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08.07.22 - 05:30
Aggiornamento: 17:50

Progettisti esclusi dal Pse, Zanini: ‘Controlli garantiti’

Replica della capodicastero Immobili di Lugano. Gli esclusi? ‘Gravi manchevolezze’. La qualità? ‘Non data solo dagli architetti’. La causa? ‘Tranquilla’

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«Il controllo e la qualità sono garantiti». Ci tiene a rassicurare cittadini e consiglieri comunali Cristina Zanini Barzaghi, dopo il polverone sollevato dall’estromissione degli architetti progettisti Giraudi Radczuweit dal progetto del Polo sportivo e degli eventi (Pse) di Lugano. Tempesta tutt’altro che placatasi, dato che l’avvocato dello studio d’architettura ha annunciato una causa contro la Città. Ma la capodicastero Immobili si dice «tranquilla».

Che cos’è successo con lo studio d’architettura di Besso?

Recentemente il partner privato ci ha informati che non aveva intenzione di attribuire loro l’incarico per la fase realizzativa del Pse a causa di gravi manchevolezze e mancata collaborazione. Già dopo la progettazione di massima erano emersi all’interno del consorzio di architetti (oltre allo studio escluso, gli spagnoli Cruz y Ortiz, ndr) dei disaccordi sulla conduzione del team di progettazione. Come Città avevamo tentato per diversi mesi una mediazione, purtroppo fallita a causa dell’intransigenza e della poca disponibilità al compromesso dello studio Giraudi Radczuweit. Vista la situazione, il Municipio aveva deciso di mantenere comunque la collaborazione con entrambi gli studi, suddividendo l’incarico in parti d’opera: Giraudi Radczuweit si sono occupati di palazzetto dello sport e blocco servizi, Cruz y Ortiz di arena sportiva e due torri. La situazione però è rimasta tesa e noi ne eravamo a conoscenza. Ora abbiamo preso atto della decisione definitiva del partner privato.

Per quale motivo è una loro decisione e non vostra?

Quando sono sorti i problemi nel consorzio, per poter procedere nei tempi previsti, avevamo deciso di attribuire ad Hrs (l’investitore privato che, con Credit Suisse, realizzerà il Pse, ndr) la coordinazione del team di progettazione. Una modalità operativa che era già contemplata sia nel messaggio municipale sul Pse sia nel concorso per investitori, e che poi è stata formalizzata con un contratto di pianificatore generale secondo la norma Sia 112. Il rapporto contrattuale dei progettisti dunque non era più con la Città ma direttamente con Hrs. Inoltre, a partire dalla fase degli appalti la Città non è più committente: il partner privato assume il ruolo di realizzatore e committente.

L’avvocato Tamagni, rappresentante degli architetti esclusi, cita proprio la norma Sia 112, che prevede che siano i progettisti a occuparsi di determinate prestazioni, come garanzia di qualità e di controllo.

In casi gravi, se le condizioni non permettono di andare avanti con il lavoro, il regolamento della Sia permette anche di cambiare i partner e disdire il contratto.

Sostengono anche che era previsto che si procedesse a lavorare con loro in tutte le fasi.

Di solito è ciò che avviene. Tuttavia in qualsiasi opera il progettista non può essere sicuro di accompagnare i lavori fino alla fine. Il nostro contratto – approvato trasparentemente con un voto popolare – permette degli adattamenti fra la fase di progetto e di messa in cantiere.

Però è vero che negli altri progetti di Hrs, che vanta una buona esperienza nell’ambito della costruzione di stadi in Svizzera, i progettisti iniziali sono rimasti coinvolti fino alla fine dei cantieri.

Sì, normalmente è nell’interesse dell’investitore proseguire con il medesimo team che ha progettato. Ciò avviene quando tutta la squadra è collaborativa e tutti remano nella stessa direzione, è un fattore essenziale per la qualità del progetto.

Ecco la parola magica: qualità. Gli esclusi sostengono che sono stati fatti fuori perché ponevano elevati standard di qualità. E che l’estromissione andrà a pregiudicarla. È così?

La qualità non è garantita da un’unica persona: sono tante le persone e le professionalità coinvolte. Ci vogliono una buona guida e un team affiatato. In ogni caso, la fase di progettazione definitiva è conclusa e la futura qualità della costruzione è già stata definita. La Città deve ora sorvegliare attentamente che quanto deciso sia eseguito correttamente. Gran parte delle scelte è stata fatta e l’Amministrazione cittadina è organizzata per accompagnare i prossimi passi. In ogni caso, la continuità sarà data dallo studio Cruz y Ortiz (capofila), confermato da Hrs, con lo studio d’ingegneria Fuerst Laffranchi, entrambi già membri del Team Sigillo (vincitore del concorso del 2012 con Giraudi Radczuweit, ndr).

Cruz y Ortiz però sono a Siviglia...

Sì, ma hanno anche una succursale a Lugano (in corso Elvezia, ndr) dallo scorso ottobre.

Bene. Poi c’è il grosso tema del controllo da parte dell’ente pubblico.

