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La festa
14.09.22 - 19:23
Aggiornamento: 21:57

Ignazio Cassis decanta la democrazia svizzera

Il presidente della Confederazione, festeggiato in tutto il cantone, ha richiamato i valori di libertà, responsabilità e pluralismo

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Keystone/Ti-Press
Il presidente della Confederazione accompagnato verso il centro di Lugano
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Ignazio Cassis, il quinto presidente della Confederazione ticinese (dal 1848) è arrivato in piazza della Riforma a Lugano poco dopo le 15 del pomeriggio di oggi, dopo le tappe del treno speciale per i festeggiamenti, alle stazioni di Airolo, Biasca e Bellinzona. Ad accoglierlo a Lugano c’era il Municipio di Lugano, che lo ha accompagnato davanti a Palazzo civico, dove alcune centinaia di persone, aumentate col passare del tempo, lo hanno atteso per una festa che avrebbe dovuto tenersi nel dicembre scorso, ma è stata rinviata a causa della pandemia. I richiami a non dare per scontata la democrazia, i valori di libertà e di responsabilità, senza dimenticare il rispetto delle pluralità, sono stati i passaggi salienti dei discorsi ufficiali di Cassis, del presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e del sindaco di Lugano Michele Foletti.

‘Lugano un po’ al centro del mondo’

Michele Foletti ha fatto gli onori di casa, ringraziando il consigliere federale «per avere portato Lugano, la regione e il cantone, nel cuore dell’agenda politica nazionale e internazionale. In questi mesi ci siamo sentiti un po’ al centro del mondo: Lugano ha ospitato l’incontro con il presidente della Lettonia Egils Levits, proprio qui in questa piazza; la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina a Palazzo dei Congressi, sfociata nella "Dichiarazione di Lugano"; la prima tappa dell’itinerario del presidente attraverso la pluralità svizzera, in occasione del 1° Agosto». Il sindaco ha sottolineato che «nel 2022 abbiamo avuto il privilegio di accogliere ben 12 ambasciatori con i quali la Città ha potuto allacciare interessanti contatti, collaborazioni e numerose testate internazionali hanno dedicato spazio alla nostra realtà. Abbiamo così avuto l’opportunità di far conoscere una Città innovativa e aperta alle nuove tecnologie e di presentare programmi che hanno attirato l’interesse internazionale, come quelli di Lugano Living Lab o il nostro Lugano PlanB dedicato alla blockchain e alle criptovalute».

‘Tessere reti di integrazione’

Foletti ha poi messo in evidenza come Cassis non abbia «trascurato né il resto della Svizzera né l’estero, in un anno che è stato, e ancora sarà, denso di incontri e avventure, dimostrando di muoversi seguendo un disegno non casuale, al centro del quale vi è la volontà di promuovere e sostenere la pluralità, l’unità e la riconciliazione. Il nostro federalismo si fa garante della convivenza fra aspetti diversi di un’unica realtà, riconosce uguale valore alle quattro regioni, lingue e culture svizzere, nel rispetto delle diverse aspirazioni degli individui e delle collettività. Eppure, questi valori non possono mai essere dati per scontati, e oggi ne siamo più consapevoli che mai. Per questa ragione è importante continuare a tessere reti di conoscenza e integrazione».

Zali: ‘Una conquista piena di sostanza’

Claudio Zali, presidente del Consiglio di Stato, gli ha fatto eco rimarcando l’importanza di una giornata come quella odierna: «Cinque anni fa abbiamo lottato uniti per avere un ticinese in Consiglio federale. Da allora abbiamo atteso questo giorno, e ora dobbiamo rallegrarci di vedere un ticinese nuovamente presidente della Confederazione. Questa conquista è piena di sostanza. A titolo personale l’elezione di Cassis mi aveva rallegrato, perché le nostre traiettorie hanno qualche somiglianza. Coetanei, entrambi malcantonesi, la nostra conoscenza risale ai tempi del ginnasio. Ci siamo poi rivisti ai tempi della politica, che per entrambi sono iniziati relativamente tardi».

In 4 lingue: ‘Un Paese con più cuori’

Dopo l’intervento di due studenti di altrettante classi del Liceo Lugano 1 e l’esecuzione del Salmo svizzero, Ignazio Cassis ha messo in risalto che «la Svizzera è un corpo con più cuori». Il presidente si è rivolto direttamente al pubblico: «Ciascuno di voi è un tassello di Svizzera. Qualsiasi sia la vostra lingua, origine, funzione. Indipendentemente dalle nostre idee, ovunque voi siate: qui oppure altrove, comodamente seduti sul divano. Voi tutti, noi tutti, siamo la democrazia. Quella democrazia che è il motore della nostra società. Quindi questa è la vostra festa. È la nostra festa». Cassis ha poi ripercorso sul palco il viaggio intrapreso in treno: «La gioia di tornare a casa oggi è doppia, perché con me sono venuti illustri ospiti. Di tutte le autorità federali e cantonali. Siamo partiti da Berna e ci siamo presi il tempo di ripercorrere la via storica del San Gottardo con la famosa chiesetta di Wassen che si vede tre volte e che abbiamo dimenticato di guardare, perché non ci passiamo più. Ci siamo fermati ad Airolo, a Biasca, il paese d’origine della mia adorata moglie, a Bellinzona e qui a Lugano accogliendo man mano i rappresentanti delle altre Città e degli altri Comuni. Il mio auspicio è che l’intera Svizzera italiana si senta protagonista di questa festa. 24 anni dopo l’ultima festa per l’ultimo presidente italofono della Confederazione».

‘Oggi festeggiamo la pluralità’

Il presidente ha inoltre ricordato la situazione politica internazionale e il conflitto in Ucraina: «Si combatte una guerra in nome di un’identità, contro un’altra identità. Una lingua contro un’altra lingua. La lingua può quindi, delle volte, diventare un’arma, un’arma che può uccidere. Non sottovalutiamo quindi il privilegio di vivere in una nazione dove la convivenza pacifica è possibile. Oggi festeggiamo la pluralità del nostro Paese, quel collante che ci unisce anche se ridiamo, parliamo e sogniamo in lingue diverse, anche se abbiamo idee politiche diverse, anche se siamo confrontati con crisi che ci fanno sentire meno sicuri rispetto a pochi anni fa. Crisi che però non ci hanno diviso e non ci divideranno». Proprio per rimarcare il pluralismo svizzero, Cassis ha parlato anche in francese, tedesco e in lingua romancia.

Il viaggio attraverso il Ticino

Il convoglio ha raggiunto il cantone nel primo pomeriggio di oggi. La prima tappa è stata ad Airolo, dove il presidente e il suo collega consigliere federale Guy Parmelin, accompagnati dalla musica e dalle autorità, si sono diretti al Monumento alle vittime del lavoro di Vincenzo Vela, per un momento di raccoglimento, per poi ripartire verso Biasca, dove sono stati accolti attorno alle 14 dalle autorità del Comune rivierasco. Lo stop successivo è stato a Bellinzona, dove Cassis è stato abbracciato dal sindaco Mario Branda, dalle autorità comunali del capoluogo del Ticino e ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e il consigliere di Stato Manuele Bertoli, mentre gli altri rappresentanti del governo ticinese si trovavano già a bordo del treno speciale partito da Berna. Destinazione finale, come detto, Lugano, dove il presidente, dopo la festa con la popolazione, si è recato al Centro esposizioni per la cerimonia riservata agli invitati ufficiali.

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