laRegione
viaggio-nell-arena-flatulente-della-rai
youtube
Berlinguer e Corona in ‘Cartabianca’
laR
 
21.05.22 - 05:30
Aggiornamento: 23.05.22 - 19:17
di Franco Zantonelli

Viaggio nell’arena (flatulente) della Rai

La decisione del direttore generale della tv di Stato italiana di separare i talk show dall’informazione ha sollevato una mezza rivolta

"Rai, di tutto di più", recitava un vecchio slogan della tv di Stato italiana. Talmente di più che oggi, scorrendo i giornali, si scopre che a Saxa Rubra, dove hanno sede i tg, è scoppiato un caso di mobbing da flatulenza. Nel senso che una giornalista del Tg1, una "mezzobusta" come l’avrebbe definita il mitico esperto di mass media per L’Espresso Sergio Saviane, è stata tolta dal video e messa in castigo dai superiori nella stessa stanza, sostiene lei, di un collega che emetterebbe miasmi poco gradevoli. Fatto sta che la donna non ci ha pensato due volte e si è rivolta al magistrato per riavere il suo ruolo di "mezzobusta" ma, soprattutto, per lasciare quella stanza puzzolente. Probabilmente Carlo Fuertes, il direttore generale della Rai col curriculum da accademico voluto da Mario Draghi ai vertici dell’ente radiotelevisivo anche perché estraneo ai giochi politici, quando ha accettato la nomina non sapeva dove sarebbe finito. E che una sua decisione improntata al buonsenso, ovvero quella di separare i talk show, quindi l’intrattenimento, dall’informazione, avrebbe sollevato una mezza rivolta.

Si è imbestialita, tra gli altri, Bianca Berlinguer, conduttrice di ‘Cartabianca’, nel mirino della critica per essersi scelta, come ospite fisso, tale Alessandro Orsini, un professore universitario che si becca 2’000 euro a comparsata, per tessere le lodi di Putin. Anche se, secondo chi scrive, il pubblico è da ritenersi sufficientemente adulto per non farsi imbambolare da personaggi del calibro di Orsini. ‘Cartabianca’ non piace neppure a un illustre cugino di Bianca Berlinguer, l’ex-ministro Luigi Berlinguer, che in un’intervista al quotidiano Il Foglio l’ha invitata a "tutelare il nostro cognome". "Mi spiace – ha detto – sentire che nel suo programma ci sono degli svalvolati". Il riferimento è al sopracitato Orsini e "a quel montanaro con la fiaschetta", l’alpinista-scrittore Mauro Corona che per la figlia di Enrico Berlinguer ha sdoganato il soprannome di "Bianchina". Noi ci aggiungiamo pure Andrea Scanzi che, lo scorso anno, quando ancora scarseggiavano i vaccini contro il Covid, saltò la fila degli anziani spacciandosi per il badante dei propri genitori.

L’anno prossimo ‘Cartabianca’ sparirà dai palinsesti Rai. Per ricomparire, magari, come è stato il caso del programma ‘Non è l’Arena’ di Massimo Giletti, che non si capisce se sia un giornalista o una Mara Venier al maschile, su La 7. Insomma, il rischio è quello di una vittoria di Pirro per Fuertes. In ogni caso è giusto che il servizio pubblico, finanziato con il canone, si affranchi dalla rincorsa all’audience. Il servizio pubblico dovrebbe avere programmi come la trasmissione ‘Arena’, nessun riferimento a Giletti, dove il conduttore non si è fatto scrupoli a riprendere Alain Berset, che si era permesso di chiedere un’informazione a un esperto della redazione. "Qui le domande le faccio io", si è sentito apostrofare il consigliere federale. ‘Arena’ della Srf pensiamo sia il modello di informazione cui guarda il direttore generale della Rai Fuertes. Bisognerà capire se quella parte del pubblico, abituata da anni alle risse televisive dei talk show e alla presenza di ospiti ingaggiati più per litigare che per dibattere, accetterà il cambio di passo voluto dai nuovi vertici.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
3 ore
Conferenza di Lugano: ‘principi’ del domani e guerra di oggi
La Urc2022 si chiude con una ‘Dichiarazione’ che getta le basi del processo di ricostruzione dell’Ucraina. Il risultato non è da disprezzare
Commento
1 gior
Conferenza, assenza & resilienza
Una parola magica, tanti (troppi) Paesi che si sono defilati: resta la sensazione di un’incompiuta, anche perché non si capisce cosa accadrà in Ucraina
Commento
2 gior
L’Urc2022, Cassis e la Storia
C’è stato Marignano, certo, ma ora c’è Mariupol: il Consiglio federale ha avviato de facto una revisione della politica di neutralità
Commento
2 gior
Fedez e la Corte Suprema dentro di noi
Gli scempi in nome dei vecchi valori di una volta sono sotto gli occhi di tutti, ma per ergerci a giudici ci basta che un rapper non conosca Strehler
Commento
4 gior
Passeggiata scolastica e crepe nella collegialità
La rituale gita del Consiglio federale fa dimenticare le dissonanze in seno all’Esecutivo emerse a più riprese negli ultimi tempi
L'analisi
5 gior
L’inflazione segna la fine del paradigma ‘a bassa cilindrata’
Buona parte degli economisti sostiene che i rincari sono determinati dall’eccesso di denaro in circolazione, confondendo l’effetto con la causa
Commento
5 gior
Bisogna sconfiggere Putin, non Dostoevskij
Il ministero ucraino della Cultura ha deciso di censurare musica e letteratura russe. Dimenticando che la cultura non fa la guerra
Commento
6 gior
Wonder Woman e il pianoforte a coda abitano nel Luganese
Un annuncio di lavoro richiede alla babysitter doti linguistiche, gastronomiche, pedagogiche, musicali, antropologiche, mediche e non solo
Commento
1 sett
Dopo aver corso per Totti, ora Tommasi corre per Verona
L’ex calciatore della Roma diventa sindaco alla guida di una lista civica appoggiata dal centro-sinistra. Una figura atipica nella politica italiana
Commento
1 sett
La Corte suprema Usa e i suoi imam
Stati a guida repubblicana lancia in resta dopo la sentenza anti-aborto. Dietro c’è una strategia a lungo e tenacemente perseguita
© Regiopress, All rights reserved