Mendrisiotto

Terza corsia A2, i contrari a Palazzo federale con 6'300 firme

Consegnata la petizione che fa muro al progetto dell'Ustra. Ad aderire cittadini di Mendrisiotto, Basso Ceresio e Luganese

Destinazione Berna (Ti-Press/F. Agosta)
5 maggio 2021
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'Ricevute'. In calce alle 6'306 firme (raccolte in tre mesi circa) di cittadini di Mendrisiotto, Basso Ceresio e Luganese ora c'è il sigillo di Palazzo federale. Come dire che, adesso, a Berna sanno come la pensa una parte (non trascurabile) della popolazione locale (quella che si è esposta, almeno) sulla terza corsia autostradale fra Mendrisio e Lugano. Alle 11 in punto di oggi, mercoledì, sulla terrazza di Palazzo, una delegazione del Comitato 'No alla terza corsia tra Lugano e Mendrisio! Salviamo Mendrisiotto e Basso Ceresio a Berna' ha consegnato, infatti, nelle mani di un rappresentante della Cancelleria la petizione e le sottoscrizioni. «In quel momento - ci racconta Marzio Proietti, il portavoce - è uscito anche un raggio di sole in una capitale poco primaverile». Che sia un segno?

'Il progetto andrà approfondito'

Destinataria della raccolta firme era la Consigliera federale Simonetta Sommaruga. Ma chi di buona mattina, mercoledì, è salito sul treno per Berna, sapeva che sarebbe stato difficile ritrovarsi a tu per tu con la direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. Ad accogliere i promotori, però, c'erano alcuni consiglieri nazionali ticinesi - come Marina Carobbio, Bruno Storni, Greta Gysin e Pietro Marchesi - che, al di là di come la pensano sul potenziamento dell'A2 a sud, hanno fatto sentire a casa il drappello in trasferta.

Il nodo del finanziamento

Quale impressione vi siete portati a casa? «Che davanti a un numero significativo di firme è maggiore il bisogno di andare ad approfondire il progetto - ribattezzato PoLuMe, ndr - presentato dall'Ustra, l'Ufficio federale delle strade. Resta - fa notare Proietti - un punto da chiarire, il finanziamento». In poche parole sarà da vedere, a fronte di un costo di 1,8 miliardi di franchi, se il voto del parlamento è solo una formalità o se si aprirà una discussione su questo intervento deciso a fluidificare il traffico là dove si soffre di più delle colonne di auto dei pendolari.

I firmatari? Ridistribuiti nei due Distretti

Per fare memoria della quotidianità che vive (e respira) la regione, i fautori della petizione hanno inscenato una rappresentazione, tagliando, ci spiega Proietti, una torta di terra che simboleggiava il territorio del Basso Ceresio, dove "se PoLuMe dovesse venire realizzato così come proposto, agli abitanti non resteranno che le briciole", ci si lamenta.

È significativa, in effetti, anche la provenienza dei firmatari. Le persone, si conferma, "abitano in larga maggioranza nel Basso Ceresio (25 per cento), nel Mendrisiotto (30 per cento) e nel Luganese (24 per cento). Questo a dimostrazione che il tema del traffico e dell’inquinamento, con il quale si devono confrontare quotidianamente i residenti di queste regioni, è molto sentito ed è fonte di preoccupazione". A dar man forte ci sono, poi, ricorda il Comitato, "associazioni regionali, Municipi, Consigli comunali, gruppi e singoli esponenti politici, così come da privati preoccupati dall’impatto negativo che la realizzazione di questo progetto avrà sulla qualità di vita nella regione". A rincuorare, si sottolinea, c'è il fatto che "il numero di prese di posizione pubbliche critiche o contrarie al progetto ed espresse in questi mesi supera di gran lunga le prese di posizione a favore".

Le parole di Sommaruga

Avrà un peso tutto ciò? Non rimane che attendere di capire l'effetto che avrà questa mobilitazione di popolo, associazioni e istituzioni locali. Soprattutto alla luce delle affermazioni della stessa Consigliera federale Simonetta Sommaruga, messe nero su bianco nella risposta indirizzata a Cittadini per il territorio, Associazione traffico e ambiente e Iniziativa delle Alpi: “Un requisito per l'approvazione del progetto da parte del Consiglio federale – aveva fatto capire la direttrice del Datec – è che la regione sostenga il progetto e che le esigenze ambientali possano essere soddisfatte”. In gioco, richiama il Comitato, ci sono, del resto, salute pubblica a salvaguardia del territorio, non solo il problema del traffico.

Adesso si guarda al Cantone

Oltre che a Berna i promotori della petizione guardano, però, anche a Palazzo delle Orsoline. La posizione del governo cantonale, dice a chiare lettere Proietti, appare un po' come una «nebulosa»: di fatto non si è ancora espresso in veste ufficiale sul progetto dell'Ustra (la cosiddetta variante 4/2) che investe, comunque, ribadisce, circa 58mila abitanti a sud del Ponte diga di Melide.

Giunti sin qui l'auspicio, si rilancia, è che tanto il Consiglio di Stato che il Consiglio federale "nella loro decisione sul progetto PoLuMe, tengano conto delle preoccupazioni e delle rivendicazioni della popolazione residente nella regione e appoggino, quindi, la posizione e le richieste dei Comuni che saranno toccati direttamente da questo progetto, così come quelle della Commissione regionale dei trasporti e dei cittadini". D'altro canto, si chiosa, il potenziamento dell'A2, il cui tracciato "è una ferita nel Ticino meridionale", così come prospettato "ipotecherà il futuro dei nostri figli e nipoti".

 

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