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Speziali (Plr): ‘Noi un partito responsabile, non utili idioti’

Il presidente liberale radicale a pochi giorni dal finale thriller sulle imposte di circolazione, spiega il momento del suo partito e la sua prospettiva

Il presidente del Plr
(Ti-Press)
25 giugno 2022
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«La responsabilità fa parte del sentimento del dovere, soprattutto in un mondo che oggi parla solo di diritti, che sentiamo iscritto nella nostra storia. Questo però non coincide con l’essere semplicemente un giubbotto antiproiettile per il Consiglio di Stato o i soliti, utili idioti in parlamento». Il presidente cantonale del Plr Alessandro Speziali, a colloquio con ‘laRegione’, torna così sul tema caldo, caldissimo delle ultime settimane: le imposte di circolazione, tra iniziativa popolare del Ppd e ben tre rapporti commissionali arrivati in Gran Consiglio. Di questi, solo quello liberale radicale non andrà al voto popolare a causa della ‘convergenza’ che gli iniziativisti hanno trovato, al fotofinish, con Ps e Verdi per far andare la loro proposta – benché lontana dagli intendimenti del testo difeso da Ppd, Lega e Udc – alle urne. E parlando di urne, durante il dibattito parlamentare l’accusa rivolta al Plr da parte – anche – del presidente popolare democratico Fiorenzo Dadò è stata quella di voler impedire lo svolgimento dei diritti popolari.

Come replica, Speziali?

Non è così, assolutamente, anche se ormai il Ticino è la terra delle iperboli. Rispettiamo sempre i cittadini ticinesi, ed è proprio per questo che ci muoviamo con responsabilità e spirito critico. Passando al merito delle cose, prima di tutto vorrei sottolineare ancora una volta che siamo certamente d’accordo ad abbassare le imposte di circolazione, lo diciamo dal 2015. L’occasione concreta sono le iniziative di Marco Passalia, che forniscono l’assist per raggiungere l’obbiettivo. Tuttavia, ci siamo permessi di proporre una soluzione più corretta, perché secondo noi e secondo il Consiglio di Stato sono emersi problemi in termini di causalità, e parlo dell’usura delle strade, e sostenibilità. In questo caso, mi riferisco al calo di gettito lamentato dal Consiglio di Stato. E anche le associazioni di categoria come Tcs, Upsa hanno sollevato criticità: volevamo migliorare la soluzione, non coagulare il fronte antidemocratico. Ci mancherebbe.

Quindi rimanete convinti della bontà della vostra proposta?

Certo. E avevo anche detto alla nostra capogruppo Alessandra Gianella e al relatore Bixio Caprara che se in aula si fosse deciso di trasformare il nostro rapporto in un controprogetto da portare al voto non ci saremmo assolutamente opposti. In buona sostanza: secondo noi bisogna certamente prendere in considerazione il CO2 per l’attenzione all’ambiente, ma anche il peso, perché incide sull’usura delle strade. E rendere il tutto finanziariamente sostenibile: il settore delle strade magari non è il più avvincente, ma siamo noi cittadini che poi esigiamo infrastrutture all’altezza, dalle città alle cime delle valli.

Al di là della formula, voi vi siete distinti anche sulla questione del gettito. A fronte dei 110 milioni che si incassano oggi e degli 80 massimi che propone il Ppd voi vi siete fermati a metà strada: come il Consiglio di Stato, auspicavate un tetto posto a 96 milioni. Lo stesso governo, giovedì sera, ha informato che stando ai suoi calcoli il costo dell’iniziativa, senza moratoria e con riferimenti che il Ppd ha già contestato, sarà di 91,5 milioni. Non tanto lontani da quanto chiedevate con il rapporto Caprara.

