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Keystone
21.01.22 - 09:04
Aggiornamento : 15:42

Maurer accusa i media: ‘Presentano solo gli scenari peggiori’

Il consigliere federale sostiene che la pressione dei media sulla pandemia ha portato la politica ad applicare misure forse non necessarie

Ats, a cura de laRegione

Il consigliere federale Ueli Maurer critica la copertura mediatica durante la pandemia di Covid-19: a suo parere la pressione dei media in Svizzera ha portato a un inasprimento delle misure anti-pandemiche di portata forse non necessaria.

Secondo il consigliere federale zurighese “Omicron quasi non comporta decorsi gravi della malattia, per questo si può normalizzare progressivamente la situazione”. E a posteriori ci si potrebbe chiedere se si è aspettato troppo a lungo con la normalizzazione, dice il ministro Udc in un’intervista alla “Aargauer Zeitung”.

“Per me, la politica si è sempre basata su tre pilastri: proteggere la salute, attutire le conseguenze per l’economia e mantenere in vita la società”. All’inizio, si trattava quasi solo di salute, ma ora vengono presi in considerazione altri elementi, continua Maurer.

“Il virus è mutato e non sembra più così pericoloso. Se questa scoperta è confermata, tutte le misure possono essere revocate. Le prime tendenze sono incoraggianti, ma è ancora troppo presto per decidere”, aggiunge il ministro delle finanze.

Maurer afferma poi che “quando gli esperti elaborano diversi scenari, i media spesso presentano solo il caso peggiore possibile. Ciò che dà un’immagine troppo unilaterale”. In questo senso relativizza l’indicazione dell’Ufsp secondo cui fino al 10-15% della forza lavoro potrebbe essere infettata; scenario che però non sembra avverarsi. “Ma i media hanno bisogno di un titolo di grande richiamo ogni giorno”, aggiunge.

Purtroppo – continua – i media hanno contribuito molto a questa miseria, perché hanno alimentato solo il peggio. “E il danno fatto in tal modo non è da sottovalutare. Non da ultimo a causa di questa pressione, il Consiglio federale, il Parlamento e i cantoni hanno deciso misure che, in retrospettiva, potrebbero non essere state necessarie nella portata in cui sono state applicate. Questo è il mio rimprovero ai media”.

Il ministro democentrista respinge però la tesi che il Consiglio federale possa lasciarsi guidare da quanto affermano i media. Comunque, logicamente, essi contribuiscono alla formazione dell’opinione della gente e, purtroppo, anche quella delle autorità. Questo influenza l’umore e il clima nell’opinione pubblica.

Secondo Ueli Maurer “la pressione dei media sulla politica è diventata enorme, e non solo per il Consiglio federale. Misure mirate e differenziate come la protezione dei gruppi più vulnerabili non erano quasi più possibili: c’era bisogno di una chiusura e di un irrigidimento generale”.

Quanto all’obiezione dei suoi intervistatori secondo cui, grazie ai media, la gente forse si è comportata in modo più responsabile e prudente, per cui in Svizzera non sono state necessarie rigide misure a livello statale, il ministro ha ribattuto: “So che i giornalisti non prendono bene le critiche dei media (ridendo). Lasciamo perdere”.

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