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CICLISMO
21.07.22 - 17:40
Aggiornamento: 21:06

Spettacolo Vingegaard: è lui il padrone della Grande Boucle

In un giovedì epico, segnato dagli scatti di Pogacar e da grandi momenti di vero sport, alla fine a spuntarla è la maglia gialla, pronta a vincere il Tour

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Keystone
Senza esclusione di colpi

Tanto spettacolo, grandi battaglie e molta onestà. In un giovedì indimenticabile, concluso con il trionfo della maglia gialla, il danese Jonas Vingegaard.

Eppure Tadej Pogacar, il ventitreenne inseguitore che ha giurato di provarci in tutti i modi per sfilare dalle spalle dello scandinavo la maglia gialla di leader, non si risparmia davvero. Lo sloveno scatta una prima volta a 38 km dalla fine, a sei dallo scollinamento sul Col de Spandelles nonostante sappia che nel menu c’è ancora l’asperità finale dell’Hautacam. Pogacar però sa bene che questa è l’ultima grossa occasione per provarci, e così decide di attaccare comunque su una salita interminabile all’8,3% di pendenza media. Non funziona, ma lui ci riprova poco dopo: non una, non due, ma per ben tre volte. Vingegaard tuttavia non molla di un centimetro, anche se all’ultimo tentativo sembra faticare per chiudere, pur riuscendoci.

Tuttavia, i momenti più drammatici arrivano in discesa. Prima lo stesso Vingegaard riesce incredibilmente a salvarsi da una caduta che sembra inevitabile, quando gli scappa la ruota posteriore. Poco dopo, però, è lo sloveno a cadere davvero, scivolando dopo essere andato un po’ largo ed essere finito sulla sabbia. Uno scivolone senza conseguenze, ma che dà vita a un momento di grande sport: Vingegaard, infatti, capisce cos’è successo e non vedendo arrivare il rivale si rialza e l’aspetta, e quando Pogacar riesce a raggiungerlo lo ringrazia stringendogli la mano. Arrivati in fondo alla discesa si ricomincia a salire, ma adesso i due non sono soli, con loro ci sono all’inizio anche Geraint Thomas, che però poi si stacca, e Sepp Kuss. E a poco a poco riescono a riprendere uno dopo l’altro tutti coloro che erano in fuga praticamente sin dall’inizio, soprattutto quel Wout Vvan Aert ripreso a cinque chilometri dal traguardo e che, invece di mollare, inaspettatamente si mette a tirare per il compagno di squadra Vingegaard. Per Pogacar, naturalmente, è l’inizio della fine: il belga e il danese fanno l’andatura e lo sloveno si stacca, esaurendo sulla strada per l’Hautacam le ultime speranze di riaprire un Tour di quelli indimenticabili, mentre una maglia gialla sempre più gialla mette il turbo e va a vincere una incredibile diciottesima tappa, chiudendo con un vantaggio di un minuto e tre secondi sul suo grande rivale.

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