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13.01.22 - 20:09
Aggiornamento: 14.01.22 - 07:59

Superamento dei livelli, Bertoli: ‘Facciamo questo primo passo’

Il direttore del Decs commenta l‘esito della consultazione, chiusa con il 64% di favorevoli. Speziali attacca frontalmente: ’Propaganda politica’

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Inutile dirlo, è sollevato il direttore del Decs Manuele Bertoli per il risultato della consultazione sul superamento dei livelli. «Ne sono contento - risponde interpellato dalla ‘Regione’ -, anche se una metà di questi favorevoli chiede delle rassicurazioni, per esempio sull’organizzazione dei laboratori, sulla disponibilità di docenti e altro. Alcuni di essi avrebbero gradito meglio una proposta complessiva inerente a terza e quarta media, ma abbiamo preferito ‘splittare’ le cose in due parti, pur connesse tra loro, perché il discorso sulla quarta classe, e quindi anche sulle nuove regole per il passaggio dalla scuola dell’obbligo alle diverse scuole postobbligatorie, è più complicato. Non c’è comunque alcuna ragione per non fare almeno questo primo passo in terza attraverso una sperimentazione un po’ allargata».

Un rapporto, e di conseguenza la decisione di chiedere la sperimentazione, arrivato pochi giorni dopo che la maggioranza della Gestione ha deciso di togliere dal Preventivo la cifra dedicata a questo progetto. Facendo mancare i fondi, quindi. Come si andrà avanti? Agirà il Consiglio di Stato? «Devo dire che sono rimasto un po’ sorpreso dalla decisione della Commissione, alla quale peraltro almeno le cifre inerenti a favorevoli e contrari erano note - afferma Bertoli -. Spero si possa chiarire la cosa tra due settimane, nel corso del dibattito sul Preventivo. Teoricamente potremmo cercare di reperire la somma necessaria alla sperimentazione, un po’ più contenuta rispetto a quella esposta originariamente nel messaggio sul Preventivo a settembre, quando la consultazione era appena partita, nei nostri conti. Ma non voglio scavalcare il Gran Consiglio. Auspico che si possano reintegrare le risorse necessarie per la fase sperimentale con il consenso del parlamento».

Un tira e molla che non è nuovo quando si parla di scuola. Anche nei tempi recenti, da ‘La scuola che verrà’ in avanti. È la scuola nel suo insieme a essere un terreno troppo minato per una discussione serena o sono (anche) attacchi al direttore del Decs? «Queste conclusioni le lascio tirare a lei. Io davvero mi auguro che la scuola, e soprattutto la scuola dell’obbligo, non diventi ostaggio di confronti che poco la riguardano. Iniziare a superare i corsi A e B è possibile, il consenso è dato, facciamolo passando da una fase sperimentale. Ma facciamolo».

Berger: ‘Sviluppare al massimo le potenzialità di ogni allievo’

Insomma, l’intenzione del Dipartimento è quindi quella di virare verso la sperimentazione. Perché, afferma dal canto suo il direttore della Divisione della scuola e coordinatore del Decs Emanuele Berger, «in questa consultazione abbiamo visto che comunque la netta maggioranza, per tutti i motivi esposti nel rapporto, vuole operare un cambiamento. E c’è, addirittura, chi lo vorrebbe più veloce». Per Berger, ancora una volta, «l’esigenza di superare questo sistema c’è, è data. Chiaramente quando il discorso devia sul come farlo diventa più complicato, ma siamo anche forti del fatto che in molte risposte si chiedeva una sperimentazione. E noi ci sentiamo di metterla in campo, con un ente esterno che dovrà valutarla».

Detto dei favorevoli, però c’è anche questo 22% che si oppone. Cosa dice loro il coordinatore del Decs? «Che è normale e legittimo che nella scuola - così come nella società - vi siano visioni diverse: alcuni attori coinvolti hanno espresso una visione chiaramente divergente», riconosce Berger. Che però sottolinea come «è giusto che noi ascoltiamo opinioni diverse, ma dall’altra parte ci deve essere ascolto per gli argomenti di chi vuole cambiare questo sistema che, ripeto, riteniamo debba essere superato». E rincara: «Inoltre, mi preoccupano un po’ alcune visioni, per fortuna estremamente minoritarie, che sono un po’ innatiste. La scuola, invece, esiste per sviluppare al massimo le potenzialità di ogni allievo, anche il più debole». Nessuno, dice ancora il direttore della Divisione della scuola, «pensa che l’allievo debole possa essere portato allo stesso livello dell’allievo forte, ma in base al principio dell’educabilità riteniamo che per ognuno si possa far qualcosa e sviluppare al massimo il suo potenziale».

Il Plr bombarda. Speziali: ‘Propaganda politica’

Tutto a posto quindi? Neanche per idea. «Propaganda politica, non comunicazione istituzionale», reagisce così il presidente del Plr Alessandro Speziali che spara ad alzo zero sul Decs. «Abbelliscono la loro posizione, condivisa solo da uno su tre, e ci addossano una posizione che non è la nostra, cioè essere per l’attuale sistema. Un’affermazione altamente disonesta». Il Plr, riprende Speziali, «ha detto in lungo e in largo nella presa di posizione, e in tanti altri momenti, che l’attuale sistema è esaurito, genera effetti perversi e va superato. La nostra vera colpa è quella di proporre un sistema alternativo a quello del Decs, dove la differenziazione noi vogliamo declinarla nel senso di orientamento, non nel senso classista o di divisione dei bravi dai meno bravi. Un orientamento che permette agli allievi di scegliere tra più materie un approccio diverso e un percorso diverso, anche sostenendo chi preferisce provare la strada dell’apprendistato rispetto al liceo. Vogliamo aiutare i ragazzi a seconda delle loro capacità, interessi, passioni, talenti. Nulla a che vedere col sistema attuale». Ma non è finita. «Rincarano la loro disonestà dicendo che ci opponiamo di principio al superamento? Ma assolutamente no, loro in maniera ideologica e politica vogliono confondere il nuovo differenziamento che abbiamo in mente con il sistema attuale che ha delle falle, mai nascoste da noi». Per Speziali «il Decs ha messo l’elmetto di guerra in testa e ancora una volta vuole tirar dritto. In più, in maniera elegante, ci vogliono tacciare di immobilismo mentre loro hanno lo spirito riformatore. Quello che tanti stanno capendo, invece, è che o si riforma come vuole il Decs, o altrimenti siamo tutti reazionari».

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