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31.08.22 - 18:36
Aggiornamento: 19:14

Cassa malati, la Lega lancia l’iniziativa: raddoppiare deduzioni

Via alla raccolta firme per la proposta di aumentare da 5’200 a 9mila franchi la soglia per i single, da 10mila a 18mila per i coniugati: ‘Un atto dovuto’

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Ti-Press/Crinari
Mazzoleni, Censi e Aldi oggi a Lugano

«Un atto dovuto, un adeguamento dovuto». Perché «bisogna smettere di spennare i cittadini, e i premi di cassa malati stanno diventando insostenibili». È una Lega di lotta (molto) e di governo (pochissimo) quella che questa mattina a Lugano ha presentato alla stampa l’iniziativa popolare legislativa elaborata che mira a raddoppiare – e rendere di conseguenza integrale o quasi – la deducibilità dei premi di cassa malati dall’imposizione fiscale. Agendo come? In «maniera semplicissima e immediata», assicura la deputata e portavoce del movimento Sabrina Aldi: «Andando a modificare l’articolo 32 lettera G della Legge tributaria cantonale, che ferma la soglia massima deducibile a 5’200 franchi per le persone sole e 10mila franchi per le coppie coniugate». Raddoppiando, circa, si diceva, questa soglia: «La proposta è innalzare la deduzione massima a 9mila franchi per le persone sole e 18mila franchi per i coniugati».

‘Basta spennare il ceto medio’

La base di partenza per Aldi è chiara: «È indubbio che ci troviamo, in questo momento particolare, confrontati con una lunga serie di problemi che avranno un forte impatto economico sul potere d’acquisto dei cittadini: prima il Covid, poi la guerra, senza dimenticare i frontalieri in costante aumento soprattutto nel terziario e l’aumento vertiginoso del prezzo della benzina». A essere chiamato maggiormente alla cassa «rischia di essere il ceto medio, che non arriva a percepire aiuti ma che si vedrà ridotto in maniera importante il potere d’acquisto e a fine mese avrà sempre meno soldi in tasca».

A tutto ciò, come se non bastasse, «c’è il prospettato aumento dei premi di cassa malati, che per il nostro cantone sarà molto importante. A livello cantonale – sottolinea Aldi – contro questo aumento non si può fare granché, essendo materia federale». E per «minimizzare le conseguenze di questi incrementi», la ricetta leghista è «aumentare la deduzione a livello fiscale dei premi». Con un’iniziativa popolare «semplice» e che «dopo vent’anni che non viene fatto va a toccare le soglie della Legge tributaria, e questo è il momento perché – rileva ancora la portavoce della Lega – significa che da vent’anni l’importo che può essere dedotto è sempre lo stesso, ma gli aumenti dei premi sono annui e costanti. Ripeto: è un atto dovuto».

‘Premi raddoppiati? Deduzioni raddoppiate’

A spiegare nel dettaglio l’iniziativa è Alessandro Mazzoleni, che torna indietro al 2001: «Quando questo articolo della Legge tributaria è stato modificato, sia il messaggio governativo sia il parlamento col suo voto sono stati chiari concordando nell’affermare che quell’aumento degli importi deducibili dovesse permettere ai contribuenti interessati di coprire integralmente sia i premi di cassa malati, comprese eventuali complementari, sia quelli dell’assicurazione obbligatoria per gli infortuni oltreché evitare l’imposizione su eventuali interessi su capitali a risparmio». Ebbene, «nel 2001 era chiaro che bisognava far qualcosa». Nel mentre, continua Mazzoleni, «se il beneficiario di un sussidio di cassa malati ogni anno ha avuto diritto all’adeguamento del contributo che riceve, la Lega ritiene che è ora di interrompere lo spennamento del contribuente e di concedere un ulteriore adeguamento». E perché del doppio? Come è stato deciso questo aumento? «Se il premio medio nel 2001 era di 250 franchi, su base annua si traduceva in 2’500/3mila franchi: quindi, il 50% della deduzione concessa. E se la metà è dedicata ai premi di cassa malati, l’altra metà deve essere dedicata come dicevamo al resto. In considerazione dei premi quasi raddoppiati, oggi quello medio è 450 franchi in Ticino, ecco spiegato il nostro calcolo».

Per Mazzoleni è semplice anche spiegare perché in Ticino «ci si muova di più e prima di altri cantoni per contrastare questa emergenza: perché da noi i costi della cassa malati impattano in maniera molto più incisiva sulle finanze delle famiglie, in tutte le fasce d’età. Non lo diciamo noi della Lega, lo dicono le statistiche federali».

‘Pareggio di bilancio, ma non a danni del cittadino’

Tutto molto bello, ma come potrebbe chiedere la stessa Lega: chi paga? «Siamo coscienti che questa iniziativa, e quindi con i sussidi che aumenteranno, avrà una pressione che andrà a carico dello Stato» concede Mazzoleni. E a oggi, con un’entrata in vigore – se approvata dal popolo – prevista per la tassazione del 2024 e quindi nel 2025, «non sappiamo quantificare esattamente i costi in più, perché al di là di questo sgravio andrebbe aggiunto anche l’aumento del sussidio a chi oggi già lo riceve». Però, assieme oltre a questo, «come Lega siamo anche ben coscienti che è compito dello Stato verificare i costi della salute e la correttezza dei premi di cassa malati. Se lo Stato interviene sui costi, riducendosi i premi si riduce lo sgravo e si riducono i sussidi». Insomma, «la palla è nel campo del Cantone e della Confederazione».

Anche perché, riprende Aldi, «il pareggio di bilancio per noi non deve essere raggiunto penalizzando e caricando di costi il cittadino che lavora». Un ritorno dell’anima sociale leghista, per alcuni ultimamente un po’ dimessa?, chiediamo. Pronta la risposta di Aldi: «Tutte le richieste di tenere sotto controllo i conti del Cantone le abbiamo fatte in una fase storica delicata come quella della pandemia e l’uscita dalla stessa. Adesso mica si tratta di scialacquare, ma dove ci sono delle emergenze occorre intervenire: e noi siamo al fianco dei ticinesi, che con i costi della salute sono tra i più penalizzati in Svizzera».

La raccolta firme per l’iniziativa, che vede come primo proponente il deputato Andrea Censi, comincia domani 1° settembre.

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