Sportellate

Quando il sorteggio si rivela boccaccesco

Breve cronaca del weekend appena trascorso, fra intermezzi sconci e dirigenti sportivi poco rispettosi dell'incolumità delle atlete

5 dicembre 2023
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Va bene che Amburgo fu a lungo capitale del diporto a luci rosse – e che finire nello stesso gruppo dei tedeschi padroni di casa era proprio ciò che giocatori e vertici rossocrociati auspicavano –, ma manifestare il proprio godimento in diretta tv con l’audio di un film porno è parso decisamente esagerato.

I lascivi gemiti uditi proprio mentre dall’urna veniva estratto il nome della Svizzera – opera di un frescone non nuovo a simili exploit – resteranno fra i dettagli che meglio ricorderemo del sorteggio per Euro 2024. Vero è che motivi per provare piacere, di recente, la nostra Nazionale non ne aveva regalati – e quindi la voglia di manifestare il proprio appagamento era tanta – il contegno però, in certi consessi, non dovrebbe mai venir meno, ma tant’è.

Insieme alla Germania, la sorte ci ha regalato Scozia e Ungheria, nazioni che in alcuni periodi della storia hanno rappresentato il meglio al mondo in quanto a football, ma che ormai da tempo immemorabile fanno del piccolissimo cabotaggio ai margini estremi del calcio che conta. Ranking Fifa alla mano – e risultati colti negli ultimi due decenni – pongono magiari e celti in subordine rispetto agli elvetici, ai quali dunque non dovrebbe sfuggire il secondo posto finale nel girone. O addirittura il primo, se i teutonici dovessero continuare a giocare male come hanno fatto negli ultimi mesi. Innegabile è però che pure la Svizzera nelle ultime uscite ha fatto piangere – per dirla in modo elegante – e dunque azzardare pronostici anche stavolta risulta assai difficile, se non impossibile.

Ci sarà comunque – si spera – da divertirsi, specie per le diverse decine di migliaia di supporter rossocrociati che, complice la prossimità geografica, l’estate ventura potranno sostenere la squadra guidata da Murat Yakin davvero da vicino, direttamente in loco: a Colonia e Francoforte, tanto per cominciare, città prive del richiamo pecoreccio del porto anseatico dov’è andato in scena il sorteggio con siparietto licenzioso, ma pur sempre fornite del loro perché.

Se il girone viene da tutti considerato alla nostra portata, indiscutibilmente più duro sarà il prosieguo del torneo nel caso dovessimo riuscire a superare la prima fase, dato che negli ottavi beccheremmo una fra Spagna, Croazia e Italia, tutte inserite insieme nel cosiddetto girone della morte. Per battere squadre simili servono miracoli, eventi certo rarissimi ma non impossibili, dato che nell’ultima edizione della kermesse continentale Sommer e compagni furono in grado di mandare a casa nientemeno che la Francia. Il pericolo di andare a sbattere contro il cemento armato, ad ogni modo, sarà altissimo.

Così come di farsi male hanno rischiato parecchio le gigantiste che nel weekend si sono sfidate sulle nevi canadesi di Mont-Tremblant, costrette dagli organizzatori a gettarsi dal pendio in condizioni atmosferiche proibitive: nebbia, neve e visibilità pari praticamente a zero. Una scelta da incoscienti, dettata da ragioni economiche oltre che di calendario: mai come quest’anno le prime settimane di Coppa del mondo di sci hanno visto annullare così tante gare, col risultato che i marchi degli sponsor sono rimasti oscurati per la maggior parte del tempo, e ciò ovviamente non fa bene a nessuno. Pur di onorare gli impegni, dunque, le ragazze sono state mandate allo sbaraglio, e l’enorme fortuna è che nessuna di loro si sia fatta male.

Bello, in questa situazione, è stato vedere Lara Gut-Behrami farsi portavoce di tutte le sue colleghe e prendere una posizione netta contro gli scriteriati che giocano a dadi con l’incolumità delle atlete. La ticinese, ormai veterana del circo bianco, senza mezze misure ha definito pazzi i padroni del vapore. Accusata in passato di pensare solo a se stessa e di fare vita del tutto separata dal resto delle sue colleghe, in questa occasione Lara – con l’autorevolezza che palmarès e anagrafe le conferiscono – ha invece dato dimostrazione di grande solidarietà nei confronti di rivali e compagne, come si confà insomma a una campionessa assoluta.

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