Svizzera

Parigi val bene... un congedo. Il ‘militare’ in un giorno e via

Per i giovani franco-elvetici partecipare a una giornata di introduzione all'esercito in Francia vale come adempimento dell'obbligo nella Confederazione

Immagine di archivio
(Keystone)
31 gennaio 2024
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Un unico giorno di servizio (a Parigi) e la pendenza "militare" è archiviata: niente scuola reclute, niente corsi di ripetizione e niente tassa militare. È quanto possono fare i cittadini con doppio passaporto svizzero e francese residenti nella Confederazione, segnala oggi il Tages-Anzeiger (TA).

Come noto chiunque abbia un altro passaporto oltre a quello elvetico può scegliere in quale dei due paesi di appartenenza prestare servizio. La cosa è particolarmente favorevole per i franco-svizzeri: basta prestare una giornata di introduzione all'esercito a Parigi e per la Francia è abbastanza. La Svizzera lo accetta come servizio equivalente.

Nell'ultimo lustro circa 800 giovani si sono recati ogni anno in Francia per evitare di indossare la divisa elvetica, un numero che il quotidiano giudica significativo. Berna ha concluso un accordo bilaterale con la Francia proprio per regolare questo problema: secondo l'intesa la regola (teorica) è che i doppi cittadini devono adempiere ai loro obblighi militari nel paese "in cui hanno la loro residenza permanente al primo gennaio dell'anno in cui compiono 18 anni".

Molto più importante, tuttavia, è la clausola di eccezione. "Prima di raggiungere l'età di 19 anni si può dichiarare la propria intenzione di adempiere agli obblighi militari nei confronti dell'altro stato". E secondo l'accordo, questo obbligo militare si considera adempiuto anche se qualcuno completa i "preparativi militari", indipendentemente dalla durata.

Per dissipare ogni incertezza, nel 2010 ha avuto anche luogo uno scambio di note diplomatiche. In esso, l'ambasciata svizzera a Parigi assicurava alla Francia: "Un doppio cittadino che decide di prestare il servizio militare in Francia anziché in Svizzera e partecipa alla Journée d'appel de préparation à la défense (Japd) è esonerato dal servizio militare obbligatorio in Svizzera e non è tenuto a pagare le tasse di leva". Il ministero degli esteri francese ne ha preso atto ed ha espresso la sua "massima considerazione" all'ambasciata elvetica.

Ma perché, ci si chiede, la Svizzera ha accettato questo regolamento? Cosa ci guadagna? Contattato da TA, il portavoce dell'esercito Mathias Volken non entra nei dettagli, ma afferma: "Il regolamento attualmente garantisce la certezza del diritto per i doppi cittadini".

Come la Germania e l'Italia, la Francia non ha abolito il servizio militare obbligatorio, lo ha solo sospeso. Se necessario, potrebbe essere riattivato in qualsiasi momento. I cittadini svizzero-francesi con doppia cittadinanza sarebbero quindi nuovamente obbligati a completare il loro servizio in Francia. Questo varrebbe anche in caso di mobilitazione: in tal caso devono essere pronti ad andare in guerra per Emmanuel Macron o per i suoi successori, sotto la bandiera tricolore che è già stata di Napoleone e di De Gaulle.

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