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09.06.22 - 20:01
Aggiornamento: 23:00

Lugano, più posti letto nei bunker che abitanti  

È quanto emerso dal censimento, il primo in Svizzera, presentato dal Municipio sui rifugi pubblici e privati sul territorio comunale

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TiPress (archivio)

Fino a qualche mese fa sapere se la propria abitazione fosse munita o meno di un bunker sarebbe stato l’ultimo dei pensieri. Ma ora che la guerra è tornata a bussare alle porte d’Europa, le cose sono cambiate. Ci si chiede quanto durerà, se mai arriverà in Svizzera e se, in quel caso, saremo pronti in caso di necessità.

Queste, bene o male, le domande e i timori di molti, ma non solo. Infatti, anche il Comune di Lugano, in collaborazione con il Consorzio Protezione Civile Regione Lugano Città, ha deciso di sviluppare un progetto di raccolta, analisi e diffusione dei dati statistici relativi ai rifugi pubblici e privati disponibili in ogni quartiere della città.

«Ci siamo mobilitati perché la situazione politica internazionale ha recentemente evidenziato l’importanza strategica dei bunker. Ma anche perché nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse domande, da parte di chi era intenzionato a stabilirsi nel nostro comune, riguardo la presenza o meno di rifugi pubblici», racconta durante la conferenza stampa Tiziano Galeazzi, municipale e Capodicastero consulenza e gestione.

I posti protetti sono oltre 70mila

Nel censimento si è tenuto conto non solo dei rifugi di proprietà della Città ma anche di quelli appartenenti ai privati. Dai dati raccolti è emerso che, in tutto il territorio comunale, sono presenti ben 73’170 posti, ovvero 9’744 in più degli attuali abitanti (66’585). «Questo significa che la disponibilità di posti è largamente sufficiente a ospitare l’intera popolazione di Lugano –, spiega il municipale che continua –. Nel progetto abbiamo voluto rapportare il numero di abitanti a quello dei posti, in modo tale da determinare se ci fosse oppure no una copertura. In generale il risultato è molto, visto che abbiamo un grado di copertura del 115%».

Però qualche differenza fra vari quartieri c’è. Nel Centro di Lugano, ad esempio, su 5’253 abitanti ci sono 13’190 posti, il che porta a un grado di copertura pari al 251%. Per contro, a Gandria, sebbene vi siano 278 abitanti non ci sono rifugi. Come sopperire a questo?

«Nel caso di quartieri dove invece di un surplus si è registrato un deficit in caso di necessità si può pensare a trovare delle soluzioni provvisorie (nel caso la situazione non fosse di gravità elevata) oppure rivolgersi a zone limitrofe – afferma Aldo Facchini, Comandante della Protezione Civile Regione Lugano Città –. È importante sottolineare che in caso di emergenza bisogna attendere le istruzioni date dalle autorità e non fiondarsi subito nei luoghi protetti».

Un progetto pionieristico

«Quando abbiamo iniziato a interrogarci sulla questione, ci siamo resi conto che a livello svizzero non esistevano dati inerenti ai rifugi. Perciò possiamo dire di essere i primi come Comune a fare queste mappature –, afferma Galeazzi, aggiungendo che –. Questo non solo è un lavoro di qualità dal punto di vista del dato statistico, ma anche della collaborazione tra Protezione civile e i vari organi comunali».

Gli scopi dell’iniziativa sono molteplici, così come le persone toccate. Da una parte il lavoro offre una base di appoggio per la Protezione Civile nel valutare, pianificare e implementare le strutture esistenti dal punto di vista della qualità e delle quantità. Ma può essere un appoggio anche alle istituzioni pubbliche perché permette loro di studiare ed elaborare una linea politica in tempistiche più brevi.

E poi vi è la parte divulgativa, dando alla popolazione informazioni precise, puntuali e facilmente consultabili (andando sul sito web statistica.lugano.ch, nella scheda intitolata: "Protezione Civile: rifugi e posti protetti") sullo stato dei rifugi presenti nei loro quartieri, in modo tale da accresce la loro sicurezza oggettiva.

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