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21.10.21 - 08:54
Aggiornamento: 14:14

Chiasso è pronta a fare... Nebiopoli

Gli organizzatori hanno un piano (di protezione) per festeggiare il Carnevale, ma con il certificato

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Nel 2021 è stato così. Adesso si è pronti a ripartire

Al Comitato Nebiopoli non stanno più nella pelle: il febbraio prossimo a Chiasso si farà Carnevale. Dopo un anno di ‘astinenza’ per colpa della pandemia da Covid-19 si darà libero sfogo alla voglia di mascherarsi e di tirarsi i coriandoli. Gli organizzatori non faticano a parlare di “orologio e soddisfazione” per aver centrato l’obiettivo e poter mettere in cantiere una nuova edizione della libera Repubblica di Nebiopoli. Anche perché il programma della manifestazione, si anticipa già, sarà completo e le date sono state fissate: dal 10 al 13 febbraio 2022. E neanche a dirlo, ancora una volta il fulcro sarà il Corteo. Nessuno nasconde, certo, che sarà un Carnevale che, volente o nolente, dovrà ancora fare i conti con il coronavirus che ha segnato le vite di tutti nell’ultimo anno e mezzo o giù di lì. Il Comitato guidato da Alessandro Gazzani, però, ha un piano. Il piano di protezione illustrato giusto martedì all’autorità comunale. Tanto a livello comunale che cantonale, si tiene a sottolineare in una nota ufficiale, si è ricevuto l’appoggio necessario, anche per superare le “importanti paure” che accompagnavano l’organizzazione di quello che, nei numeri (e non solo), è un grande evento. E questo pur avendo alle spalle l’esperimento riuscito dell’antipasto proposto con la festa al Palapenz. Manifestazione, si tiene a far notare, che “non ha avuto riscontri negativi (focolai) nel corso delle settimane successive, a testimonianza che "il certificato Covid è uno strumento valido per poter tornare ad avere eventi con folto pubblico”. Quindi, consegnati i dossier ora si attende di ricevere tutti i nullaosta necessari per febbraio.

‘Abbiamo trovato un compromesso’

Alessandro Gazzani, presidente del Nebiopoli, parla chiaro. «Le regole ci sono state date dal Cantone già qualche settimana fa – conferma a ‘laRegione’ –. Noi abbiamo lavorato su questa base e abbiamo realizzato il piano di protezione. Abbiamo il vantaggio di avere un forte appoggio da tutte le istituzioni di Chiasso, dal Municipio alla Polizia, e quindi ci siamo mossi molto in fretta. Il certificato Covid mi sembra uno strumento ideale per poter programmare il nostro Carnevale». L’obbligo del certificato per una manifestazione all’aperto non ha il sapore di un compromesso? «Certo, ma queste sono le regole e noi le recepiamo. Non vorrei argomentare sul giusto o sbagliato, ma così si garantisce la libertà di tutti. Quello che stiamo organizzando, sono degli accordi con le farmacie per montare dei punti esterni dove proporre il tampone a un prezzo di favore, controllato».

‘Spero che ciascuno abbia il suo Carnevale’

«Nel Comitato c’è grande entusiasmo», annota dal canto suo il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, che martedì era al tavolo della riunione. Come sindaco è contento del ritorno di Nebiopoli? «Lo sono – ci dice –. Abbiamo valutato la situazione attuale e ora come ora il Carnevale è fattibile. Poi tutto dipenderà dallo stato delle cose a febbraio e dalle indicazioni che giungeranno dalle autorità superiori. Non c’è dubbio – commenta – che organizzare l’edizione 2022, il Corteo mascherato in particolare, comporterà un impegno notevole». In effetti, bisognerà delimitare e in alcuni casi accorciare – per il corteo dei bambini, che ha già l’adesione delle scuole, e delle guggen di venerdì 11 febbraio – il percorso delle sfilate, rafforzare i controlli e gestire l’accesso dei residenti. Nel corso della giornata di sabato (12 febbraio), clou della manifestazione, la mobilità in città sarà fortemente limitata. A questo punto il sindaco Arrigoni esprime un auspicio: «La mia speranza – condivide – è che tutti nel cantone possano fare il proprio Carnevale». Di sicuro questo potrà fare la differenza, e non solo per il dimensionamento del dispositivo generale di sicurezza ma anche per chi la festa la anima.

C’è il rischio di non avere tutti i carri

Il rischio però è quello di un Nebiopoli senza una delle sue grandi attrazioni. Per Stefano Longhi, presidente del Gccc, Gruppo capannone carri carnevale (il capannone è quello dietro il Palapenz di Chiasso, dove si realizzano materialmente le strutture semoventi), «la data limite per iniziare una eventuale costruzione dei carri è la fine di ottobre, oltre diventa veramente complicato e difficile. È una cosa basilare tornare a fare Carnevale, ma per quanto ci riguarda ricordiamo che i conti si fanno con l’oste, nel senso che se gli altri Carnevali decidono di rinunciare, i carristi – non parlo di guggen o piccoli gruppi – riusciranno a coprire i costi facendo solo una sfilata o due? Fare un carro costa 12-15mila franchi, le spese vengono coperte con premi e ingaggi, e con le feste (che però negli ultimi due anni non si sono potute fare). Insomma, si rischiano grosse perdite. I carristi – rilancia Longhi – hanno bisogno di una risposta da tutti i Carnevali ma soprattutto da Cantone e Confederazione. L’assicurazione per i grandi eventi si sta trattando ma non è decisa. Pensando alle manifestazioni, a Chiasso hanno deciso così, ma a Bellinzona per esempio sarà difficile chiudere il percorso del corteo perché lì c’è gente che vive all’interno del circuito. E penso che se il Rabadan rinuncia, nessun gruppo del Sopraceneri farà il carro per il Nebiopoli». Su questo punto il presidente Gazzani conviene: «Senza il Rabadan difficilmente riusciremo a fare il Corteo a Chiasso. Il messaggio che vogliamo dare è che noi il Nebiopoli lo organizziamo, quindi aspettiamo il pubblico a Chiasso».

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