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La storia di una trota e del suo fiume

L’Inn è un grande e maestoso fiume delle Alpi e ben si presta a raccontare i problemi creati dall’uomo ai corsi d’acqua alpini

11 agosto 2018
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Sono una trota nata nel tratto più a monte del fiume Inn, dove mia madre ha deposto le uova nella ghiaia, fecondate poi da mio padre. Per natura sono una cacciatrice e mi nutro di piccoli animali: larve, vermi, pesciolini e insetti. Sono sgusciata dall’uovo nel tratto più a monte del fiume, vicino alla sorgente. Mi trovo a mio agio quassù. Ci sono tanti insetti buoni, la ghiaia è pulita, le rive sono ospitali e piene di nascondigli. Su un banco di ghiaia ho visto perfino un tamerisco, una pianta ormai rara nelle regioni alpine. Ma è arrivato il momento di mettermi in viaggio.

Visto che l’acqua proviene da un ghiacciaio, è fredda. La nostra trota ha avuto fortuna a nascere presso le sorgenti, dove il fiume scorre naturale e le acque sono ben ossigenate. Come la maggior parte dei corsi fluviali alpini, un po’ più a valle le acque dell’Inn non scorrono più come vorrebbero. Ormai i letti fluviali naturali, dove l’acqua può straripare in caso di piena o anche cambiare direzione, sono una vera rarità. Dopo appena 40 km, l’Inn viene inghiottito da una galleria e le sue acque alimentano un bacino artificiale. La stessa sorte tocca anche ad alcuni affluenti del giovane Inn. Le acque vengono captate per produrre energia elettrica. In pratica l’habitat naturale degli animali e delle piante è stato sostanzialmente modificato e i pesci non possono più spostarsi liberamente.

Come scorre veloce l’acqua! Ecco, ora il fiume attraversa ancora una cittadina. Sulla superficie passa un gommone. Qui in Tirolo c’è molto movimento a quanto pare…

Il Tirolo è la regione austriaca più montuosa. È attraversata dall’Inn che forma la più lunga valle trasversale delle Alpi. L’alveo del fiume è stretto, spesso incassato in strette gole, e la corrente è quindi impetuosa. Per questo motivo attira numerosi appassionati di “rafting”, che sui loro gommoni scendono lungo la corrente. In Tirolo le acque selvagge dell’Inn di tanto in tanto fluiscono pacificamente e attraversano diverse città. Oltre a Innsbruck, la maggiore, le rive del fiume sono punteggiate di altre bellissime cittadine. Lo sapevate che due terzi degli abitanti delle Alpi vivono in agglomerati urbani? Se molti abitati si trovano in riva ai fiumi c’è una ragione ben precisa: in passato, infatti, i fiumi costituivano la via di trasporto più usata per gli scambi commerciali. Oggi non sarebbe più possibile. Le numerose centrali elettriche lungo il corso dell’Inn non consentono più il passaggio di imbarcazioni.

Ma che succede ora? Improvvisamente il paesaggio è così vasto, l’acqua scorre lentamente… si può vedere tutto distintamente a perdita d’occhio… Non riesco più a trovare un nascondiglio! Cosa mi capiterà ora? In che direzione devo proseguire? Sono completamente disorientata, mi sembra di perdere i sensi…

La nostra trota è giunta in Baviera nel canale dell’Inn, lungo 30 km. Serve per alimentare una centrale idroelettrica. Viene sfruttata per produrre gran parte dell’elettricità della Baviera. Qui il fiume è diventato largo. Da una parte l’energia elettrica proveniente dalle centrali idroelettriche ha un impatto minore sull’ambiente naturale rispetto al carbone o l’energia nucleare, dall’altra la natura ne risente e non poco. I corsi dei fiumi vengono rettificati per aumentare la velocità dell’acqua e potenziare così il rendimento delle centrali. In tal modo, molti habitat naturali, ad esempio le golene, sono distrutti irrimediabilmente. I pesci non riescono a superare gli sbarramenti fluviali per risalire a monte e riprodursi. E pensare che sarebbe possibile costruire centrali elettriche senza che l’ambiente ne risenta eccessivamente!

Ma dove mi trovo ora? Chi sei tu? Perché hai i denti così lunghi?

La nostra piccola trota è arrivata nella riserva europea del Basso Inn. Si tratta di una regione naturale protetta con una ricca avifauna, lunga 55 km, attraversata dal corso inferiore del fiume. Attualmente, nella regione rivierasca inondata dalle periodiche inondazioni, si sono formate isolette che hanno contribuito a ripristinare l’habitat naturale originario. Le golene, ossia le zone che vengono inondate dalle piene, si sono ammantate via via di boschi naturali che ospitano tra l’altro castori, da oltre cento anni scomparsi in Baviera e reinsediati nella riserva del Basso Inn nel 1970.

C’è un’altra trota? Sembra sana, e anche il fiume. Ci sono boschi golenali e tanti animali diventati ormai rari…

Nel frattempo, siamo arrivati a Passavia, dove le acque dell’Inn si mescolano a quelle del Danubio: in questo punto l’Inn cambia il nome in Danubio. A occidente dell’Inn, anche il Lech confluisce nel Danubio. La tutela del tratto tirolese della valle del Lech rappresenta da anni un importante obiettivo del WWF austriaco, impegnato a conservare intatto il paesaggio e a rinaturalizzarlo sempre più.

Questa trota iridea sta invadendo il mio territorio. I suoi antenati, originari della California, sono stati portati in Europa appena un centinaio di anni fa. Ha bisogno di meno ossigeno e di pochi nascondigli e può quindi sopravvivere meglio nei corsi d’acqua artificiali.

Lungo i corsi d’acqua alpini vivono molte specie vegetali e animali che non sono tipiche del luogo. Sono state trasferite qui dall’uomo, talvolta non intenzionalmente. Tra queste specie figurano la trota iridea, alcune varietà di gamberi di acqua dolce e, tra i vegetali, l’eracleo mantegazziano, simile a una smisurata pianta di cerfoglio, originario del Caucaso. Il problema è che queste specie esotiche hanno il sopravvento su quelle indigene e, nel caso degli animali, sono portatrici di malattie, come la peste dei gamberi, contro cui i nostri animali non hanno anticorpi.

Ah, come sarebbe bello se potessi volare a casa, nelle fresche acque del mio piccolo Inn! C’è troppa acqua qui per me!

Il corso dell’Inn, lungo 500 km, parte dalla sorgente in Engadina fino alla confluenza nel Danubio. In compagnia della nostra trota, lungo le rive abbiamo visto animate cittadine e gole solitarie, dighe, bacini artificiali, canali, argini artificiali e anche golene ammantate di boschi e zone di deposito dei detriti trasportati dalla corrente, creando così habitat naturali per rare specie di animali e piante. L’uomo è ormai consapevole dell’importanza degli habitat naturali dei fiumi. Anche in Svizzera si è dato avvio a un vasto programma di risanamento dei corsi d’acqua per ridare loro un aspetto naturale e mitigare i problemi creati dalle centrali idroelettriche, come la libera circolazione dei pesci e i deflussi discontinui. In altre parole: stiamo andando nella direzione giusta.

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