Formula 1

In Spagna tra pettegolezzi e informazioni ‘insider’

Domani, domenica, si corre il sesto Gran Premio della stagione e Sergio Perez torna al volante dopo la positività al Covid. Tiene banco il caso Racing Point

Mentre, sul fronte Hinwil, Kimi è stufo di fare figure (Keystone)
15 agosto 2020
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In un Mondiale in pratica già vinto dalla Mercedes-Benz e da Lewis Hamilton, è abbastanza naturale che trovando poco spazio l'agonismo traggano giovamento i pettegolezzi e le informazioni 'insider'. Mentre in Spagna Sergio Perez si riprende il suo sedile, essendo finalmente negativo al test del tampone, ma siamo confidenti che Hülkenberg possa ritrovare un volante nuovamente nel 2021: infatti due suoi sponsor storici lo stanno sostenendo, dunque le trattative possono proseguire, in una F1 in cui di veri piloti su ingaggio rimangono sempre meno. Potrebbe peraltro essere proprio il tedesco il sostituto di Giovinazzi, qualora il tarantino dovesse andare in Ferrari anzitempo al posto di Vettel. Con il vantaggio ulteriore di regalare qualche informazione sulla Racing Point. A proposito: in settimana la Mercedes si è trovata molto sotto pressione sulla vicenda Racing Point, tacciata di un silenzio imbarazzato perché i fatti imputati alla 'rosina' sono difficilmente confutabili, e ha preso la decisione di parlare chiaro alla Williams così che la signora Claire - figlia di Frank - ha dovuto desistere dall'idea di proseguire nel ricorso, pena il rischio sulla fornitura dei propulsori. Altrove sarebbe chiamato ricatto.

Intanto ha sorpreso l'attacco frontale di Chris Horner della Red Bull, inglese che abitualmente lascia fare il panzer a Helmut Marko. Questa settimana, invece, su un noto portale internet che parla di Formula 1 ha detto senza mezzi termini che la Mercedes-Benz debba vergognarsi, e che è giusto ora andare sino in fondo senza usare cavilli. Spieghiamolo il cavillo: copiare una pinza dei freni, non essendo la parte inserita nel documento tecnico generale come per altre parti più importanti, non può essere considerato un plagio che possa sortire squalifiche e ammende milionarie, come ad esempio nel caso di propulsore o sospensioni. Binotto ha invece rammentato la sua infanzia, dicendo bene che ai tempi vi fossero studenti che si impegnavano per dare gli esami e altri che copiavano, aggiungendo che lui era un secchione e dunque intende perseguire i copioni.

Sebastian Vettel, invece, è in grande imbarazzo. Vorremmo dapprima spiegare come a volte la cattiva sorte in certi momenti si accanisca sulla carriera di uno sportivo. I banali avranno commentato che 'Seb' si è girato da solo, ma non è esattamente così: davanti a lui Leclerc piazza una frenata, e nei video si vedono le Pirelli fumare, così lui inchioda e si sposta, apre il gas per non perdere troppe posizioni, e quando una copertura va sul cordolo, scivola e 'patatrac'. 

Intanto l'annuncio Racing Point è imminente, le lite interne e le fratture sempre più evidenti con Ferrari. Ieri Simone Resta ha dovuto ammettere che nel telaio di 'Seb' qualcosa non andava bene e che in Spagna ne riceverà uno nuovo. Insomma è molto semplice vedere le responsabilità in modo unilaterale, ma per evitare una lite come quella fra Prost e Ferrari forse sarebbe meglio lasciarsi ora.

Poi c'è Raikkonen, stufo di fare brutte figure e che soprattutto non offre alcuna speranza all'Alfa Romeo Racing di poter migliorare se non nel 2021, ma sembra che la sua pazienza sia oramai colma. La cadenza così rapida tra un GP e l'altro toglie spazio ai lavori di miglioria, e a Hinwil lo sanno bene.

Chiudiamo con il capitolo Hamilton e i record di Schumacher: è perfettamente ridicolo parlare di punti e di 'pole' quando ai tempi del tedesco le gare erano 15 contro le 20 del periodo Hamilton, quindi semmai sarebbe giusto sancire che il britannico è un pilota fortissimo, ma Michael resta il più grande e lo sarà per molto tempo. Anche nel cuore di molti.

 

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