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Il comparto dove sorgerà il nosocomio (Ti-Press)
12.04.21 - 18:03
Aggiornamento : 20:41

Sì ai 16 milioni per la Saleggina di Bellinzona

Il Gran Consiglio ha approvato il credito per acquistare i terreni dove dovrebbe sorgere il nuovo Ospedale regionale e per l'ex infocentro di Pollegio

Luce verde da parte del Gran Consiglio – con 80 voti favorevoli, due contrari e due astenuti – ai 16 milioni di franchi per l’acquisto da parte del Cantone dei terreni del comparto Saleggina, dove dovrebbe essere costruito il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona e rivitalizzato del fiume Ticino nell’ambito del progetto già avviato del Parco fluviale. Il credito approvato oggi sarà usato anche per acquisire l’ex Infocentro di Pollegio per servizi di pubblica utilità. In Leventina saranno inoltre spostate parte delle attività militari attualmente presenti alla Saleggina. Infatti, i terreni di quest’ultimo comparto appartengono ad Armasuisse alla quale Alptransit cederà il terreno di Pollegio per le sue esigenze di istruzione militare. Le attività legate allo stand di tiro a Bellinzona (che sarà smantellato) saranno invece integrate nel nuovo Centro polifunzionale d’istruzione e tiro previsto nel Comune di Monte Ceneri.

‘Un effetto domino virtuoso’

Durante il dibattito poco acceso (come dimostra l’esito della votazione) è stato più volte sottolineato l’ottimo lavoro svolto dal Consiglio di Stato (ben quattro i dipartimenti coinvolti) e dalla Commissione parlamentare della gestione per essere riusciti a far convergere progetti e attori diversi in un unico pacchetto. Il relatore commissionale Bixio Caprara (Plr) ha parlato di «un effetto domino virtuoso» che permetterà di accontentare un po’ tutti: a Bellinzona sarà infatti necessaria una nuova sede per l’Ospedale San Giovanni, visto che non vi è più «nessun margine» per adattare e ristrutturare ulteriormente la struttura «che presenta i segni del tempo». Inoltre, il Parco fluviale «consentirà una rilevante riqualifica ambientale a favore di tutta la popolazione». Michele Guerra (pure relatore commissionale e municipale nel Comune di Pollegio) si è da parte sua detto molto soddisfatto che l’ex Infocentro, «contrariamente ai programmi, non verrà abbattuto», ma anzi «sarà valorizzato». Il deputato leghista ha inoltre sottolineato come questo passo possa essere anche visto come un «sostegno alle zone periferiche». Pure per Fiorenzo Dadò (Ppd), altro relatore, la «situazione logistica non più ottimale» del San Giovanni «va affrontata». Con l’acquisto della Saleggina si va dunque in questa direzione, ma questo «non deve aprire il varco a una concentrazione di competenze, sottraendole ad altre parti del cantone», ha avvertito. Il quarto relatore ad esprimersi è stato il socialista Henrik Bang che ha definito la questione come un «puzzle complicato»: essere però riusciti a combinare tutti i pezzi dimostra come «la politica possa anche essere concreta e costruttiva». Inoltre, il Parco fluviale previsto, oltre che portare benefici ai futuri pazienti dell’ospedale, darà anche un «contributo concreto alla biodiversità». In ambito ambientale sarà anche importante la bonifica del terreno della Saleggina, «il cui sottosuolo è inquinato» a causa dell’utilizzo militare e per la presenza tra gli anni 50 e 70 di una discarica per rifiuti edili, solidi urbani e materiale di scavo. E, non da ultimo, pure la riqualifica di 10’000 metri quadri in zona agricola Sac (superfici per l’avvicendamento delle colture) – ovvero la stessa superficie che a Pollegio sarà convertita in zone per attrezzature ed edifici pubblici (Ap/Ep) – è da accogliere positivamente. Ricordiamo che per questa procedura servirà una variante del Piano regolatore dei Comuni di Bellinzona e Pollegio su cui saranno chiamati a esprimersi i rispettivi Consigli comunali. È poi intervenuto a nome dei vari dipartimenti coinvolti, il direttore di quello delle Istituzioni Norman Gobbi: anche il consigliere di Stato ha usato una metafora per descrivere il pacchetto di progetti, ovvero quella del «mosaico» che ha permesso di far «collimare i vari interessi» in gioco. Un mosaico che ha visto la luce anche «grazie all’Esercito» che ha dato la sua disponibilità a vendere i terreni di sua proprietà. Insomma, si è così generata una situazione «win-win» per tutti gli attori coinvolti.

Noscomio previsto nel 2046

Il parlamento cantonale ha dunque dato il via libera alla realizzazione di questi progetti, ma i tempi saranno lunghi. In particolare per il nuovo ospedale che dovrebbe essere inaugurato (se tutto andrà come previsto) nel 2046: i lavori dovrebbero iniziare nel 2028 e richiederanno circa 12 anni. Concretamente, il Cantone acquisterà da Armasuisse per 13,7 milioni di franchi i 214’246 metri quadri del comparto della Saleggina. Su una parte di questo terreno (circa 130mila m2) dovrebbe sorgere il nuovo nosocomio, mentre su quella che si affaccia sul fiume sarà realizzata un’ulteriore importante tappa del Parco fluviale che prevede la rinaturazione di alcuni punti da Bellinzona a Gudo (in totale per questo progetto si parla di 80 milioni di franchi in gran parte sussidiati da Confederazione e Cantone). Attualmente su questo sedime sono presenti lo stand di tiro, accampamenti militari e un’azienda agricola (per la quale, visto che sarà sfrattata, la commissione della Gestione nel suo rapporto e altri granconisiglieri hanno chiesto al Consiglio di Stato di trovare una soluzione, attivandosi nella ricerca di terreni adatti alla pascolazione e alla fienagione così come terreni arabili). Per continuare a svolgere le attività militari Armasuisse acquisterà l’Infocentro di Pollegio e i terreni circostanti di proprietà di AlpTransit, dove è prevista una Piazza militare con caserma. L’Infocentro sarà poi acquisito dal Cantone e sarà utilizzato per servizi di pubblica utilità (investimento previsto di 1,15 milioni). Oltre 1,2 milioni saranno poi necessari per lo smaltimento del materiale inquinato e per garantire la qualità Sac (la bonifica della discarica, per i quali il Cantone stima altri 11 milioni, non è compresa nel pacchetto)

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