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11.12.20 - 14:02
Aggiornamento: 18:27

Bar e ristoranti chiusi alle 19. Negozi, no aperture domenicali

Valido anche domenica e festivi per negozi, musei e biblioteche, tempo libero e sport. Deroghe per i cantoni se la situazione epidemiologica migliora

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(keystone)

Da domani, bar, ristoranti, negozi, nonché strutture sportive e ricreative dovranno rimanere chiusi tra le 19.00 e le 06.00. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale per lottare contro la pandemia di coronavirus. I cantoni con una evoluzione epidemiologica positiva potranno posticipare il chiusura di quattro ore.

Il Governo ha anche disposto la chiusura degli esercizi commerciali e delle strutture durante i giorni festivi. Fanno eccezione i ristoranti e i bar. Tutte le misure sono limitate al 22 gennaio 2021. Per le notti di Natale e di Capodanno, il "coprifuoco" inizierà all'una del mattino. Le strutture della ristorazione in alberghi riservate agli ospiti dell’albergo, i servizi di fornitura di pasti e i negozi di cibi da asporto (take-away) possono restare aperti tra le ore 06.00 e le ore 23.00.

Come detto, il Governo ha previsto delle eccezioni per i cantoni con uno sviluppo epidemiologico favorevole, che potranno rinviare la "serrata notturna" alle 23.00. Il presupposto è che il fattore di riproduzione sia inferiore sia a 1 che alla media svizzera per almeno 7 giorni. Inoltre, il Cantone deve disporre di una capacità sanitaria sufficiente.

Per quel che concerne le riunioni private il limite di 10 persone (bambini compresi) viene mantenuto. Il Consiglio federale raccomanda inoltre di limitare i contatti a due nuclei famigliari. Insomma, feste di Natale saranno possibili, ma su piccola scala.

Per quel che concerne le celebrazioni religiose, queste saranno ammesse ma non potranno parteciparvi più di 50 persone. Tutti gli altri eventi pubblici - ad eccezione dei funerali e delle riunioni politiche - sono vietati.

Le attività sportive e culturali a titolo non professionale sono ora consentite solo in gruppi di non più di 5 persone. Gli sport di contatto rimangono proibiti. Sono mantenute le eccezioni per i bambini e i giovani, nonché per il settore professionistico.

Il Governo giustifica l'adozione di nuove misure restrittive con il numero di infezioni da coronavirus che rimane ancora molto elevato e in molti cantoni è in aumento. Gli ospedali sono inoltre vicini al loro limite di capacità.

 

'Vogliamo evitare un nuovo lockdown'

Sommaruga: «Al momento non è importante che la gente possa comprare qualcosa, e non importa chi ha deciso cosa: l'importante è che i contagi scendano. Vogliamo evitare un lockdown, il Consiglio Federale verrà incontro ai settori colpiti con nuovi aiuti»

Berset: «Abbiamo deciso di intervenire per poter avere delle alternative e non trovarci in una situazione in cui l'unica soluzione sia il lockdown. Chiunque non rispetta queste norme, più blande di quelle degli altri Paesi, ci avvicina a misure più rigide. Settimana prossima discuteremo ancora della pandemia se la situazione dovesse avere un'evoluzione negativa. Siamo tutti scoraggiati perchè dobbiamo evitare i contatti e non c'è atmosfera festiva, ma bisogna essere lungimiranti e ridurre i contatti fino all'arrivo del vaccino. Dobbiamo superare l'inverno con le nostre forze, non possiamo appoggiarci a un vaccino anche se arrivasse a gennaio perchè non risolverà la situazione e non ci farà superare l'inverno».

Più soldi per le imprese e la cultura

A causa della situazione epidemiologica tesa e delle ulteriori restrizioni imposte oggi alle attività economiche, il Consiglio federale ha deciso di chiedere al Parlamento altri mezzi per aiutare le aziende in difficoltà portando l'attuale programma di sostegno da 1 miliardo di franchi totali a 2,5 miliardi.

Come ricordato davanti ai media dal consigliere federale Ueli Maurer al termine della seduta odierna del governo, tale intervento supplementare s'inserisce nel dibattito in corso in Parlamento sulla legge Covid-19, norma che prevede un sostegno ai casi di rigore, concetto che include in particolare quelle imprese attive nel turismo e nel settore della cultura che stanno soffrendo più altre l'attuale situazione.

La settimana prossima, ultima della sessione invernale, il Consiglio federale presenterà quindi le sue ultime proposte alle commissioni competenti delle Camere, proposte che dovranno essere discusse ed eventualmente integrate nella legge entro la fine della settimana. Ieri, gli Stati hanno rinviato il dibattito, a livello di divergenze, sulla Legge Covid-19 proprio nell'attesa delle ultime decisioni del Governo.

Tali decisioni prevedono, ha spiegato il ministro delle finanze, un'iniezione supplementare di 1,5 miliardi da parte della Confederazione, di cui 750 milioni verrebbero assunti assieme ai Cantoni, responsabili per il 33% della somma (250 milioni). Per questa parte degli aiuti valgono i criteri fissati nella Legge Covid-19, ossia una perdita di fatturato del 40%.

In caso di necessità, ha aggiunto il ministro democentrista, la Confederazione potrà erogare 750 milioni supplementari a favore dei provvedimenti cantonali concernenti i casi di rigore, senza ulteriori contributi dei Cantoni. In tal modo, l'esecutivo avrà la possibilità di sostenere in maniera mirata e flessibile i Cantoni particolarmente colpiti dai provvedimenti volti a contenere l'epidemia di Covid-19, ha sottolineato Maurer.

Un'altra richiesta del Consiglio federale riguarda il settore della cultura. Il Governo non vuole solo sostenere le società attive in questo settore, ma anche i singoli attori culturali che potranno richiedere indennità per perdita di guadagno.

Le nuove misure in sintesi

 

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