nel caso di persistenza del rifiuto, la situazione va poi segnalata all’autorità di protezione, che aprirà un incarto". Nella mail si precisa inoltre che la frequenza online di una scuola ucraina o di altre scuole a distanza "non sostituisce l’obbligo scolastico in Ticino e non è ritenuto motivo sufficiente per ottenere un’autorizzazione di scolarizzazione presso le famiglie". Qualora, continua la mail ai Municipi, "fosse necessario un vostro intervento per far rispettare l’obbligo di frequenza di bambini o giovani residenti nel vostro Comune sarà nostra premura fornirvi i dati necessari affinché possiate procedere". Il Dipartimento educazione cultura e sport si augura ovviamente che la situazione concernente la scolarizzazione "possa risolversi positivamente in breve tempo".

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