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(Keystone)
25.10.21 - 08:28
Aggiornamento : 10:14

Alto tasso di vaccinati e offensiva vaccinale uniche alternative

Lo ha dichiarato il consigliere federale Berset ai media d’oltralpe aggiungendo che è ancora ‘troppo presto’ per allentare le misure anti Covid

Il direttore del dipartimento dell’Interno Alain Berset non vede alternativa a un alto tasso di vaccinati e a una nuova offensiva in questo senso. Per ora vuole anche mantenere l’obbligo del certificato, e mette in guardia sui problemi per i viaggi all’estero nel caso di un “no” alla legge Covid.

Il tasso di vaccinazione del 71% in Svizzera è troppo basso in vista della variante Delta più contagiosa, dice il capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI) in un’intervista con i giornali del gruppo CH-Media.

Alzare le spalle non è un’opzione; e anche i cantoni la vedono così, aggiunge Berset. Tutti - sottolinea - entreranno comunque in contatto con il virus. L’unica questione è come: immunizzati con la vaccinazione in modo controllato e sicuro oppure con l’infezione con tutti i rischi che una malattia grave comporta?

“Ancora una volta dobbiamo provare a fare tutto il possibile", continua. "C’è bisogno di un impegno generale per la vaccinazione in modo che insieme possiamo superare bene l’inverno”. In tale ambito Berset propone di aumentare l’uso di centri di vaccinazione mobili, soprattutto nelle città più piccole. I medici in pensione potrebbero assumersi il compito di trattare complicazioni molto rare. Le chiese o le associazioni potrebbero organizzare eventi informativi.

Dato che il tasso di vaccinazione all’inizio della stagione fredda è ancora troppo basso, il ministro della salute non prevede quindi un allentamento delle misure anti-Covid. “Più ci vacciniamo e più persone si infettano parallelamente, più velocemente possiamo ritornare alla vita normale”. Vogliamo evitare che il carico per gli ospedali aumenti così tanto da costringere il Consiglio federale a decidere di nuovo misure severe", aggiunge il responsabile del DFI.

Riguardo all’obbligo del certificato Covid in molti ambiti, il ministro friburghese dice che il Consiglio federale il prossimo mese esaminerà l’opportunità di estenderne la portata, ma che per ora è “troppo presto per affrettare i tempi” in considerazione del numero crescente di infezioni e ricoveri ospedalieri.

Alain Berset mette poi in guardia contro una bocciatura alle urne della legge Covid. “Non solo il certificato ne sarebbe interessato, ma anche gli aiuti per i lavoratori autonomi, i dipendenti, le imprese, per la cultura, lo sport o gli asili nonché i regolamenti come l’esenzione dei vaccinati dall’obbligo di quarantena. Inoltre ci mancherebbe anche la base legale per il sistema dei certificati dalla prossima primavera”.

Tutto ciò non significa che gli svizzeri non potrebbero più viaggiare all’estero, ma sarebbe molto più complicato perché non potrebbero più utilizzare il certificato e dovrebbero accettare delle restrizioni nel paese di viaggio.

Il virus - nota il consigliere federale - continuerà a circolare in grandi parti del mondo per molto tempo. Pertanto, un certificato sarà probabilmente necessario per i viaggi internazionali per un lungo periodo di tempo più lungo. Egli spera per lo meno che dall’anno prossimo all’interno del paese non sia più necessario un certificato.

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