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24.04.21 - 11:17

Asili nido: a Lugano domanda potenziale del 30-40%

Lo dice uno studio commissionato dalla Città. Ma la responsabile socialità rassicura: “Ci sono nuove strutture appena aperte o in apertura”

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Nel Luganese si stanno edificando nuove strutture (Ti-Press/Archivio)

A Lugano, fra città e dintorni, vi è una domanda potenziale del 30-40% di posti in asili nido. Ossia, vi è lo spazio per almeno una struttura aggiuntiva. È forse questo il dato principale che emerge dallo studio commissionato dalla Città sull'offerta di accudimento per bambini fino ai 4 anni nel distretto di Lugano. Ne abbiamo parlato con Sabrina Antorini Massa, responsabile della Socialità.

‘Nuove strutture aperte da poco o a breve’

«Abbiamo commissionato quest'analisi con lo scopo di comprendere se c'è la necessità di creare altre strutture – spiega –. Questo, anche perché ogni tanto è una richiesta che ritorna e alla fine abbiamo deciso di approfondire la questione. E dall'analisi emerge che in realtà questo grosso bisogno non c'è, tenendo conto anche del fatto che da pochi mesi ha aperto l'asilo nido al Campus Usi/Supsi di Viganello e che a breve aprirà quello gestito dall'ente Lugano Istituti Sociali incorporato nella nuova casa per anziani a Pregassona. Di recente ha aperto anche a Pambio-Noranco quello dell'8Hz legato al family co-working. Inoltre, ma non è così a breve termine, con l'edificazione della nuova scuola elementare e dell'infanzia di Viganello è previsto anche l'inserimento di una sezione dedicata all'accoglienza di bambini in età prescolare. Tenuto conto di questi, crediamo che non vi sia un grosso bisogno». Dall'indagine emerge infatti che l'offerta di accudimento – tenendo conto sia delle strutture pubbliche che di quelle private riconosciute – attuale è sufficiente per coprire i bisogni del 30% dei bambini residenti nel distretto sotto i 4 anni. Un dato che sale al 42% se si considera unicamente Lugano. “Un confronto di quest'offerta con l'evoluzione del tasso di frequenza degli asili nido – si legge nella nota diffusa dal Municipio – mostra che l'attuale domanda potenziale di posti è circa del 30-40%”.

Liste d'attese sì, ma vanno relativizzate

Queste percentuali sono tuttavia da interpretare come stime, infatti vi è anche una dose di criticità legate ad alcuni fattori: il numero di bambini effettivamente accudibili è superiore rispetto ai dati statistici; un'occupazione al 100% delle strutture è impossibile poiché gli orari e i giorni in cui i genitori lasciano i bambini al nido possono variare; la presenza di liste d'attesa non significa necessariamente che manchino posti di accudimento in quanto “molte famiglie fanno richiesta d'ammissione in più strutture o hanno preferenze legate agli indirizzi pedagogici”. «Le liste d'attesa comunque ci sono – ammette Antorini Massa –, e infatti il consiglio è sempre quello di muoversi per tempo». Attese che interessano in particolar modo le strutture pubbliche: «Sono di buona qualità e soprattutto costano molto meno rispetto a quelle private. Quindi è normale che in particolar modo le famiglie a reddito modesto privilegino il pubblico».

Da approfondire l'eventualità di una struttura per i weekend

E se la situazione a breve termine dovrebbe effettivamente stabilizzarsi, almeno secondo i pronostici del Municipio, non per questo non ci sono argomenti da sviluppare in quest'ambito. «Sì, abbiamo sul tavolo una tematica da approfondire: un'eventuale struttura aperta più durante i fine-settimana per garantire una miglior conciliabilità famiglia-lavoro anche per chi lavora molto nel weekend. Stiamo valutando diverse opzioni, una di queste è legata alle strutture che fanno capo a grosse realtà aziendali, dove c'è già magari una massa critica legata al lavoro a turni o nei weekend. Si potrebbe anche pensare a un progetto pilota per una partnership di questo tipo. Allo stato attuale probabilmente le persone riescono, con un certo equilibrio o grazie alla rete sociale, ad arrangiarsi, ma ci sono verosimilmente dei margini di miglioramento. Pensiamo poi alle famiglie monoparentali: per loro chiaramente è più difficile districarsi. È un tema comunque ancora tutto da sviluppare, nella prossima legislatura».

Tasso d'occupazione del 93%

Di certo, ed è un altro dato emerso dallo studio, c'è anche che dal 2004 i bambini sotto i 4 residenti sia in Ticino sia a Lugano sono in costante diminuzione. Ciononostante, le strutture nel Luganese sono aumentate fino a rappresentare attualmente la metà dei posti in asilo nido disponibili in tutto il Ticino (987 l'anno scorso). E il loro tasso d'occupazione è del 93% circa: quasi a regime pieno.

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