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27.05.22 - 16:19
Aggiornamento: 17:06

Alta Leventina: Prato e Quinto vogliono unirsi

Nei prossimi giorni sarà inviata una lettera al Consiglio di Stato per avviare la procedura di aggregazione. Airolo, Bedretto e Dalpe hanno rifiutato

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Torna d’attualità il discorso aggregativo in Alta Leventina. «Nei prossimi giorni verrà inviata al Consiglio di Stato la lettera per avviare uno studio di aggregazione tra Quinto e Prato Leventina», conferma a ‘laRegione’ il sindaco di quest’ultimo Comune Davide Gendotti. Uno studio che, almeno inizialmente, prenderà in considerazione solamente una fusione a due, visto che Airolo, Bedretto e Dalpe hanno indicato negli scorsi mesi di non essere interessati al progetto.

Le diverse tappe di una fusione

Stando alla legge cantonale in materia, il primo passo verso un’unione tra Comuni è proprio quello di presentare al governo un’istanza per avviare la procedura di aggregazione. Un passo che può essere fatto anche solo dai Municipi, come è avvenuto per Prato e Quinto. La prossima tappa prevede poi che entro un anno il Consiglio di Stato debba decidere se avviare uno studio d’aggregazione, nominando una commissione nella quale sono rappresentati i Comuni coinvolti. Commissione che, entro un termine preciso, dovrà inoltrare all’esecutivo cantonale una proposta di aggregazione, dopo aver sentito i Consigli comunali. Il governo esaminerà quindi lo studio e, se è necessario, chiederà degli approfondimenti. Una volta concretizzata la proposta essa sarà sottoposta alle assemblee comunali e saranno pure stabilite le modalità della votazione consultiva. In base ai risultati della consultazione popolare, il Consiglio di Stato sottoporrà la proposta di aggregazione al Gran Consiglio che dovrà decidere se accoglierla o meno.

Davide Gendotti: ‘Sono ottimista’

La tempistica sembra insomma essere ancora piuttosto lunga. In ogni caso, «l’obiettivo è di essere a buon punto con lo studio – precisa Gendotti – prima del rinnovo delle cariche politiche del 2024, per capire se eventualmente posticipare le elezioni comunali». Una possibilità prevista dalla legge nel caso in cui (in questo caso) entro novembre del 2023 si è tenuta una votazione consultiva con esito favorevole, vi sia già un messaggio governativo o un decreto di aggregazione del legislativo cantonale. In ogni caso le elezioni si dovranno tenere entro un anno dalla data delle Comunali, quindi entro aprile del 2025. Stando al sindaco di Prato Leventina, è innanzitutto importante capire con lo studio quali siano «gli svantaggi e i vantaggi di un’eventuale aggregazione. È infatti giusto che vi sia un dibattito basato su dati concreti, anche per i più scettici nei confronti di questa eventuale unione». Gendotti è però convinto che a seguito dell’analisi e del dibattito emergeranno «maggiormente dei vantaggi». Insomma, il sindaco è «ottimista», anche perché sennò non si sarebbe fatto questo passo che reputa «positivo».

Non è il primo tentativo

Ricordiamo che è stato proprio Prato a rilanciare il discorso per un’eventuale fusione in Alta Leventina: lo scorso 20 dicembre il Consiglio comunale, a larghissima maggioranza, aveva infatti invitato il Municipio ad analizzare concretamente in tempi brevi quali scenari aggregativi sarebbero stati attuabili. Sono così stati contattati gli altri Comuni della regione e l’unico ad aver risposto in modo positivo è stato Quinto. Tutto ciò dopo che già nel 2007 a seguito di una votazione pre-consultiva, il processo si era interrotto dopo il ‘no’ di Dalpe, Bedretto e Prato opposto al ‘sì’ di Quinto e Airolo. In seguito era quindi emersa l’idea di unione tra questi due ultimi Comuni. Idea però sfumata nel 2018, quando tutti e cinque avevano deciso di rinviare la questione alla corrente legislatura. Un’unione a cinque sembra dunque, per il momento, poco probabile e così ora si tenta la fusione tra un Comune che è sempre stato favorevole (Quinto) e un altro che ha ricevuto un mandato preciso dal suo legislativo (Prato).

Aris Tenconi: ‘Ottimizzazione delle risorse e del territorio’

Un input che è dunque stato accolto positivamente dal Municipio di Quinto che si è detto «favorevole ad avviare questo studio aggregativo», afferma da noi contattato il sindaco Aris Tenconi. Anche se gli altri tre Comuni dell’Alta Leventina hanno rifiutato di aderire a questo progetto, le porte a favore di un loro coinvolgimento «restano aperte», rileva Tenconi. «Anche a Faido alcuni Comuni inizialmente molto contrari, hanno in seguito accettato di unirsi». In quest’ultimo caso la fusione è infatti avvenuta in tre fasi: nel 2006, nel 2012 e nel 2016. Ma quali vantaggi porterebbe l’aggregazione? «In particolare un’ottimizzazione delle risorse e del territorio», sottolinea il sindaco. Inoltre, «vi sarebbe una coordinazione maggiore e una semplificazione per quanto riguarda la gestione di progetti sia piccoli, sia grandi». E non da ultimo, un nuovo Comune più grande «guadagnerebbe anche più peso nei confronti del Cantone».

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Fusione Alta Leventina, non per forza a cinque Comuni

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