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Keystone
15.12.21 - 15:56

La maggioranza dei Cantoni approva il 2G e il telelavoro

Respinto invece dalla maggior parte degli esecutivi cantonali il passaggio alla didattica a distanza nelle università e nelle altre alte scuole

Ats, a cura de laRegione

Nell’ambito della consultazione lanciata dal Consiglio federale riguardo a possibili nuove misure per contenere la diffusione del coronavirus, la maggioranza dei Cantoni si è detta favorevole all’introduzione a livello nazionale della regola del 2G (accesso solo per vaccinati e guariti) per ristoranti e istituzioni del tempo libero.

Nella loro presa di posizione gran parte dei Cantoni hanno confermato la necessità di ulteriori misure e sostenuto la variante del 2G per gli spazi interni, ha dichiarato oggi all’agenzia Keystone-ATS il portavoce della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) Tobias Bär. La consultazione durava fino a ieri sera. L’idea di una chiusura parziale ad esempio di ristoranti, centri fitness, discoteche e bar ha per contro raccolto poca adesione.

La maggioranza dei Cantoni ritiene poi opportuno un obbligo di lavorare da casa; oltre a ciò vorrebbe che gli allievi del livello secondario II (settore postobbligatorio), ma anche a livelli inferiori, debbano indossare una mascherina a scuola. La maggior parte ha invece respinto il passaggio alla didattica a distanza nelle università e nelle altre alte scuole.

L’introduzione “rapida e su ampia scala” della regola del 2G “è urgentemente necessaria” per evitare un sovraccarico degli ospedali e la chiusura di aziende, ha ad esempio affermato il governo solettese.

La Commissione svizzera dei bar e dei club (CSBC) ha invece messo in guardia da gravi conseguenze e chiesto aiuti economici in caso di introduzione del 2G. Il bilancio del primo fine settimana con tale regola nei club e in parte anche nei bar è deludente, afferma. Oltre l’80% dei 114 locali che hanno partecipato a un sondaggio ha sostenuto di aver registrato una contrazione del numero dei visitatori fino al 75%. Solo presso il 5% dei locali romandi e il 13% di quelli svizzero-tedeschi non vi sono state variazioni.

Quanto agli altri piani del Consiglio federale qualora le misure in vigore attualmente non dovessero rivelarsi sufficienti, le opinioni espresse variano in parte fortemente o non raggiungono una maggioranza.

I pareri divergono ad esempio in merito alla proposta di permettere la partecipazione di al massimo cinque persone agli incontri privati in presenza di una non vaccinata o guarita di oltre 16 anni. Diversi Cantoni hanno sostenuto che la misura non è controllabile e quindi non attuabile. Dissenso anche per quel che concerne un possibile obbligo aggiuntivo di test (2G plus) qualora vaccinati e guariti non possano indossare una mascherina o consumare seduti nell’area interna di un locale.

L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) nega che la situazione in cui versa il sistema sanitario si sia inasprita su tutto il territorio, quindi non vede “alcuna base fondata su prove” per le proposte del governo. L’associazione che difende gli interessi delle piccole e medie imprese è contraria a un obbligo di lavoro da casa e a qualsiasi chiusura e avanza proprie idee come l’estensione dei test ripetitivi nelle aziende. Nel commercio al dettaglio restano valevoli i piani di protezione, la cui “efficacia è comprovata”.

In certi ambiti il dispositivo del 2G può avere un effetto di sostegno psicologico, ma dal punto di vista epidemiologico non è utile, prosegue l’USAM. Laddove viene applicato devono essere fortemente ridotte restrizioni come la mascherina o l’obbligo di consumare seduti. L’organizzazione si oppone infine “categoricamente” alla generalizzazione del 2G plus.

Da parte sua Travail.Suisse insiste su misure di sostegno economico efficaci quale condizione per il suo appoggio alle misure di lotta all’epidemia. Il sindacato respinge chiusure complete o parziali delle imprese. L’obbligo del telelavoro deve essere introdotto con “generose eccezioni” ed essere limitato nel tempo. Va presa in considerazione la situazione individuale dei lavoratori, e vanno prese sotto la lente forme ibride, ad esempio un obbligo di lavoro da casa al 50%.

Il certificato non deve poi essere utilizzato sul luogo di lavoro né nella sfera familiare in modo da non aggravare la spaccatura della società. Inoltre la regola del 2G deve essere limitata all’inverno/primavera 2021/2022 ed essere abolita il più rapidamente possibile.

Travail.Suisse approva infine le eccezioni all’obbligo d’indossare una mascherina in caso d’introduzione del dispositivo del 2G plus e sostiene l’introduzione di questa regola in particolare per le discoteche e i club.

Se necessario, in un prossimo passo il governo vuole escludere i non vaccinati da ampie parti della vita pubblica: in futuro solo chi è immunizzato o guarito potrà entrare in bar, cinema, ristoranti o palestre. Se la situazione lo richiedesse, in alternativa prende in considerazione la chiusura di queste istituzioni. In ogni caso l’esecutivo ha voluto trasformare la raccomandazione dell’home office in obbligo e limitare parzialmente gli incontri privati.

Per il momento non è ancora chiaro se e quando verranno introdotte nuove restrizioni. Il Consiglio federale aveva annunciato di volerne discutere durante la sua seduta ordinaria di venerdì. Nel frattempo le cifre relative alle nuove infezioni si sono un po’ stabilizzate, ma i ricoveri e i decessi hanno continuato ad aumentare.

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