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04.12.22 - 18:51
Aggiornamento: 19:10

Protezione civile Lugano Città, un altro anno in prima linea

Anche nel 2022 i giorni di servizio sono stati largamente di più di quelli del triennio 2018-20, seppur un po’ meno rispetto al 2021

a cura di Red.Lugano
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Gli ufficiali e i sottoufficiali promossi

Un altro anno di intenso lavoro per la Protezione civile Lugano Città. Il Corpo ha presentato nei giorni scorsi nella sala teatro della Chiesa della Trasfigurazione a Breganzona il proprio rapporto 2022, evidenziando come nell’anno che sta scadendo siano stati prestati complessivamente 9’435 giorni di servizio, largamente sopra alla media (7’600) del triennio 2018-20, seppur leggermente meno rispetto all’intensissimo 2021. Questo lieve calo è dovuto all’allentamento della pandemia e della campagna vaccinale, che ha visto i militi delle Pci cantonali in prima linea l’anno scorso. «Ma siamo passati da un’emergenza all’altra», ha evidenziato il presidente della delegazione consortile Alfredo Belloni, riferendosi alla guerra in Ucraina.

Verso un data base unico per i rifugi

Oltre all’aiuto ai rifugiati, l’anno si è caratterizzato anche per alcuni grandi interventi puntuali ‘extra muros’. Ad esempio, gli interventi a sostegno del grande incendio nel Gambarogno e della siccità nel Mendrisiotto. Più ‘classici’ i servizi ormai già consolidati, come quelli per la cura del territorio o il sostegno a manifestazioni come StraLugano, Bike Emotions e Festa nazionale ma anche la non pianificata Ukraine Recovery Conference. E poi, c’è stato un grosso lavoro «sotto la superficie», ha indicato il comandante Aldo Facchini. Letteralmente: «Un esempio sono i rifugi, i posti protetti che devono essere a disposizione della popolazione in caso di conflitto armato o catastrofe. Per anni è sembrato un tema lontano, ma è tornato di attualità. E non tutti sanno che è la Protezione civile a occuparsi di seguire la continua evoluzione dei rifugi: la popolazione che aumenta o diminuisce, edifici con rifugio che vengono abbattuti, edifici che cambiano destinazione e non hanno più rifugi abbastanza capienti, il collaudo degli impianti, la verifica che non siano stati compiuti abusi e tutta la macchina organizzativa legata ai controlli e ai loro esiti. La legge prevede che la valutazione dell’operatività di tutti i posti protetti sia effettuata ogni 10 anni e la PCi Lugano Città, che ne ha ‘in consegna’ 100’000, organizza ogni anno tra le tre e quattro ‘campagne’ di una settimana per effettuare i controlli nei rifugi pubblici e soprattutto nei 3’500 rifugi privati. Eseguiamo 700 controlli all’anno, grazie a 50-60 militi appositamente formati, cosa che ci permette di completare il ciclo di verifica molto prima della scadenza di legge. È uno sforzo gestionale molto importante e ‘invisibile’, che garantisce di mantenersi pronti in caso di necessità. Il prossimo passo, d’intesa con il Cantone, sarà lavorare sull’automazione: oggi le informazioni sono sparse tra varie banche dati che non si parlano. Un ‘contenitore unico’ permetterà di ottimizzare le risorse e concentrarle sugli aspetti operativi".

E a proposito di strumenti di lavoro, per favorire pianificazione e intervento la Pci è riuscita nel 2022 a portare a termine il completamento del catalogo delle prestazioni che i Consorzi possono offrire in tutte le regioni del Ticino, messo a punto con il Cantone. «Si tratta di uno strumento chiaro, sintetico e operativo che indica quali attività possiamo svolgere, come e per quanto tempo in tutti i settori di intervento – ha precisato Facchini –. L’obiettivo di questo lavoro, avviato nel 2015, è stato definire e declinare nel concreto cosa significano ‘prontezza’, ‘capacità di intervento’ e ‘prestazione’ per un’organizzazione quale la nostra. La finalità è soprattutto migliorare la reciproca conoscenza e il coordinamento con i partner di intervento, nonché la condotta interna, rendendo più efficiente ed efficace l’impiego delle risorse».

Le incognite del futuro

La presentazione del rapporto è stata anche l’occasione per discutere del futuro. A cominciare dalle sfide. «Un’incognita è il reclutamento – ha detto Belloni –. La piramide d’età che si restringe nelle fasce giovani, l’esercito che, di conseguenza, sarà più ‘largo’ nella valutazione dell’idoneità al servizio e l’abbassamento dell’età limite per il servizio previsto dalla nuova legge si traducono in molte meno persone a disposizione della Protezione civile. Se ci saranno compensazioni ancora non è chiaro. Se aggiungiamo la crisi energetica e le incertezze in tema di finanze pubbliche, dobbiamo prepararci ad altre annate dure». Ma un passo alla volta. Per l’anno a venire, la parola d’ordine è consolidamento: «L’obiettivo è migliorare e approfondire il nostro servizio a favore dei nostri partner: Comuni, altri enti di intervento come polizia, pompieri, servizi sanitari e servizi tecnici e organizzatori di grandi manifestazioni», ha osservato Christian Albeverio, sostituto comandante e capo dell’istruzione. Si prevedono circa 7’900 giorni di servizio complessivi, emergenze permettendo, e un ritorno del campo estivo per persone anziane a Sommascona, interrotto a causa della pandemia. «Dedicheremo inoltre una particolare e rinnovata attenzione all’istruzione dei militi, ad esempio rafforzando i moduli di istruzione tematici». E a proposito di istruzione, quest’anno la Pci di Lugano Città si è concentrata in particolare sulla messa a disposizione dei propri istruttori per i corsi impartiti al Centro d’istruzione cantonale, per un totale di 190 giorni di servizio complessivi.

Durante l’evento, infine, sono stati promossi dieci Ufficiali e quattordici Sottufficiali e quattro ufficiali sono stati prosciolti. Iniziamo da questi ultimi:

Flavio Guglielmetti, capitano, Gentilino

Sandro Sticca, primo tenente, Lugano

Fabio Torriani, primo tenente, Zurigo

Matteo Albanese, tenente, Porza

Gli ufficiali promossi:

Djuro Anic, sostituto comandante, Camorino

Athos Guanziroli, sostituto comandante, Ruvigliana

Andrea Lamburghini, primo tenente, Muzzano

Andrea Nenni, primo tenente, Cadro

Lorenzo Pelloni, primo tenente, Ponte Capriasca

Igor Zellweger, primo tenente, Savosa

Alessio Maccagni, tenente, Tenero

Ricky Papic, tenente, Pregassona

Salvatore Scalia, tenente, Breganzona

Andrea Seegy, tenente, Comano

I sottoufficiali promossi:

Martin Altin, furiere, Sonvico

Simone Cocchiarella, furiere, Cureggia

Andrea Bombelli, caporale, Viganello

Simone Cattaneo, caporale, Vacallo

Mattia Frigeri, caporale, Figino

Alessio Grassi, caporale, Balerna

Leonardo Londino, caporale, Pregassona

Andrea Marano, caporale, Novazzano

Mathias Morotti, caporale, Gravesano

Alessandro Muscionico, caporale, Pregassona

Olivier Pedruzzi, caporale, Cadro

Kolja Arne Smailus, caporale, Arlesheim

Andrea Tarello, caporale, Bosco Luganese

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