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Muscoli e superfici levigate distinguono la nuova edizione della Z4, ben vistosa ma anche stilisticamente molto equilibrata
Auto e moto
14.05.19 - 10:000

BMW Z4

Torna la classica spider a due posti, forte di un design più vistoso ed espressivo con il ritorno alla capote in tessuto

A credere nelle convertibili sportive non sono rimasti molti costruttori, ma tra questi BMW resta fedele alla spider Z4 che anzi, nella terza generazione, torna al tema più classico e caro della capote in tessuto: leggera, agile, dal sapore antico. L’auto resta però del tutto moderna, con forme ulteriormente levigate. Cambiano le “misure” specie sottopelle, perché la nuova Z4 è più lunga di 90 mm ma vanta al tempo stesso un passo accorciato per maggior agilità combinato a carreggiate nettamente più larghe (+70 mm), peso ritoccato al ribasso (-65 kg) e posizione perfettamente centrata dei due passeggeri. Numerosi i dettagli di design mirati a incrementare l’espressività del modello che certamente fa di tutto per catturare l’attenzione, specie sull’allestimento M Performance della prova. Di pari raffinatezza la distribuzione dei pesi, al 50-50% tra i due assali: una delle caratteristiche che BMW cerca sempre di rispettare sui suoi modelli più mirati alle qualità dinamiche, nonché fattore più rilevante sulla “nostra” M40i che monta il sei cilindri in linea turbo da 340 cv. Dalle prestazioni mordenti.

Se la Z4 cattura l’occhio, ancor più lo fa con l’abbraccio riservato a conducente e passeggero. Dal posto di guida, infatti, ci si trova subito profondamente inseriti nell’auto: si siede, volendo, davvero molto in basso, restituendo una sensazione di guida vecchia scuola: distesa e rilassata ma con tutti i comandi bene a portata, col lungo muso davanti a sé a tracciare la rotta e, tra le mani, una sterzata diretta e reattiva ma non nervosa, con la quale iniziare a “sentire” l’auto e comandare correzioni al millimetro. Fa un po’ strano trovare tutti gli ausili attivi su un’auto così, ma in effetti nel traffico tornano sempre più utili i vari “automatismi” come il regolatore adattivo di velocità. Lasciando però spazio alla guida manuale, il gusto è tutto da assaporare. Anche se la nuova Z4 mette in mostra un carattere certamente più levigato e “rotondo” rispetto alle versioni precedenti, sotto forma di maggior compostezza e progressione di reazione in ogni condizione di guida, anche impegnata.

Restano ad ogni modo ben solide le caratteristiche basilari del modello: avantreno mordente e sensibile, grande equilibrio sul veloce e tantissima agilità nello stretto, con classica trazione posteriore pronta a chiudere ogni curva con l’accelerazione in uscita, complice il differenziale a slittamento limitato che è standard. Lode all’ESP in modalità sport, che lascia libero spazio ai leggeri sovrasterzi senza inficiare il controllo della vettura che resta anzi facilissimo: la “bravura” elettronica aggiunge adrenalina e toglie stress da pilotaggio, permettendo anche di esagerare volutamente con il gas. Tanto più che il generoso motore vale di per sé “oro”: per la qualità dell’erogazione ma in special misura per la rotondità e la sonorità uniche (quest’ultima però “sporcata” inutilmente dall’amplificazione via hi-fi, per fortuna solo in modalità Sport Plus), che solo il “sei in linea” riesce a restituire. Con scatto da fermo più che mordente: merito anche del cambio automatico, lo Steptronic a otto rapporti in versione Sport, che include un rendimento diretto e secco nella modalità di marcia più spinta. Quella che aggiunge tra l’altro ulteriore rigidità tra le curve, senza però mai rendere troppo estreme le sospensioni della vettura; al contrario sufficientemente confortevole e silenziosa sul registro più consono all’impiego normale.

L’abitacolo è tecnologico senza eccessi, anche se l’elettronica è ormai imperante attraverso il display digitale da oltre 12 pollici ad affiancare lo schermo centrale da 10,25”, comandabile anche al tatto in aggiunta al consueto rotore a centro tunnel; i sedili sono avvolgenti ma confortevoli, mentre la capote si apre elettricamente in pochi secondi anche in movimento. La nuova copertura richiede certamente ben meno spazio del precedente tetto rigido ripiegabile e, pur riservando per certi versi meno versatilità complessiva, lascia d’altro canto più spazio libero per il bagaglio personale: il vano di carico ora raggiunge la cubatura di 281 litri, 100 in più di prima, permettendo potenzialmente di assaporare le qualità della Z4 anche oltre il semplice fine settimana.

Scheda tecnica
Modello BMW Z4
Versione M40i Aut.
Motore 6 cilindri, turbo benzina, 3.0 litri
Potenza, coppia 340 cv, 500 Nm
Trazione posteriore
Cambio automatico
Massa a vuoto 1’610 kg
0-100 km/h 4,5 secondi
Velocità massima 250 km/h
Consumo medio 7,1 l/100 km (omologato)
Prezzo 78’500 Chf
La compri se… hai le spider nel sangue, adori la trazione posteriore e la guida molto dinamica e precisa
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