Luganese

Lugano, fa sesso con una coetanea che sta male

Uomo condannato a due anni di prigione sospesi con la condizionale perché ha approfittato di una donna incapace di intendere e di volere

La donna non era lucida né in grado di opporsi (Ti-Press)
8 marzo 2021
|

Un rapporto sessuale e occasionale fra due coetanei poco meno che trentenni è approdato oggi in aula penale. I due si sono conosciuti alle 5 del mattino su una panchina fuori da una discoteca di Lugano poco meno di tre anni fa. Lei però stava male, aveva appena vomitato, non era in grado di intendere né di volere, ma l'uomo l'ha portata a casa sua, dopodiché i due hanno fatto sesso. Lei, al risveglio ha avuto mal di pancia, è fuggita al suo domicilio, ha parlato con una sua amica e ha sporto denuncia. Il rapporto non è stato consenziente secondo la donna, nemmeno secondo l'accusatrice privata, l'avvocata Karin Valenzano Rossi, né secondo il procuratore pubblico Roberto Ruggeri che ha chiesto una pena di 24 mesi di detenzione sospesi per due anni nei confronti dell'imputato. Nell'arringa, l'avvocato Nadir Guglielmoni ha invece sostenuto una tesi diametralmente opposta chiedendo alla Corte delle Assise Correzionali di Lugano, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, che il proprio assistito venga prosciolto dall'accusa di aver compiuto atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e dall'accusa di pornografia.

Incubi e ricordi che ricorrono

«Sono due anni che convivo con questa vicenda, continuo a pensarci perché non mi permetterei di fare a una donna la cosa che mi viene prospettata come accusa». Sono le ultime parole dell'imputato prima della sentenza. Una sentenza di colpevolezza al termine di un processo indiziario nel quale, sul piatto della bilancia, sono state messe le versioni contrastanti. Il 28enne è stato condannato a 24 mesi di carcere, pena sospesa con la condizionale per due anni. La condanna conferma la richiesta formulata dall'accusa che ha ritenuto responsabile l'uomo che ha approfittato di una sua coetanea, obbligandola a un rapporto sessuale dopo averla conosciuta su una panchina sulla quale lei si era seduta visibilmente non nelle condizioni psicofisiche idonee per decidere alcunché. Il suo domicilio era a 300 metri dalla discoteca ma l'uomo l'ha portata a casa sua, non ha pensato che sarebbe stato meglio accompagnarla al pronto soccorso. «L'uomo, non si comportato come un 'predatore sessuale' - ha messo in evidenza il giudice -. Però, ha agito per puro egoismo e per appagare i propri istinti approfittando sessualmente di una donna che era in condizioni psico-fisiche compromesse e non era lucida». La giovane è stata creduta perché non aveva alcun motivo per accusare l'uomo, né ha formulato richieste di risarcimento nei confronti del 28enne. Il giudice, pur rimarcando lacune nell'inchiesta di polizia che non ha provveduto a far visitare la donna da un medico, ha ritenuto il suo racconto più credibile, lineare e coerente sebbene i suoi ricordi siano venuti a galla man mano nel corso delle indagini. Pagnamenta ha invece ritenuto poco convincente la versione dell'imputato che avrebbe potuto chiamare l'ambulanza come aveva suggerito l'agente di sicurezza della discoteca ma ha preferito accompagnarla a casa sua dove ha detto che lei si è fatta parte attiva per fare l'amore.

Due bicchieri d'acqua, poi il vomito

Lei aveva cominciato la serata bevendo alcol con alcune amiche in un paio di locali pubblici prima di andare in discoteca con loro a divertirsi. Una serata che avrebbe dovuto concludersi altrimenti. Prima di uscire dalla discoteca ha bevuto due bicchieri d'acqua e ha quasi perso conoscenza. Ha raccontato di aver raggiunto la panchina dove aveva vomitato. Non aveva la percezione del proprio corpo, ha indicato con un braccio il palazzo in cui abitava (nel frattempo ha traslocato per cercare di dimenticare) poi ha avuto la sensazione di essere sollevata fino all'auto di proprietà del giovane che poi l'ha accompagnata a casa sua. Il procuratore e l'accusatrice privata hanno messo in evidenza lo sforzo compiuto dalla giovane che le ha impedito di opporsi. Una volta nella casa dell'uomo, ha raccontato di non ricordare cosa sia successo. In seguito, ha avuto Flashback di sensazioni di un uomo dentro il suo corpo. Al risveglio accanto a una persona sconosciuta, era senza mutande, aveva male alle parti intime e in un condensato di angoscia e disorientamento, è scappata, ha preso il bus, è arrivata a casa sua, si è fatta una doccia e ha denunciato l'uomo. Valenzano Rossi ha evocato che la sua assistita ha avuto incubi, fatica a voltare pagina e non si capita del fatto che il giovane abbia approfittato di lei.

Si è contraddetto, 'non è vero' 

Secondo l'accusa, l'imputato ha fornito un racconto diverso contraddicendosi più volte, come quando ha sostenuto che la donna aveva cercato il primo approccio quando erano a letto. Completamente opposta la versione dell'avvocato Nadir Guglielmoni che sottolineato come l'imputato non è il mostro che è stato tratteggiato in aula. L'avvocato difensore ha poi rimarcato come nell'atto d'accusa ci sia scritto che la vittima aveva bevuto ma il tasso alcolemico non è stato rilevato. Secondo il difensore, il reato non sussiste: l'accusato non può che essere prosciolto perché ha fornito i dettagli di quella serata mentre in aula è apparso credibile soltanto il racconto della ragazza. In mattinata, l'imputato ha raccontato che aveva conosciuto la ragazza dopo aver cominciato la serata a casa con un amico, per pii recarsi in discoteca. Dopo la chiusura, ha affermato di averla aiutata perché vomitava vicino alla panchina sulla quale era seduto. La ragazza stava male e le ha chiesto se poteva fare qualcosa per lei che non era in grado dire dove abitasse. Alla domanda 'perché a casa e non ha chiamato l'ambulanza per ricoverarla all'ospedale' lui ha risposto che non gli è parso che stesse così male. Arrivato fuori di casa, l'imputato ha detto che la ragazza sembrava in buone condizioni. Ha chiesto di andare al gabinetto. Anche lui è andato in bagno, al ritorno ha trovato la ragazza nel letto in mutande e reggiseno. Poi hanno fatto l'amore senza contraccettivo e si sono addormentati. Non sa spiegarsi come mai è stato denunciato: dopo aver vomitato, la donna stava meglio a casa sua era consenziente. Ha invece ammesso parzialmente l'accusa di pornografia. 

 

Resta connesso con la tua comunità leggendo laRegione: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