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I portabandiera rossocrociati
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Tokyo 2020
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23.08.21 - 17:01
Aggiornamento : 17:38

Paralimpiadi, obiettivo sei medaglie per il team elvetico

Domani la cerimonia inaugurale dei Giochi di Tokyo. Ventuno gli atleti rossocrociati, tra neofiti di belle speranze e campioni navigati

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Scattano domani alle 13 (ora svizzera) con la cerimonia inaugurale I Giochi paralimpici di Tokyo. Per la prima volta nella storia del paralimpismo, la delegazione svizzera sarà guidata da due portabandiera, Manuela Schär, atleta su sedia a rotelle, e Philipp Handler, sprinter con un deficit alla vista, entrambi veterani della rassegna a cinque cerchi. Una scelta, quella della coppia di alfieri, fatta per significare la parità di genere. Dei 21 rossocrociati presenti in Giappone, le donne sono 13, gli uomini 8. «Per la Svizzera il genere non ha mai avuto alcuna importanza, ma riteniamo giusto che sulla ribalta internazionale siano rappresentati entrambi», ha spiegato il capo delegazione Roger Getzmann. «Manuela Schär e Philipp Handler sono entrambi degni di rappresentare la Svizzera e il paralimpismo elvetico. Ottengono da molti anni risultati eccezionali e si spendono a favore della causa del movimento paralimpico».

«È un onore immenso che rende le mie Paralimpiadi ancora più eccezionali - ha commentato Manuela Schär -. Ho già condiviso manifestazioni di grande importanza con Philipp. È molto bello e divertente pensare di portare la bandiera assieme, ci rende entrambi felici e orgogliosi».

In virtù delle restrizioni legati alla pandemia e all’arrivo scaglionati delle delegazioni, non tutti gli atleti saranno presenti alla cerimonia inaugurale. Altresì, gli specialisti della handbike non alloggeranno al Villaggio olimpico, bensì nei pressi del luogo delle gare, il Fuji Speedway. Assenti anche le due giocatrici di badminton (sono ancora al campo d’allenamento di Fukushima).

Sono 540, nel complesso, le medaglie messe in palio nelle 22 discipline del programma olimpico. Roger Getzmann ha fissato a 6 l’obiettivo della spedizione rossocrociata. In una competizione in cui mettere al collo delle medaglie è sempre più complicato. Nel 2012, ai Giochi paralimpici di Londra, la Svizzera ne conquistò 13, a Rio cinque anni fa solo 5. «Una previsione realistica ci induce a pensare a 6», puntualizza Getzmann. All’origine del calo di allori, stando al capo delegazione elvetico, ci sarebbe «la professionalizzazione estrema della scena paralimpica. Basti ricordare che a Barcellona, nel 1992, la Svizzera portò a casa addirittura 35 medaglie».

In Giappone ormai da qualche giorno con la maggior parte del contingente degli atleti, Roger Getzmann ha avuto modo di apprezzare il rispetto delle severe norme sanitarie in vigore. «Indossare la mascherina e rispettare le distanze sono vincoli sui quali il controllo è molto rigoroso. Tutti i membri della nostra delegazione si sentono in sicurezza, l'organizzazione è impeccabile. Più del 70 per cento delle persone coinvolte in un modo o nell’altro nei Giochi è vaccinato», ha spiegato il dirigente di Swiss Paralympics.

L’atletica con tanti veterani

La squadra dell’atletica leggera è formata da atleti esperti. Beat Bösch è alla sesta partecipazione olimpica. Agli Europei ha disputato un eccellente 100 metri. Grande ambasciatrice del movimento svizzero del para-atletismo, Manuela Schär affronta i Giochi per la quarta volta. Nel suo palmares manca solo la medaglia d’oro (ha vinto più volte titoli mondiali ed europei). Il suo compagno di squadra Marcel Hug l’oro se l’è messo al collo cinque anni fa, a Rio, dove centrò la strepitosa doppietta 800 metri/maratona. A Tokyo partecipa con una sedia a rotelle di nuovissima concezione, frutto di un progetto realizzato e sviluppato dal Politecnico federale di Zurigo, Orthotec, Sauber, Swiss Side e dalla Fondazione svizzera per paraplegici.

