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Keystone
Svizzera
01.07.20 - 20:280

Il Consiglio federale fa un altro sforzo economia per l'economia

Il Governo ha adottato oggi ulteriori misure a favore di aziende, indipendenti e trasporti pubblici. Maurer: debito riassorbibile senza aumento delle imposte.

Non solo obbligo di mascherine sui trasporti pubblici e quarantena per chi rientra in Svizzera da paesi a rischio. Oggi il Consiglio federale ha adottato anche una serie di ulteriori provvedimenti a favore dell'economia, in affanno a causa della pandemia di coronavirus.

Indennità per lavoro ridotto prolungata a 18 mesi, Ipg fino a metà settembre

Il Consiglio federale ha deciso di prolungare da 12 a 18 mesi la durata massima per beneficiare dell’indennità per lavoro ridotto (Ilr). Inoltre il periodo di attesa è di un giorno. Questa modifica della relativa ordinanza scatterà il 1° settembre 2020 e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021.

In questo modo dal 1° settembre 2020 la durata massima salirà a 18 mesi, dando così alle imprese più tempo per continuare a beneficiare dell’Ilr per i loro dipendenti.

Fino a fine agosto 2020 le aziende possono chiedere l’indennità per lavoro ridotto per 12 mesi al massimo sull’arco di due anni. Proprio per evitare un’ulteriore crescita della disoccupazione, il Consiglio federale ha pertanto deciso di prolungare la durata massima di percezione dell’Ilr.

Il governo ha pure deciso di prolungare fino al prossimo 16 settembre il diritto all'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus per i lavoratori indipendenti direttamente e indirettamente colpiti dalle misure adottate contro il Covid-19. Tale indennità è accordata anche ai titolari di società anonime (SA) o S.a.g.l. impiegati nella propria impresa attiva nel settore ricreativo.

800 milioni per le aziende di trasporto pubblico...

Il Consiglio federale intende poi adottare diverse misure per garantire la solvibilità delle imprese di trasporto pubblico ed evitare che l’offerta debba essere ridotta. A tal fine prevede lo stanziamento di 800 milioni di franchi.

I trasporti pubblici (TP) e il traffico merci per ferrovia hanno fortemente risentito delle misure adottate per contrastare il coronavirus. A seguito della raccomandazione del Consiglio federale di rimanere a casa, la domanda nei TP è diminuita anche dell'80 per cento e si sta normalizzando solo lentamente. Poiché molte aziende hanno dovuto chiudere, anche il trasporto di merci su rotaia ha registrato una forte contrazione.

Tutto questo ha causato una notevole riduzione dei ricavi, che le imprese attive nei TP possono compensare solo in parte sciogliendo le riserve o riducendo le uscite durante la pandemia. Per evitare un’interruzione delle catene di trasporto e consentire alle imprese di continuare a esercitare la loro importante funzione, secondo il Consiglio federale sono necessarie misure di sostegno finanziarie.

...e 550 milioni alle FFS
 
Il Consiglio federale ha anche deciso di aiutare le Ferrovie federali svizzere (Ffs) a superare un grave problema di liquidità. A causa della pandemia da coronavirus l’impresa necessita temporaneamente di fondi supplementari. A tal fine riceverà dalla Confederazione ulteriori 550 milioni di franchi sotto forma di mutuo con una durata massima di un anno e remunerato al tasso d’interesse usuale sul mercato. Finora il mutuo era limitato a 200 milioni di franchi.

In qualità di proprietaria delle Ffs, la Confederazione è tenuta a evitare che l’impresa diventi insolvente. L’Esecutivo ha pertanto deciso di adeguare l’accordo vigente sulla concessione di mutui nel settore della tesoreria concluso tra la Confederazione (rappresentata dall’Amministrazione federale delle finanze, AFF) e le FFS. Si tratta di una soluzione di rapida applicazione.

Per l’autunno le Ffs presenteranno una nuova pianificazione aziendale a medio termine per il periodo 2021–2026, in cui si terrà conto anche delle incertezze legate all’evoluzione della domanda nel traffico viaggiatori. Su questa base si decideranno altre eventuali misure per il finanziamento a medio termine delle FFS.

Un deficit di un miliardo di franchi nel 2021

Il preventivo 2021 della Confederazione, approvato oggi dal Consiglio federale, prevede un deficit di 1 miliardo di franchi. Nella sua consueta seduta settimanale il governo ha inoltre discusso del debito dovuto alla pandemia: debito che, secondo l’Esecutivo, essere ridotto senza aumentare le imposte. A fine anno, basandosi su una panoramica della situazione politico- finanziaria, il Consiglio federale prenderà una decisione concreta su un piano di rientro.

Nell’anno in corso la Confederazione si attende perdite a livello di entrate fiscali superiori a 5 miliardi, mentre nel 2021 le entrate dovrebbero rimanere pressoché stabili al livello del preventivo 2020.

Per l’anno prossimo è prevista una crescita delle uscite del 2 per cento, segnatamente a seguito della pandemia di COVID-19. A tal fine, per il 2021 sono preventivati 1,6 miliardi (in particolare pagamento delle fideiussioni, pacchetti di aiuti per lo sport, finanziamento dei test COVID-19). Si presuppone che a queste uscite se ne aggiungeranno altre destinate, ad esempio, al settore dei trasporti pubblici (misure contro il COVID per i trasporti pubblici).

A fine anno decisione sulla riduzione del debito dovuto al coronavirus
 
Il Consiglio federale parte dal presupposto che il debito potrà essere ridotto senza dover aumentare le imposte. Soltanto nei prossimi mesi si potrà valutare in modo più preciso in che misura le finanze federali saranno state effettivamente gravate dalla pandemia e in quale direzione l’economia si svilupperà in avvenire. Pertanto, il Consiglio federale prenderà una decisione concreta riguardo alla modalità di riduzione del debito straordinario dovuto al coronavirus a fine anno, basandosi su una panoramica della situazione politico-finanziaria. Grazie alla situazione di bilancio tuttora solida e stabile – anche nel confronto internazionale – e alla politica della spesa pubblica rigorosa, l’Esecutivo è convinto che questo debito potrà essere estinto a medio termine. Questo permetterà alla Svizzera di continuare a essere una piazza finanziaria ed economica attrattiva.

 

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