È evidente che bisogna controllare, come per tutti i cantieri di edilizia pubblica. La differenza è che in questo cantiere l’investitore ha la conduzione generale dei lavori e la responsabilità finanziaria. Il sistema di controllo perciò è ancora più importante. Abbiamo già rafforzato lo staff del Dicastero immobili con collaboratori selezionati in base a esperienze adeguate alla complessità del dossier, in grado di far valere le ragioni dell’ente pubblico. La Direzione di progetto generale è composta da: Gino Boila (presidente, direttore Divisione edilizia pubblica), Roberto Mazza (direttore Divisione sport), Lisa Muscionico (direttrice Divisione gestione e manutenzione) e Christian Peter (project manager, titolare dello studio PPM Projektmanagement) per la consulenza sugli aspetti sportivi. Quest’ultimo ha lavorato per Hrs, ma stiamo parlando di oltre undici anni fa. Non sussiste un conflitto d’interesse (come insinuato da un’interrogazione Ppd dello scorso ottobre, ndr). A loro si aggiungono Alessandro Colombo (caposezione Edilizia pubblica) in qualità di responsabile di progetto generale e Nicole Stoff (sempre dell’Edilizia pubblica) come capoprogetto. Hanno già fatto centinaia di riunioni, conoscono ogni dettaglio del progetto e informano regolarmente il Municipio. Hrs, avendo il dovere di esemplarità, deve sottoporre alla Città tutti i contratti e tutti i piani esecutivi. Tutto passerà al vaglio del nostro staff. La Divisione edilizia pubblica definirà prima dell’inizio dei lavori le modalità di controllo su aspetti quali il dumping salariale, la qualità delle opere e il rispetto dell’ambiente e allestirà un rapporto annuale. Inoltre, abbiamo dei consulenti esterni come supporto al committente: oltre allo studio Wuthier Nicora Sa per la consulenza e l’accompagnamento legale e lo studio PPM Projektmanagement per la consulenza sugli aspetti sportivi, saranno coinvolti ulteriori esperti.

Che compiti avranno?

La supervisione indipendente sui vari temi specialistici, non solo tecnici ma anche finanziari e di organizzazione del cantiere. Anche Hrs si sta organizzando al suo interno per garantire il rispetto della qualità, delle norme e dei parametri.

Perché allora in molti sollevano dubbi?

Perché in Ticino non si è ancora abituati al fatto che nella fase realizzativa l’ente pubblico lavori con degli investitori, che si accollano una parte organizzativa importante.

A proposito, Fulvio Pelli ha ricordato che da contratto gli investitori privati potranno approfittare delle riduzioni di costi. Questo non vi preoccupa per un eventuale gioco al ribasso in materia di qualità?

Ci sarà un controllo anche su questo fattore. Qualsiasi variazione di costo, sia aumento che riduzione, viene discussa fra Hrs e Città. È infatti previsto che Hrs renda conto di tutta la contabilità di cantiere. Non potranno esserci ‘risparmi nascosti’, perché ogni possibile fonte di risparmio dovrà essere concordata e la città ne potrà beneficiare.

Sarete in grado di opporvi se qualcosa non andrà bene?

Sì. La Città ha il diritto di essere informata su ogni aspetto e verificare l’idoneità dei submandatari con diritto di veto in presenza di gravi motivi. Mentre l’approvazione delle modifiche verrà presa sulla base delle deleghe operative o dalla Direzione di progetto generale o dal Municipio.

Torniamo alla querelle con i progettisti esclusi. L’avvocato Tamagni ha annunciato una causa legale, sostenendo che il concorso, originariamente (nel 2012) un ordinario concorso di progettazione, sarebbe stato trasformato in un appalto totale ma che questo sarebbe possibile solo dal 2021 e non retroattivamente. Come replica?

Non stiamo parlando di un appalto totale, i dettagli legali li lascio agli avvocati. Dal punto di vista operativo, il contratto di mandato di progettazione è stato svolto fino alla fine. Abbiamo le licenze di costruzione cresciute in giudicato, un progetto approvato dal Consiglio comunale e votato dal popolo. Con un clima collaborativo di tutte le parti, è possibile preparare bene il cantiere, che sarà certamente molto impegnativo.

Da tempo, ma forse in maniera più marcata recentemente, sembra che lei e il suo dicastero siate sotto attacco. Cosa ne pensa?

Nel caso specifico del Pse, trattiamo temi complicati che non concernono solo l’edilizia. Vedo positivamente le domande che ci vengono rivolte, perché ci permettono di informare su quanto sta succedendo. Le critiche costruttive sono sane, quelle per partito preso un po’ meno. Mi spiace per i commenti negativi nei miei confronti, ci sono abituata. Respingo invece ai mittenti le critiche rivolte ingiustamente al Dicastero immobili, dove lavorano persone molto motivate e impegnate. Le loro competenze sono poco visibili, ma di fondamentale importanza per tutta l’Amministrazione. Posso garantire che la qualità del loro operato è molto alta.

Leggi anche:

Pse, timori per i progettisti esclusi: ‘Controlli da garantire’

‘Il Pse? Lo hanno trasformato in appalto totale’

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