Il velocista Philipp Handler, le atlete in sedia a rotelle Catherine Debrunner e Patricia Eachus, nonché la sprinter Elena Kratter e Sofia Gonzalez (sprint, salto in lungo), si presentano al via delle rispettive competizioni con ambizioni dichiarate. Kratter e Gonzalez sono alla prima partecipazione ai Giochi e ambiscono a tradurre le emozioni del debutto in risultati sportivi rilevanti.

Sulle tracce del maestro

Nel ciclismo, Heinz Frei è addirittura alla nona partecipazione ai Giochi estivi (vanta anche due presenze alla rassegna invernale). Al suo attivo già 15 medaglie d’oro. Sandra Graf, oro nella cronometro nel 2012, è stata la portabandiera a Rio nel 2016. Forte del secondo posto mondiale nella prova su strada, Sandra Stöckli prenderà parte alle gare sul Fuji Speedway, un circuito automobilistico costruito ai piedi del celeberrimo Monte Fuji. A Rio, Tobias Fankhauser aveva conquistato l’oro, nella prova su strada, ma per Fabian Recher questa rassegna nipponica rappresenta il debutto. Lo scorso giugno ha destato scalpore conquistando la medaglia di bronzo agli Europei in Portogallo nella prova su strada e due altri piazzamenti nei migliori nove.

Nuoto con giovani neofiti

È con ottime credenziali che gli atleti elvetici affrontano la gare di nuoto, pur essendo neofiti e molto giovani: Leo McCrea (17 anni) e Nora Meister (18) si sono già messi in luce agli Europei in Portogallo, dove Nora ha vinto due ori e stabilito il record del mondo nei 400 stile libero. Sono alla prima partecipazione alle Paralimpiadi anche il tre volte campione del mondo, il tennista Nalani Buob, e la specialista del badminton Cynthia Mathez (del resto anche la sua disciplina debutta ai Giochi). Cynthia Mathez disputerà il doppio con Karin Suter-Erath (già presente nel 2004, quando vinse l’oro, e a Pechino nel 2008), ma entrambe sono iscritte anche nel torneo di singolare.

Un volo molto speciale

È con un volo speciale partito da Francoforte a bordo di un aereo equipaggiato con dei box per il trasporto di animali (quindi senza sedili per i passeggeri) che Amigo, il cavallo di Nicole Geiger (dressage) è giunto a Tokyo. Due anni fa la tiratrice Nicole Häusler ha costruito il suo stand di tiro per la carabina ad aria compressa nel giardino di casa. Miglior atleta femminile della classe mista H2, ha pure lei ottenuto il visto per Tokyo. Quanto al pongista Silvio Keller, è stato selezionato mentre era in vacanza. Quinto alle Paralimpiadi di Londra nel 2012, ha sostituito all’ultimo istante un collega infortunato.

Dei 21 atleti svizzeri in lizza a Tokyo, i neofiti sono 7. La prima elvetica a entrare in gara sarà la nuotatrice Nora Meister mercoledì in occasione dei 50 stile libero. Sempre mercoledì, via alle qualificazioni nel tennistavolo con Silvio Keller. 

La selezione di Swiss Paralympic a Tokyo

Badminton (per la prima volta ai Giochi paralimpici): Cynthia Mathez*, Boningen. Karin Suter-Erath, Wettingen

Ciclismo (handbike): Sandra Graf, Gais. Sandra Stöckli, Jona. Tobias Fankhauser, Hölstein. Heinz Frei, Oberbipp. Fabian Recher*, Spiez

Dressage: Nicole Geiger, Zeiningen, con Amigo

Atletica: Catherine Debrunner, Hüttlingen-Mettendorf. Patricia Eachus, Büron. Sofia Gonzalez*, Jongny. Elena Kratter*, Svitto. Manuela Schär, Kriens. Beat Bösch, Nottwil. Philipp Handler, Zurigo. Marcel Hug, Neuenkirch

Nuoto: Nora Meister*, Lenzburg. Leo McCrea*, Poole (Gb)

Tiro sportivo: Nicole Häusler, Pfaffnau

Tennis: Nalani Buob*, Baar

Tennistavolo: Silvio Keller, Wallbach

Nota: * = alla prima partecipazione olimpica

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