Non posso che allargare le braccia e dire… voilà. Non vendevamo fumo, non abbiamo distorto niente. Ci siamo beccati invettive di ogni sorta, per poi ricevere conferma a distanza di poche ore che nemmeno il rapporto sottoscritto da Ppd, Lega e Udc era conforme all’iniziativa. Avere in chiaro le cifre e le conseguenze delle nostre decisioni penso sia un dovere nei confronti della popolazione. La democrazia è anche onestà.

Il suo partito come esce da questo dossier? Sconfitto?

Forse potevamo esser più scaltri o opportunisti. Sta di fatto che vogliamo abbassare le imposte, ma vogliamo farlo bene, senza scoprire tra qualche tempo che la soluzione non era solida. A noi liberali radicali piace la coerenza. Anche durante il dibattito sul salario minimo denunciavamo alcuni scenari che poi si sono avverati. La politica va giudicata nel tempo, altrimenti smettiamo di seminare.

Un dato che è emerso è che stavolta siete rimasti soli, e non solo al centro. Ma siete il partito di maggioranza relativa. Quanto la preoccupa in prospettiva questa difficoltà ad andare oltre il vostro steccato?

Ci sforziamo, con umiltà, di essere accompagnati dalle buone idee, perché quello che ci interessa è il benessere del nostro Cantone e dei suoi cittadini. Dopodiché, se spesso votiamo con altri partiti, ogni tanto siamo soli. Era successo anche sulla giustizia, quando ci siamo distinti sulle nomine in magistratura proponendo poi un diverso sistema di elezione, molto meno politico. È passato un po’ di tempo ora e se leggiamo la cronaca, abbiamo fatto bene.

L’Offensiva liberale lanciata su vari temi come fiscalità, scuola e ambiente vi permette di profilarvi in solitudine? Maggioranze, comunque, ne andranno sempre cercate.

L’Offensiva liberale per noi è una direzione politica fatta di proposte, prese di posizione e metodo di lavoro. Vogliamo essere liberali radicali nel 2022 con un occhio, anzi due, proiettati ai prossimi anni: dalla scuola alla fiscalità, dalla burocrazia alle energie rinnovabili. Certo, dalle nostre cucine Plr escono pietanze con sapori decisi, che combinano le nostre sensibilità, ma poi possiamo aggiustare il piatto con le altre forze che condividono almeno una parte della ricetta. Prendiamo la nostra proposta per superare i livelli alle Scuole medie: non è un diktat, ma un contributo affinché dall’anno prossimo qualcosa possa cambiare. Ed ora si aggiunge un nuovo capitolo importante: il potere di acquisto delle persone si sta erodendo e occorre correre ai ripari mantenendo i posti di lavoro e rendendo la vita meno cara. Da una parte si possono pensare sussidi, ma occorre soprattutto permettere alle nostre aziende di poter correre e lavorare sgravandole dei mille lacci e lacciuoli che incontrano, evitando la corsa al rialzo dei prezzi.

D’accordo, ma un esempio concreto di qualcosa di più ‘sociale’, più all’indirizzo delle famiglie magari meno abbienti?

Nel 2019 abbiamo proposta di legare l’andamento del prezzo medio dei premi di cassa malati al massimo deducibile nelle imposte. Detto altrimenti: più si alzano i costi, più posso dedurli. Una proposta che diverrà nuovamente attuale in autunno e che potremo condividere in parlamento. E servirà a tutti… altroché Plr partito dei ricchi.

Quel senso di responsabilità di cui parlava all’inizio quanto vi pesa? Quel giubbotto antiproiettile del governo a volte non diventa un po’ troppo scomodo?

No, se con il termine di responsabilità richiamiamo il concetto di assumere le conseguenze delle azioni, rispondere ai compiti, rivendicare la paternità delle proprie azioni, portare il peso di quel che occorre fare. Il Plr corre lungo i binari dei propri ideali, guarda con rispetto al governo e alle istituzioni, si chiede ogni giorno cosa sia etico e giusto per il futuro. Non siamo infallibili, ma proviamo a servire questo paese.

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