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Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez
02.05.22 - 22:01
Ansa / Ats, a cura de laRegione

Il premier spagnolo Sánchez spiato con Pegasus

Attacco hacker ha infettato il cellulare del primo ministro. Sottratti 2,7 gigabytes di dati. Lo confermano fonti del governo a vari media

Gli hacker che hanno "infettato" il telefono cellulare del premier spagnolo Pedro Sánchez con il software Pegasus hanno sottratto dal dispositivo oltre 2,7 gigabytes di dati, secondo quanto affermato da fonti del governo del Paese iberico a El País e altri media nazionali. L’attacco è avvenuto in due occasioni a maggio e giugno 2021, aggiunge Madrid.

Nel caso della ministra della Difesa Margarita Robles, anche lei — stando al governo spagnolo — spiata con Pegasus a giugno 2021, la quantità di dati sottratta corrisponde a 9 megabytes.

La crisi diplomatica tra la Spagna e il Marocco, segnata da episodi come l’arrivo in incognito del leader saharawi Brahim Ghali o l’entrata in massa di oltre 8 mila migranti nell’enclave di Ceuta, e la maturazione della decisione di concedere la grazia ai leader catalani condannati al carcere sono i fatti d’attualità più rilevanti avvenuti nel periodo in cui Sánchez e Robles sono stati spiati.

Ghali, ricordano i media iberici, arrivò in Spagna ad aprile, mentre la crisi migratoria di Ceuta avvenne a partire dal 15 maggio. L’indulto ai leader catalani venne concesso il 22 giugno, anche se Sánchez li aveva preannunciati giorni prima.

A maggio 2021 ebbero luogo anche la vittoria della popolare Isabel Díaz Ayuso alle elezioni regionali di Madrid e la formazione dell’attuale governo catalano di Pere Aragonès con un accordo tra i partiti indipendentisti Esquerra Republicana e Junts per Catalunya. Il ministro della Presidenza, Félix Bolaños, ha dichiarato che il governo preferisce evitare "illazioni" sui motivi del presunto spionaggio.

Conferenza stampa a sorpresa

I telefoni cellulari del premier spagnolo, Pedro Sanchez, e della ministra della Difesa del suo governo, Margarita Robles, sono stati "infettati" con il programma informatico di spionaggio Pegasus: è quanto affermato dal ministro della Presidenza Félix Bolaños in una conferenza stampa convocata a sorpresa.

Secondo quanto aggiunto da Bolaños, le "intrusioni esterne" con il software nei cellulari del capo del governo e di Robles sono avvenute tra maggio e giugno 2021.

Le "intrusioni" nei cellulari del premier Pedro Sánchez (che sarebbero avvenute a maggio 2021) e della ministra della Difesa Margarita Robles (giugno 2021) sono state verificate dal Centro Crittologico Nazionale, che fa parte del Centro Nazionale dell’Intelligence, ha spiegato il ministro della Presidenza Félix Bolaños. Quanto scoperto è stato "denunciato alla giustizia", ha aggiunto Bolaños, considerato il braccio destro di Sánchez.

"Non abbiamo nessun dubbio del fatto che si tratta di un’intrusione esterna"; ha detto il ministro, senza precisare a che tipo di agente esterno si stesse riferendo, ma indicando che stava parlando di attività "estranea a organismi statali" ed effettuata "senza autorizzazione giudiziaria". Bolaños ha anche affermato che sono in corso verifiche per capire se altri esponenti del governo siano stati spiati con Pegasus.

L’annuncio di Madrid arriva dopo che, circa due settimane fa, inchieste giornalistiche hanno denunciato una presunta operazione di spionaggio con Pegasus a leader indipendentisti catalani. Diverse tra le presunte vittime accusano di questa attività di sorveglianza — che considerano illegittima — i servizi segreti spagnoli e hanno chiesto al governo Sánchez di assumere "responsabilità", arrivando, in alcuni casi, a chiedere le dimissioni della stessa Margarita Robles, dal cui ministero dipende l’intelligence spagnola. Sánchez stesso sostiene invece che i servizi segreti operano sempre "con scrupoloso e rigoroso rispetto della legge".

In seguito alle tensioni con diversi soci parlamentari su questo tema, il governo ha rischiato giovedì scorso un tonfo in Parlamento sulla convalida di un decreto cruciale contenente misure urgenti per affrontare l’impatto della guerra in Ucraina, salvandosi con un margine di soli quattro voti.

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