Luganese

Lugano, arriva la prima scuola estiva di criptovalute

Primo passo concreto per il ‘Lugano’s Plan B’. 50 studenti lavoreranno a stretto contatto con esperti e leader del settore a livello mondiale

Saranno ammessi 50 partecipanti
(archivio Ti-Press)
19 maggio 2022
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A Lugano durante l’estate si va a scuola di... criptovalute. La ‘Plan B Summer School’ prevista dal 3 al 16 luglio alla Franklin University permetterà ai partecipanti – ne saranno ammessi 50 – di acquisire competenze nel settore delle criptovalute e della blockchain, rafforzando una nuova generazione di imprenditori, studenti, ricercatori e interessati al tema. «Si tratta del primo passo concreto del Lugano’s Plan B che abbiamo annunciato a marzo – commenta il sindaco di Lugano Michele Foletti –. In questi tre mesi siamo stati sommersi da richieste ed è emersa la necessità di aziende e operatori di blockchain di trovare personale competente. Quello della formazione è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore: vogliamo dare ai nostri giovani e alle generazioni future la possibilità di acquisire conoscenze ed esperienze per poter essere protagonisti della tecnologia del futuro».

Uso delle tecnologie per casi pratici

«Una delle domande più frequenti che ci vengono poste dalle aziende – fa eco Paolo Ardoino, Cto di Tether – è se possono assumere personale esperto sul territorio». Poiché l’adozione delle criptovalute continua a guidare la partecipazione all’ecosistema blockchain, «è essenziale che il mondo della formazione sia reattivo per aiutare a formare meglio non solo i trader e gli investitori, ma anche i futuri proprietari di aziende che desiderano implementare questi strumenti nella loro vita quotidiana». Nelle due settimane di luglio i partecipanti potranno lavorare a stretto contatto con esperti e leader del settore a livello mondiale, seguendo aspetti teorici e di contesto del mondo blockchain, casi di studio e partecipando in modo critico ai dibattiti sul settore. Gli studenti potranno inoltre affrontare in modo pratico lo sviluppo di casi locali e internazionali sulla blockchain e affronteranno temi come meccanismi di consenso, stablecoin, asset digitali, procedure antiriciclaggio e di conformità e molto altro. Al culmine del programma i partecipanti presenteranno i risultati dei loro progetti pratici e avranno l’opportunità di conoscere leader del settore. Tutti i dettagli sul programma e sulle iscrizioni sul sito planb.lugano.ch/summer-school.

Lugano città universitaria

Franklin University e Università della Svizzera italiana hanno subito risposto presente all’organizzazione della ‘Summer School’. «Questa esperienza trasmetterà alla prossima generazione di leader le competenze e le abilità necessarie per prosperare», ha spiegato il presidente di Franklin University Kim Hildebrant. Il prorettore dell’Usi Luca Maria Gambardella vede l’opportunità come «un segnale per poter attirare qui i ragazzi, per far crescere la comunità e il progetto di rendere Lugano una città universitaria per chi studia. È un passo convinto che mi piace molto».

IL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE

‘I soldi non sono a Lugano ma alle Bahamas’

La presenza di Paolo Ardoino a Lugano è stata anche l’occasione per parlare del crollo delle criptovalute che ha tenuto banco nell’ultima settimana. Tether è però rimasta stabile, e il nome dell’informatico è balzato agli onori della cronaca come quello di ‘salvatore’ delle criptovalute, avendo la società garanzie per 87 miliardi di dollari e ha riacceso l’attenzione sulle stablecoin e le loro garanzie di stabilità. Sollecitato in merito, Ardoino ha precisato che non tutte le informazioni comparse su articoli di stampa sono corrette. «I soldi non sono in Svizzera ma utilizziamo le due più grosse banche bahamensi – ha spiegato –. Le informazioni relative alle nostre controparti vengono fornite alla Procura generale di New York su base trimestrale fino alla metà del prossimo anno. Non è un segreto di Stato: forniamo pubblicamente tutte le informazioni sulla composizione del portafoglio di Tether». Per Ardoino, in un discorso generale legato allo criptovalute, «c’è necessità di una regolamentazione per quanto riguarda la protezione degli utenti. È una tecnologia pazzesca che permette di ottenere dei risultati che prima ci si sognava in quanto a digitalizzazione e sicurezza, ma può diventare molto facilmente un ‘Wild West’ senza i controlli adeguati». L’esperto del settore ha inoltre spiegato che «molto spesso dico che tra le prime tipologie di criptovaluta da regolamentare ci sono proprio gli stablecoin, che devono avere una caratteristica fondamentale: la solidità di ripagare ai creditori i soldi». In 48 ore, «Tether ha processato pagamenti per 7 miliardi di dollari, più di qualunque istituzione bancaria. Oggi la situazione si è calmata, ma avremmo potuto continuare fino alla fine perché abbiamo tutte le riserve». Cosa ha insegnato questa esperienza? «Siamo molto soddisfatti di essere stati messi alla prova in questa settimana – conclude Paolo Ardoino –. Ha semplicemente reso onore al lavoro che il team di Tether ha svolto in questi anni».

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