Svizzera

Dal 2025 sarà più facile adire i tribunali, anche contro i media

La revisione del Codice di diritto processuale contempla l'uso delle videoconferenze e la maggior facilità di fermare la pubblicazione di articoli critici

(Keystone)
6 settembre 2023
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A partire dal 2025, sarà più facile adire le vie legali. È quanto prevede la revisione del Codice di diritto processuale civile la cui entrata in materia è stata decisa oggi dal Consiglio federale. Cantoni, procure e tribunali avranno tempo a sufficienza per adeguarsi alle nuove regole.

La revisione contempla tra l'altro l'uso dell'inglese e di altre lingue nazionali in tribunale o il ricorso alle videoconferenze, ma anche un giro di vite per i media che intendono pubblicare contributi critici.

Stando alla prima revisione completa del Codice di procedura civile, in vigore dal gennaio 2011 come ricorda una nota governativa odierna, sono state introdotte nuove regole riguardo alle spese giudiziarie. In un prossimo futuro, chiunque vorrà rivolgersi alla giustizia dovrà anticipare al massimo la metà dell'importo integrale presumibile: ora, invece, la persona interessata può essere chiamata ad anticipare integralmente le spese.

Il nuovo Codice di procedura civile rafforza inoltre la procedura di conciliazione. Sebbene siano già molte le controversie risolte con successo in sede extra giudiziaria (tra il 50 e l'80% dei casi), s'intende farne uso ancora più spesso e conferire maggiori competenze all'autorità di coordinamento delle procedure di conciliazione.

Viene inoltre semplificato il coordinamento delle procedure e migliorato il diritto procedurale in materia di famiglia, il che aumenta la certezza del diritto e facilita l'applicabilità del Codice.

Grazie alla modifica, i Cantoni potranno istituire tribunali commerciali internazionali e i tribunali potranno, a determinate condizioni, ricorrere alla trasmissione elettronica di dati audio e video per tenere le udienze nei processi civili. Il Governo definirà i dettagli tecnici e inerenti alla protezione dei dati in un'ordinanza, che conta di porre in consultazione nei primi mesi del 2024.

La lingua del dibattimento

Stando ai risultati dei dibattiti in Parlamento, per quanto attiene all'idioma del dibattimento, si è stabilito che, se il diritto cantonale lo prevede e su richiesta di tutte le parti, possa essere utilizzata un'altra lingua nazionale (esempio: due coniugi francofoni che vivono in Ticino e vogliono divorziare).

L'uso dell'inglese sarebbe possibile unicamente davanti al tribunale commerciale, o davanti al giudice ordinario, nel contenzioso commerciale o davanti all'autorità giudiziaria superiore, se la controversia si riferisce all'attività commerciale di una parte almeno e se al momento del consenso una parte almeno aveva domicilio, dimora abituale o sede all'estero. Tale possibilità, stando al parlamento, è un elemento importante per mantenere l'attrattiva economica della Svizzera.

Giro di vite per i media

Circa i media, in futuro potrebbe essere più complicato pubblicare articoli critici: allo scopo di proteggere maggiormente la personalità di persone o società che finiscono nel mirino dei giornali, le Camere hanno deciso di attribuire al giudice la facoltà di vietare provvisoriamente un contributo qualora possa causare un pregiudizio grave al soggetto in questione, e non "particolarmente" grave come prevede il diritto in vigore.

Attualmente, devono essere soddisfatti tre criteri affinché un giudice possa, su richiesta, bloccare a titolo cautelativo una pubblicazione periodica: la violazione è imminente e causa un pregiudizio particolarmente grave, la violazione non è manifestamente giustificata e la misura non appare sproporzionata.

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