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Ma niente obiettivi circa l’aumento massimo
08.04.22 - 16:17
Aggiornamento: 19:13
Ats, a cura di Moreno Invernizzi

Niente obiettivi per arginare il boom dei costi della salute

La Commissione della sanità del Nazionale sposa il controprogetto governativo, preferendolo all’iniziativa del Centro. Ma con alcuni correttivi

L’aumento dei costi dell’assicurazione malattia obbligatoria va frenato con misure concrete nelle tariffe e nelle analisi di laboratorio, non regolato mediante definizioni di obiettivi.

È quanto pensa la Commissione della sanità del Nazionale che intende ‘correggere’ il controprogetto governativo all’iniziativa del Centro "Per premi più bassi-Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)". Il dossier verrà trattato dal plenum in giugno, indica una nota odierna dei servizi parlamentari.

L’iniziativa del Centro

L’iniziativa vuole fare in modo che i costi evolvano in modo corrispondente all’economia nazionale e ai salari medi, e che i premi rimangano finanziariamente sostenibili. Dal canto suo, il Consiglio federale considera il nesso con l’evoluzione dei salari una misura troppo rigida e non differenziata, che non tiene conto di fattori come l’evoluzione demografica, i progressi tecnici della medicina e la dipendenza dei salari dall’andamento congiunturale.

Vi è il pericolo, per l’esecutivo, che la rigidità della regola in materia di uscite porti a un razionamento delle prestazioni e a una medicina a due velocità.

Il controprogetto

A guisa di controprogetto indiretto, l’esecutivo propone di introdurre nella legge un obiettivo sull’evoluzione dei costi. Confederazione e Cantoni dovranno stabilire annualmente un tetto massimo dei costi in ogni settore dell’Assicurazione di base per le cure medico-sanitarie.

In caso di superamento dell’obiettivo di costo, verrebbero adottati correttivi che potrebbero riguardare l’adeguamento di tariffe o l’autorizzazione di fornitori di prestazioni.

Nessun obiettivo di costo

Dopo aver respinto per 20 voti a 4 l’iniziativa del Centro, la commissione ha approvato il controprogetto – 15 voti a 10 – stabilendo tuttavia di non volerne sapere di una definizione di obiettivi per l’aumento massimo dei costi, come propone il Consiglio federale. La maggioranza teme che l’approvvigionamento dei pazienti possa essere pregiudicato.

La Commissione propone invece una serie di provvedimenti concreti, in particolare per quanto riguarda le tariffe e le analisi di laboratorio. Circa il tariffario medico, ossia il Tarmed, il Consiglio federale dovrà ridurre immediatamente le indennità in eccesso nell’obsoleta struttura tariffale nel settore delle cure mediche ambulatoriali (13 voti a 12). Secondo la volontà della maggioranza, tale provvedimento dovrebbe avere effetto già per la procedura di approvazione dei premi 2024, il che non sembra fattibile per la minoranza. Questa disposizione decadrebbe non appena il Tarmed sarà sostituito da una nuova struttura tariffale.

Qualora poi una convenzione tariffale non soddisfi più i criteri di economicità e appropriatezza e i partner tariffali non si accordino entro un anno su un adeguamento, l’autorità potrà intervenire, stabilendo tariffe differenziate per singole voci della struttura tariffale o per gruppi di fornitori di prestazioni (15 voti a 9). L’autorità potrebbe così, ad esempio, ridurre le tariffe per alcuni specialisti o promuovere i medici di base in alcune regioni.

Da ultimo, le casse malati dovranno rimborsare le analisi soltanto ai laboratori con i quali hanno concluso un contratto (principio della libertà contrattuale, 16 voti a 3 e 5 astensioni). I rimborsi dovrebbero essere inferiori alle tariffe stabilite dall’autorità che approva. Sono esclusi da tale norma i laboratori di studio medico.

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